Si chiama Clayton Blaisdell Junior, ma per tutti e' Blaze. E' enorme, due metri
per 140 chili. La sua adolescenza, fatta di buoni voti a scuola e di un buon
libro sempre a portata di mano, viene spezzata dal padre, che lo saraventa giu'
dalle scale. Da allora, dopo il coma, il suo cervello e' quello di un bambino.
Con lui, il suo amico George: spaccone, anti-repubblicano, truffatore di
professione. Insieme, decidono di mettere a segno il colpo della vita, il
rapimento di un neonato. Se Blaze e il braccio, George e' sempre stata la mente,
tra i due. E Blaze non puo' fare senza di lui. Peccato che, ora, George riposi
tre metri sotto terra, e a Blaze rimane solo la sua voce nella testa, che lo
spinge ad andare avanti, lo sgrida, lo insulta quando sbaglia...
Il romanzo va avanti alternando il folle piano del rapimento a flashback in cui
riviviamo le tappe piu' importanti della vita di Blaze, da quel maledetto
"incidente" in poi, passando per riformatori, amori adolescenziali, carcere,
pochissimi amici, rabbia che esplode agli ennesimi schiaffi della vita.
Un bel romanzo criminale sulla scia del neorealismo di Jim Thompson, James Cain
e Richard Stark. Anche il finale, tra i gelidi boschi del New England, e'
azzeccato.
Un bel King d'annata, rivisto e corretto.
Voto: 8
(Sperling & Kupfer, 322 pp., 12.90 euro)
Ciao
D.
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