Sono perfettamente d'accordo con Marco. Voglio solo aggiungere che noi Milanesi
abbiamo un repertorio "straricco" di musica e canzoni in lingua Milanese ..e
hanno fatto solo conoscere "Oh mia bella Madonina". Come abbiamo infiniti poeti
e scrittori..fatti sparire totalmente, scientificamente dai media. Ma se pò nò
andà avanti inscì.Questa censura è di stile sovietico. Allora..è chiaro che il
Capodanno Celtico non è uno scherzo..sono anni che questo evento viene
effettuato e ne sono felicissima, nonché una frequentatrice. E' un atto di onore
e verità informare sulle origini Celtiche di Milano,i Celti nella pianura
Padana, tenute scientificamente nascoste (leggete il libro-Bibbia per me: I
Celti e Milano di Marco Fulvio Barozzi, ediz. Terra di Mezzo, molto corretto e
documentato. Anche questo faticherete a trovarlo, dovrete andare in via Vigevano
14)). La musica è universale..benissimo..ma parlèmm on ciccinin anca de numm e
sarebbe un atto di giustizia dovuto se si diffondessero anche e canzoni del
repertorio Milanese, antiche e attuali.Oltretutto, tenete conto che chì sèmm a
Milàn. Non ho più tempo..Non volevo nemmeno intervenire. Ve saludi.
> Ciao a tutti,
>
> permettetimi di dissetire abbastanza profondamente da quanto
> affermate.
>
> Nessuno può negare che le contaminazioni con altre culture, sia in
> campo musicale che più in generale, siano una cosa naturale e
> facciano parte della storia, ma queste contaminazioni sono già qui e
> si manifestano in ogni cosa che facciamo senza nessun bisogno di
> inventarcele.
>
> Certo, magari ci saranno anche dei momenti storici in cui una cultura
> si trova a essere così isolata dal resto del mondo che le
> contaminazioni bisogna andarsele a cercare (anche se non mi vengono
> in mente molti esempi a riguardo), ma facendo un giretto per le
> strade di Milano o guardando la TV credo che saremo tutti d'accordo
> sul fatto che di contaminazioni culturali al giorno d'oggi ce ne sono
> già anche troppe.
>
> Al contrario quello che oggi serve è gente che, non solo in campo
> musicale, voglia studiare, recuperare e rendere attuale l'enorme
> patrimonio che ci viene dal nostro passato e dalla nostra cultura,
> cosa che non può prescindere dall'affermare la nostra identità e dal
> rivendicare il sacrosanto diritto di rigettare contaminazioni forzate
> da parte di culture magari rispettabilissime (e liberissime a casa
> loro di organizzarsi come credono) ma incompatibili con la nostra, o
> che semplicemente non ci piacciono.
>
> Questo naturalmente senza chiudersi e restando aperti a ciò che viene
> dal resto del mondo (etc. etc.), ma senza nessuna paura di passare
> per razzisti/egoisti/non solodali/politicamente scorretti, mandando
> allegramente a quel paese (per usare un eufemismo) quelli che ci
> accusano di esserlo e soprattutto superando quello stupidissimo
> complesso di colpa tipicamente lombardo che ci obbliga a sorbirci
> sempre un accidenti di canzone napoletana (bellissime, per carità,
> anche se a me non piacciono per niente) prima di poter cantare in
> santa pace "O mia bella Madonina". Quasi che se prima non paghiamo
> pegno alla superiore cultura mediterranea non abbiamo diritto di
> affermare liberamente quello che siamo. E tra l'altro questa si che è
> una chiarissima forma di razzismo nei nostri confronti, resa ancora
> più grave dal fatto di essere un razzismo inconsapevole.
>
> Consentitemi anche di dire in tutta franchezza che oggi ci sono già
> centinaia di migliaia, forse milioni di musicisti che càmpano
> cercando morbosamente queste benedette contaminazioni e che dunque
> l'idea non si può certo dire originale né, a mio parere, ha mai
> portato a risultati particolarmente brillanti. D'altra parte è
> abbastanza difficile pensare che mescolando tutti i colori del mondo,
> nella musica come in ogni altro campo, si possa ottenere qualcosa di
> diverso dal grigio.
>
> Siamo dunque su posizioni diverse e probabilmente contrapposte e
> inconciliabili, e presumo non solo in campo musicale.
>
> Niente di male naturalmente. Il mondo è bello perchè è vario...
> almeno finchè a forza di contaminazioni (forzate o volontarie che
> siano) non sarà diventato una massa grigia e informe. Ma questo, nel
> mio piccolo, cercherò con ogni mezzo di evitare che succeda, perchè
> l'unica alternativa all'essere "qualcosa" è solo quella di non essere
> niente.
>
> Marco Peruzzi
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