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13 novembre - A seguito del deteriorarsi della situazione in Costa
d'Avorio, su indicazione del Ministero degli Affari Esteri, l'11
novembre è stato disposto l'invio ad Abidjan di una Task Force
composta da due C130J della 46a Aerobrigata dell'Aeronautica con tre
equipaggi, 12 Ufficiali, 40 Sottufficiali appartenenti a Esercito,
Marina, Aeronautica e Carabinieri con il compito di curare
l'evacuazione dei residenti italiani e di altri paesi. La Task Force,
che ha operato alle dipendenze del Comando Operativo di Vertice
Interforze (COI) in stretto coordinamento con l'unita di crisi della
Farnesina, ha avuto il compito di proteggere ed evacuare i nostri
connazionali in difficoltà, cooperando con le forze presenti in aerea
di operazione degli altri paesi. In costa d'Avorio sono presenti
circa 6.000 caschi blu più un numero crescente di militari francesi
che in questi giorni ha superato le 5.000 unità. Della task Force
italiana hanno fatto parte incursori di Marina e del 9°
Reggimento "Col Moschin" oltre a un'aliquota del Reggimento
carabinieri paracadutisti Tuscania. Operazioni di questo genere che
prevedono la raccolta, il soccorso e l'evacuazione di connazionali
sono rientrano tra i compiti istituzionali delle Forze Speciali.
Incursori di Esercito e Marina operarono per la prima volta
congiuntamente in queste "Non combatant Evacuation Operation - NEO)
nel 1994 con le operazioni "Ippocampo" in Yemen meridionale e in
Ruanda. La Task Force italiana in Costa d'Avorio ha evacuato, con
voli sull'aeroporto di Accra (Ghana), 130 connazionali e 163
cittadini di varie nazionalità.
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