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Rispondi | Inoltra Messaggio #704 di 1725 |


Carabinieri ai check point: stanotte i cattivi dormono

Di Meo Ponte, da La Repubblica del 2-2-2005


NASSIRIYA - Il vento vela di sabbia il tramonto mentre la colonna dei
blindati dei carabinieri della MSU oltrepassa l'ultimo check point di
Camp Mittica. Il buio si avvicina in fretta nel deserto e e
Nassiriya, senza energia elettrica, è presto immersa in un notte
scura. Il Pajero corazzato del colonnello Paolo Nardone fila silente
a fare spenti, guidato con mano sicura da Ciro, l'autista, che pare
avere la vista di un gatto e non perde la pista del blindato che lo
precede, accendendo solo a tratti e per un attimo il lampeggiante
blu. Dietro altri due blindati con i paracadutisti del Tuscania, le
sagome degli uomini alle mitragliatrici sulle ralle si vedono appena
nel buio. Seduto dietro al colonnello c'è "Cigno", volto aguzzo di
guerriero antico che pare scavato nella pietra ruvida, "l'angelo
custode" del comandante. Ha più di quarant'ann Cigno e di cose che
gli uomini comuni non possono nemmeno immaginare ne ha davvero viste
tante. Ha più quarant'anni ma si muove sempre con l'agilità elegante
che gli ha guadagnato il nome di battaglia. Si definisce "socio
fondatore" del Gis, il Gruppo Intervento Speciale dell'Arma, l'elite
dell'elite. Vi possono accedere solo i carabinieri del Reggimento
Paracadutisti Tuscania e dopo selezioni durissime. Cigno è stato uno
dei primi Gis: con gli altri pionieri ha copiato quel che ha potuto
dai corpi speciali stranieri, il resto se lo è inventato creando un
reparto unico al mondo.

Il Gis ora è in Iraq, punta di diamante della Msu, a cui sono
affidati gli incarichi più delicati. Cigno guarda nella notte e sa
che laggiù nel buio, da qualche parte, ci sono i suoi compagni del
reparto che guardano passare la colonna.

In città l'euforia dell'elezioni è ormai passata. Le strade sono
nuovamente deserte anche se il coprifuoco è terminato, ai crocicchi i
lampeggianti delle auto della polizia irachena illuminano a scatti i
rari passanti, ombre furtive che corrono verso casa. La colonna dei
carabinieri si ferma al primo posto di blocco iracheno: la missione
di questa notte è controllare che i mesi di paziente addestramento
agli agenti della nuova polizia diano ora i loro frutti. La voce del
colonnello Nardone si chiama Orso ed è un maresciallo che parla un
arabo impeccabile. E' lui che chiede agli agenti iracheni come si
sentono, se hanno paura. Loro rispondono che no, che sono pronti a
reagire a qualsiasi minaccia, che sono contenti che nella notte ci
siano anche i carabinieri.

Picchio, il giovane maresciallo del Tuscania che comanda la scorta,
dispone gli uomini e i mezzi con pochi cenni: da quando è in Iraq ha
lasciato crescere la barba scura che non riesce però a mascherare la
sua giovane età. Eppure, come Cigno, si muove con calma decisione,
ripetendo gesti che paiono spontanei e invece sono stati studiati a
lungo. Ogni atto è dosato, nessuno gioca alla guerra, questa è gente
che è tanto in gamba da non sentire il bisogno di dimostrarlo. Agli
agenti della Local Police si lascia qualche torrone e una cassa di
Coca poi si imbocca nuovamente la notte. Dal finestrino si vede
scorrere il centro di Nassiriya, l'ombra della Cpa assediata a maggio
dove il buio nasconde i colpi dei mortai, l'ospedale protetto da
guardiani armati di fucili d'assalto.

Prossima fermata: il quartiere generale della polizia di Nassiriya,
un palazzone sporco protetto da barriere antikamikaze e dai corridoi
affollati da gente armata. La colonna dei carabinieri entra in
fretta. Nardone scende con calma, seguito da Cigno che non lo perde
mai di vista. Al primo piano che la sala operativa dove affluiscono
tutte le segnalazioni delle pattuglie sparse in città. E' da lì che
si affaccia Squalo, il tenente colonnello De Guardo, che comanda le
Vipers, le vipere, le squadre della Msu che formato l'unità di
manovra. "Tutto sembra essere tranquillo" dice con l'aria distaccata
di chi da sempre è stato a contatto con il pericolo. Due traccianti
illuminano la notte lontano. "Festeggiamenti" dice sornione Squalo.
C'è il tempo per un caffè.

Il colonnello Nardone beve e stupisce l'ospite iracheno agitando
elegantemente la tazzina: un gesto arabo per dire che basta, grazie.
Il resto della scorta è al suo posto. Ogni uomo ad una finestra,
all'imbocco di una scala. Un dispiegamento automatico che non ha
bisogno di ordini e che suscita l'ammirazione degli agenti iracheni,
visibilmente invidiosi di quei soldati che vengono da tanto lontano
ma che si muovono a loro agio.

Si riparte per la notte, ancora un posto di blocco e ancora una
sosta. Nel buio, lontano, guizzano i fari di un'auto che si spengono
all'improvviso. Gli occhi di Cigno si stringono mentre guarda attento
l'ultimo lampo di luce. Poi un altro bagliore rompe la notte. Cigno
si rilassa: sono i suoi colleghi del Gis, sono loro che emergono dal
deserto e controllano l'auto sospetta che si è avvicinata senza
vederli. Un altro lampo: tutto a posto. Si torna verso il centro
mentre dalla radio avvertono che ci sono spari al ponte Charlie, il
terzo che attraversa l'Eufrate. E ai carabinieri che tocca monitorare
le forze irachene in città: un dovere che si sono guadagnati
addestrando giorno dopo giorno per lunghi mesi gli agenti della Nuova
Polizia mentre l'esercito pensava a quelli del New Iraqi Army. E in
questa notte i risultati di quel lavoro paziente e difficile si
vedono. Le pattuglie sono al loro posto, nessuno manca, tutti
sembrano essere consapevoli del loro ruolo.

Un ultimo giro verso la periferia est poi la colonna torna verso la
base ed è il momento più pericoloso. Quella per Camp Mittica è una
strada obbligata, gli agguati che vi sono stati tesi ormai non si
contano più. Ed in Iraq non esiste un fronte, ogni angolo è un campo
di battaglia. La mina può essere nascosta al ciglio della strada o
nella carogna di un cane. Ci sono però uomini con cui potresti
scendere all'inferno. E tornare. E quelli del colonnello Nardone sono
di quelli. Conoscono il pericolo, se possono lo evitano ma sono
pronti ad affrontarlo. Le regole sono semplici: se ti sparano cerchi
di ripiegare, se colpiscono un mezzo ci si batte fino a quando non si
torna a casa tutti o si è tutti morti.

Stanotte però i cattivi dormono e i buoni possono tornare alla loro
base, orgogliosi del loro lavoro. Se a Nassiriya prima, durante e
dopo il voto non è successo nulla, non è morto nessuno è anche merito
loro.


... FOLGORE!!!

Cristiano












Mer 2 Feb 2005 8:49 pm

tuscania_1
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Inoltra Messaggio #704 di 1725 |
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Carabinieri ai check point: stanotte i cattivi dormono Di Meo Ponte, da La Repubblica del 2-2-2005 NASSIRIYA - Il vento vela di sabbia il tramonto mentre la...
tuscania_1
Offline
2 Feb 2005
8:51 pm
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