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Corriere della Sera Articolo sul GIS   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #675 di 1725 |


Arrivano i Super-Carabinieri

Sono i Gis: un centinaio di parà del Tuscania scelti dopo una
selezione massacrante. Nel deserto hanno già catturato 70 terroristi.
E sono pronti a intervenire anche in Italia

Soltanto loro potevano salvarla. Tre albanesi tenevano sequestrata in
una casa di Torino la quindicenne Laura Spadafora e stavano per
ucciderla. "Chiamiamoli", decise il magistrato. Li chiamarono. E loro
accorsero. Una piccola squadra di sette o otto uomini in tuta nera.
Fecero saltare la porta con l'esplosivo. Presero i banditi e
liberarono la ragazza.
Loro sono i Gis, i supermen dei Carabinieri. Poco più di cento
specialisti addestrati a compiere imprese impossibili. Si muovono
sempre a gruppi molto ridotti. Un loro team è attivo a Nassiriya. Nel
deserto dell'Iraq vanno a caccia di terroristi. Ne hanno catturati
almeno settanta. Entrano in azione di notte. In pochi secondi
sfondano porte, pareti, immobilizzano i ricercati, li affidano alla
polizia locale e spariscono come fantasmi senza che nessuno abbia
visto i loro volti coperti dal mephisto, un passamontagna nero.

Perfino gli americani chiedono il loro intervento. Segnalano un
rifugio di terroristi. Ai Gis il compito di andarli a
prendere. "Prima di muoversi", spiega il loro comandante, il
colonnello Paolo Nardone, "va studiato un piano nei minimi dettagli.
La cura dei particolari è fondamentale. Nell'azione non bisogna
sbagliare una mossa".


A livello mondiale, i Gis godono una reputazione straordinaria. Il
Tribunale internazionale dell'Aja si fida solo di loro. Se bisogna
bloccare un criminale di guerra nei Balcani li chiama. I reparti
speciali inglesi, Sas, pur famosi per la loro micidiale efficienza,
non si ritengono all'altezza dei Gis. Tanto che hanno preferito
delegare a questo formidabile braccio operativo dell'Arma una recente
missione molto delicata. Si è svolta all'estero. I particolari devono
rimanere segreti. I Gis hanno agito rapidi, sicuri e con pieno
successo. "Perfetti", li hanno definiti gli inglesi.

Gis vuol dire Gruppo d'intervento speciale. Il reparto nasce nel
1978. Alle Olimpiadi di Monaco i terroristi avevano fatto strage. In
Italia le Brigate rosse avevano ucciso il leader Dc Aldo Moro. Il
governo italiano decide che è necessario attrezzarsi. Serve un gruppo
capace di affrontare azioni di terrorismo, intervenire in caso di
sequestri e presa di ostaggi. I Carabinieri vantano un reparto di
forze speciali, il loro reggimento paracadutisti Tuscania. Pescano lì
i più adatti e formano la prima squadra di uomini super.

Ancora oggi il reggimento Tuscania è l'unico serbatoio da cui
provengono i Gis. Già entrare nel Tuscania è un'impresa. Nove mesi di
addestramento massacrante, con arti marziali, pugilato, tecnica di
caduta libera in volo. Su 100 solo 30 resistono. Dopo almeno due anni
nel Tuscania, si può tentare il grande salto. Entrare nell'Olimpo dei
Gis, il top della specializzazione. Cominciano sei mesi di prove
durissime, sci, arrampicate a mani nude su roccia, immersioni
subacquee. Su 20 aspiranti i prescelti saranno 2, massimo 3. Non
bisogna dimostrare solo abilità fisica. "Conta molto l'equilibrio
psichico", dice il colonnello Nardone. "I fanatici e gli esaltati non
fanno per noi".

I Gis piombano sempre nel mezzo di situazioni molto tese. Serve gente
dal temperamento freddo che non perde mai la testa. In certe
occasioni, quando per esempio i banditi stanno asserragliati con
ostaggi in una banca, prima di entrare in azione, si fa avanti un Gis
esperto in negoziazione. Lui sa come rivolgersi a un terrorista, come
comunicare con un pazzoide o un sequestratore di persone, e cerca con
le parole di piegarne la resistenza. C'è riuscito a maggio scorso
quando uno squilibrato aveva preso 3 persone in ostaggio a Maranello,
in provincia di Modena.

Il regno dei Gis è a Livorno. Su un vecchio pullman e su tre carrozze
ferroviarie simulano l'assalto a terroristi che tengono i passeggeri
sotto tiro. Di notte, quando nessuno li vede, scivolano come ombre
sulle piste degli aeroporti di Fiumicino o Malpensa. Si esercitano a
fronteggiare emergenze sugli aerei. L'anno scorso, quando fu deciso
di abbattere le mostruose torri del Villaggio Coppola, sulla costa
campana, per i Gis fu un'occasione d'oro. Prima della demolizione
usarono gli edifici per sperimentare esplosivi e tecniche di
irruzione.

