Il Giornale 5 luglio 2004
Inserto "Milano cultura", pagina 44.
Troppi immigrati, "milanesità" a rischio. E nacque (1924) la Famiglia
meneghina.
(Daniele Carozzi)
difendere la "milanesità" dall'inesorabile annacquamento provocato
dagli immigrati giunti da province e regioni limitrofe.
Detto così, potrebbe sembrare argomento dei nostri giorni.
Ma la preoccupazione che l'identità sotto la Madonnina andasse
scomparendo esisteva già nel 1924, tanto che il 30 giugno di
quell'anno un gruppo di veri "meneghitt" fra i quali Luigi Brioschi,
Tiziano Barbetta, Silvio Crepaldi, Mario Capelli, Gino Bianchi e
altri 24 amici, si riunirono davanti ad un tipico risotto "cont la
lunganega" al ristorante "Candidezza" di Via Unione e firmarono
una "Magna charta" sulla strategia da tenere affinché tradizione,
storia, arte, letteratura e dialetto dei milanesi restassero i
riferimenti certi e inalienabili per la continuità dello spirito
ambrosiano.
Nacque la "Famiglia meneghina", con a capo un "resgiò", rettore o,
per dirla in modo corrente, presidente, i "misseè" (consiglieri) e
i "marsinoni" (probiviri).
……… E siccome per difendere erano necessario promuovere, divulgare,
accalappiare simpatie, ecco nascere pregevoli opere, edite fra il
1926 e il 1949, come "I libri della Famiglia meneghina",
gli "Almanacchi", dal 1981 trasformatisi in "Strenne", e il
gazzettino dei soci "Rassegna di vita milanese": titoli divenuti
ormai una vera rarità bibliografica.
L'ultima ciclopica opera è quella del "milaneson" e avvocato Ambrogio
Maria Antonini, con la sua recente traduzione della "Divina Commedia"
in vernacolo.
Fra i convegni della "Famiglia", è ricordato il "Congresso dei
dialetti italiani" nelle edizioni del 1925, 1950 e 1968, mentre la
poesia e le attività teatrali ebbero successo con Giovanni Barrella,
Achille Pria, Luigi Medici e Enrico Bertini, solo per citarne alcuni,
che calcarono il palcoscenico in "El club de la Cerva", "Bal
Tabarin", "L'anima travasada", "El marì de mia miee".
…………. Nel 1994, per una serie di motivi e difficoltà, il sodalizio si
trasforma in "Associazione Culturale Famiglia Meneghina".
Oggi conta 250 soci ed è guidata dall'imprenditore Alessandro Gerli,
vigoroso "Resgiò" dal 1989, e figlio di un socio "meneghino" dal 1931.
"Finalità dell'Associazione – dichiara Gerli – è custodire la memoria
storica ambrosiana e amministrare, oltre che catalogare, il
considerevole patrimonio librario ricevuto in eredità: più di 9.500
opere fra cui molte preziose "cinquecentine". La biblioteca è aperta
dal lunedì al venerdì (9.-13) e vi si può accedere tramite
appuntamento telefonando allo 02 – 7600.5705.
……."In tempi brevi – preannuncia il "resgiò" sarà disponibile il
catalogo delle opere in nostro possesso, curato da Marina Bonomelli
ed edito da Cisalpino. Ma non solo. Stiamo effettuando la
registrazione di tutti gli eventi culturali, artistici e urbanistici
cittadini, per tenere una sorta di diario della vita metropolitana.
Chiediamo quindi di essere informati su iniziative di questo genere,
da parte di chiunque vengano realizzate".