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Quel tranviere chiamato Desiderio (con E. Beruschi). Teatro in milan   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1048 di 1120 |
dal 10 al 26 novembre 2006

Enrico Beruschi
Quel tranviere chiamato desiderio
(ovvero amur de fradei, amur de cortei)

Commedia in due atti di Sergio Cosentino

Scene e costumi Laura Laciniati

regia SERGIO COSENTINO


“Quel tranviere chiamato Desiderio” è la terza commedia scritta da
Sergio Cosentino. Autore e regista di alcuni tra i più famosi comici
italiani come: Enrico Montesano, Massimo Boldi, I Fichi d’India,
Enrico Beruschi, Gianfranco D’Angelo, Max Pisu, Enzo Salvi, Stefano
Masciarelli, I Pali e Dispari. Autore di trasmissioni televisive di
successo come: Zelig, Scherzi a parte, Convenscion, Quelli che il
calcio, Buona Domenica, Domenica in. Battutista per film campioni di
incasso come: Vacanze di Natale 2000, Bodiguards, Natale in India,
Vacanze sul Nilo. Tifosi, etc. e autore di commedie comiche
rappresentate nei maggiori teatri italiani, Quel tranviere chiamato
Desiderio è la terza commedia di Cosentino interpretata da Enrico
Beruschi, il mitico Ragioniere del Drive in, nei panni di Alvaro.
Altri attori prendono parte a questo spettacolo e sono bravisimi:
Grazielle Comana, Tiziana Più, Riccardo De Luca. Le scenografie ed i
costumi sono do Laura Laciniati e la regia è dello stesso Cosentino.
La commedia è stata rappresentata con grande successo di critica e di
pubblico, nella scorsa stagione. E’ stata registrata per la
Televisione Svizzera Italiana con la regia di Silvia Arzuffi, nota
regista di Mediaset, dove ha diretto trasmissioni quali: Striscia la
Notizia, Scherzi a Parte, Stranamore, Paperissima e sit-com quali:
Vicini di casa e Quei due sopra il varano. La commedia è andata in
onda il 27 dicembre 2005 sul primo canale riscuotendo un enorme
successo con un ascolto del 31% di share.

LA STORIA

Alvaro, un uomo sui sessant’anni è un tranviere milanese in pensione.
Dopo trent’anni di onorato servizio, si è trasferito in campagna in
un paesino proprio al confine con la Svizzera. Con lui abita la madre
Rosa, una donna in gambissima di ottant’anni che ha avuto due mariti,
il padre di Alvaro (italiano) e il padre di Frank (Svizzero), un uomo
anch’egli sui sessant’anni che non accetta l’idea di
invecchiare e
cerca di mantenersi giovane fino al ridicolo. Frank ha girato il
mondo ma non ha costruito nulla di solido. E’ un farfallone poco
serio, un giocatore incallito che ogni tanto si ripresenta alla mamma
in cerca di aiuto, soprattutto economico. Tutto in quell’abitazione
parla ancora del vecchio tram di Alvaro alla guida del quale era
chiamato Desiderio perché quando ad una fermata nessuno saliva o
scendeva, lui chiedeva a tutti i viaggiatori di esprimere un
desiderio, appunto. In quella casa quindi la vita scorre tra le sue
piccole manie, le visite a Rosa di Gepi (una guardia di confine) ed i
battibecchi tra Alvaro ed il fratello che fra l’altro, essendosi
venuto a trovare per l’ennesima volta in difficoltà, si è trasferito
definitivamente lì. Non riuscendo a gestire la casa abitata da
entrambi i figli, Rosa decide di richiamare Luisa, una bella donna
sui quarant’anni che già vent’anni prima lavorava per lei svolgendo
la mansione di collaboratrice domestica appunto. Dai discorsi tra
Luisa e Alvaro veniamo ben presto a scoprire che i due hanno vissuto
una storia d’amore ai tempi della prima permanenza di Luisa in quella
casa e che lei, terminata quella storia, soffrendo molto e trovandosi
un po’ smarrita ha avuto un breve flirt con Frank. La cosa non
sarebbe di grande importanza se non perché Luisa è madre di Ilaria,
una ragazza proprio di vent’anni che viene a sua volta a stabilirsi
in quella casa. Inizia così un nuovo motivo di scontro fra i due
fratelli assolutamente decisi a scoprire se Ilaria sia figlia
dell’uno o dell’altro. Ben presto il confronto monta fino ad
assumere
toni parossistici tanto che la casa viene letteralmente divisa in due
da una sorta di dogana centrale che separa la zona italiana da quella
Svizzera. Nel frattempo Gepi, il giovane doganiere, si innamora di
Ilaria e, con la complicità di Rosa, organizza per la ragazza la
consegna di un anello come pegno del suo amore, trasformando però
tale azione in un momento di grande comicità. Stanca
dell’atteggiamento di Alvaro e Frank, finalmente Luisa rivela la
paternità di Ilaria non prima che si siano verificati dei divertenti
colpi di scena.


http://www.teatrooscar.it/start.htm





Mar 31 Ott 2006 3:06 pm

ailinn2001
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Inoltra Messaggio #1048 di 1120 |
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dal 10 al 26 novembre 2006 Enrico Beruschi Quel tranviere chiamato desiderio (ovvero amur de fradei, amur de cortei) Commedia in due atti di Sergio Cosentino ...
Elena
ailinn2001
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31 Ott 2006
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