Provano la resistenza dei vetri, studiano come si comportano le
pallottole quando impattano sui finestrini delle auto. Fra pistole
mitragliatrici e fucili di precisione usano almeno venti armi
diverse. Tutti tiratori scelti in grado di centrare una moneta.
All'ultimo raduno in Germania dei reparti speciali di mezzo mondo, un
Gis dal nome di battaglia Aquila si è aggiudicata la palma del
miglior tiratore in assoluto.

Il lavoro di un Gis è fatto anche di fantasia, di inventiva. Le
minacce cambiano in continuazione e bisogna adeguarsi. Contro un
terrorista pronto a farsi saltare in aria sembrano non esserci
rimedi. Ma i Gis hanno studiato una tecnica per saltargli addosso e
immobilizzarlo in 3 secondi evitando l'innesco delle cariche
esplosive.

Proprio nel campo degli esplosivi hanno raggiunto livelli di
efficienza sorprendente. Far saltare una porta blindata, un vetro
antiproiettile e anche un muro di cemento per loro è uno scherzo. Ma
la cosa straordinaria è che riescono a sbriciolare una parete senza
far schizzare le schegge in tutte le direzioni. Chi sta dietro il
muro non subisce danni. "Bisogna irrompere senza uccidere", dice
Nardone. Usano un esplosivo di loro invenzione, non è possibile
rivelarne la composizione, ma a vederne i risultati si rimane a bocca
aperta. Nel muro si spalanca di colpo lo spazio di una porta. I
detriti vengono giù a cascata. Il resto della parete non è
minimamente scosso dall'esplosione. Un paio di anni fa dovevano
penetrare in casa di un pericoloso latitante marocchino a Ostia.
Sfondarono la parete. Sulla facciata interna, a pochi millimetri
dallo squarcio, rimasero intatti un quadro e un ferro di cavallo
appeso a un chiodino, un portafortuna che non protesse il marocchino.

L'esordio dei Gis avvenne a Trani (Bari) nel 1980. Nel carcere
scoppiò una rivolta capeggiata da terroristi. Sull'edificio
cominciarono a volteggiare elicotteri dai quali si calarono
velocemente uomini mascherati. Ripresero il controllo della prigione
in pochi minuti. Da allora questi fuoriclasse un po' misteriosi
vivono dietro le quinte e saltano fuori nei momenti cruciali. Quando
otto simpatizzanti leghisti occuparono il campanile di Piazza San
Marco a Venezia, furono i Gruppi d'Intervento Speciale a snidarli.
Due anni fa toccò sempre a loro riportare in patria il re
dell'Afghanistan dopo trent'anni di esilio a Roma. Nel 1998, quando
ancora il terrorismo islamico non sembrava così devastante, furono i
primi ad arrestare in Bosnia un arabo e uno yemenita risultati poi
terroristi di Al Qaeda.

I capi della mafia e della 'ndrangheta calabrese non vivono più tanto
tranquilli da quando li braccano i Gis. L'ultimo boss l'hanno
catturato a Platì, in Calabria. Di notte, con una pioggia
torrenziale, sono arrivati in elicottero, si sono calati con una
corda, la fast rope, e sono penetrati nel bunker dove il boss si
sentiva al sicuro. In elicottero si sono presentanti anche ai
trafficanti che nel Canale di Sicilia viaggiavano su un mercantile
carico di droga. In 5 secondi sono piombati sulla nave. Agilissimi
nonostante gli oltre 30 chili di equipaggiamento che si portano
addosso, fra armi, giubbetto antiproiettile, cartucce esplosive,
ginocchiere, paragomiti. Molti attrezzi li disegnano loro stessi e
poi li fanno costruire. Un enorme magazzino è pieno solo di scale.
Più di cento. Fanno impressione i grandi scudi antiproiettile, certe
asce enormi e forbicioni a pila lunghi più di mezzo metro per
troncare tondini di ferro. Li chiamano Hooligan tools, materiale da
teppisti.

Considerando la professionalità dei Gis, è logico che vari Paesi
cerchino di mandare alla loro scuola i propri reparti speciali. In
questo periodo prende lezioni una squadra di militari della Bosnia.
Può contare su addestratori di prim'ordine. Uno degli istruttori,
conosciuto col nome fittizio Segugio, è stato 3 volte campione del
mondo di pugilato tailandese.


Fonte Corriere della Sera










Sab 13 Nov 2004 6:39 pm

tuscania_1
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Inoltra Messaggio #675 di 1725 |
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Arrivano i Super-Carabinieri Sono i Gis: un centinaio di parà del Tuscania scelti dopo una selezione massacrante. Nel deserto hanno già catturato 70...
tuscania_1
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13 Nov 2004
6:40 pm
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