Ciao a tutti,
permettetimi di dissetire abbastanza profondamente da quanto
affermate.
Nessuno può negare che le contaminazioni con altre culture, sia in
campo musicale che più in generale, siano una cosa naturale e
facciano parte della storia, ma queste contaminazioni sono già qui e
si manifestano in ogni cosa che facciamo senza nessun bisogno di
inventarcele.
Certo, magari ci saranno anche dei momenti storici in cui una cultura
si trova a essere così isolata dal resto del mondo che le
contaminazioni bisogna andarsele a cercare (anche se non mi vengono
in mente molti esempi a riguardo), ma facendo un giretto per le
strade di Milano o guardando la TV credo che saremo tutti d'accordo
sul fatto che di contaminazioni culturali al giorno d'oggi ce ne sono
già anche troppe.
Al contrario quello che oggi serve è gente che, non solo in campo
musicale, voglia studiare, recuperare e rendere attuale l'enorme
patrimonio che ci viene dal nostro passato e dalla nostra cultura,
cosa che non può prescindere dall'affermare la nostra identità e dal
rivendicare il sacrosanto diritto di rigettare contaminazioni forzate
da parte di culture magari rispettabilissime (e liberissime a casa
loro di organizzarsi come credono) ma incompatibili con la nostra, o
che semplicemente non ci piacciono.
Questo naturalmente senza chiudersi e restando aperti a ciò che viene
dal resto del mondo (etc. etc.), ma senza nessuna paura di passare
per razzisti/egoisti/non solodali/politicamente scorretti, mandando
allegramente a quel paese (per usare un eufemismo) quelli che ci
accusano di esserlo e soprattutto superando quello stupidissimo
complesso di colpa tipicamente lombardo che ci obbliga a sorbirci
sempre un accidenti di canzone napoletana (bellissime, per carità,
anche se a me non piacciono per niente) prima di poter cantare in
santa pace "O mia bella Madonina". Quasi che se prima non paghiamo
pegno alla superiore cultura mediterranea non abbiamo diritto di
affermare liberamente quello che siamo. E tra l'altro questa si che è
una chiarissima forma di razzismo nei nostri confronti, resa ancora
più grave dal fatto di essere un razzismo inconsapevole.
Consentitemi anche di dire in tutta franchezza che oggi ci sono già
centinaia di migliaia, forse milioni di musicisti che càmpano
cercando morbosamente queste benedette contaminazioni e che dunque
l'idea non si può certo dire originale né, a mio parere, ha mai
portato a risultati particolarmente brillanti. D'altra parte è
abbastanza difficile pensare che mescolando tutti i colori del mondo,
nella musica come in ogni altro campo, si possa ottenere qualcosa di
diverso dal grigio.
Siamo dunque su posizioni diverse e probabilmente contrapposte e
inconciliabili, e presumo non solo in campo musicale.
Niente di male naturalmente. Il mondo è bello perchè è vario...
almeno finchè a forza di contaminazioni (forzate o volontarie che
siano) non sarà diventato una massa grigia e informe. Ma questo, nel
mio piccolo, cercherò con ogni mezzo di evitare che succeda, perchè
l'unica alternativa all'essere "qualcosa" è solo quella di non essere
niente.
Marco Peruzzi