Una volta le antiche famiglie milanesi trascorrevano la veglia di
Natale attorno al focolare, parlando della nascita di Gesù Bambino.
Il padre, o capo famiglia, (RESGIÔ) fattosi il Segno della Croce,
prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia, lo adagiava nel
camino, vi poneva sotto un fascetto di ginepro ed attizzava il fuoco.
Versava del vino in un calice, con gesto rituale aspergeva il fuoco e
per primo ne sorseggiava per poi passarlo agli altri membri della
famiglia, che a turno (compresi i bambini) l'assaggiavano.
Il padre gettava poi una moneta sul ceppo ardente e successivamente
distribuiva delle altre monete a tutti i componenti della Famiglia
(FOEUGH).
Successivamente la madre (RESGIÒRA) gli portava tre grandi pani di
frumento: con gesto solenne ne tagliava solo una piccola parte, che
veniva riposta e conservata sino al Natale dell'anno successivo.
Alla fine il tutto era rallegrato da giochi, danze, doni e dolciumi.
Il ceppo (BICC), è solitamente il ciocco migliore, solitamente di
quercia (antico simbolo celtico di fertilità) messo da parte durante
l'anno che, bruciando sul focolare, rappresentava simbolicamente il
propriziarsi la fertilità per l'anno a venire.
La Famiglia (FOEUGH) si scambia i doni e i dolci come augurio di
abbondanza; le scintille riempiono l'aria come fossero astri nel
cielo ancora buio: simbolo della luminosità del sole imminente.
L'anno è rinato e il capo Famiglia raccoglie le ceneri del focolare
(CÔR) per spargerle per i campi a propiziare il raccolto.
Era anche usanza adornare un albero (solitamente Abete o Ginepro) con
colori vivaci, da porre davanti all'entrata di casa per propiziarsi
un anno ricco di frutti, e salutare la "Luce Nascente".
Albero della Vita, Albero della Conoscenza che porta la Luce in tutti
i Cuori.