GIOVANNI D'ANZI (Milano, 1 gennaio 1906 - Santa Margherita Ligure,
15 aprile 1974) fu un compositore di musica leggera.
Nel 1935 scrisse parole e musica della famosa canzone O mia bela
Madonina, dedicata a Milano, sua città natale. La Madonina della
canzone è la piccola statua dorata della Madonna posta sulla sommità
del Duomo di Milano.
Assieme ad Alfredo Bracchi formò una prolifica coppia di autori
musicali, attiva tra gli anni 1930 e anni 1950. Scrissero per la
radio, per la rivista, per il cinema e molte delle loro canzoni
divennero grandi successi. Alcuni dei titoli più famosi furono Ma le
gambe, Bambina innamorata, Ma l'amore no, Ti parlerò d'amor.
Negli anni 1960 Giovanni D'Anzi si ritirò dall'attività musicale.
Trasferitosi in Liguria, si dedicò alla pittura.
Alla sua morte, il Comune di Milano lo inserì tra i milanesi
benemeriti nell'Edicola Palanti del Cimitero Monumentale.
ENRICO MOLASCHI (Milano 1823-01-01 - Milano 1911-10-26), suonatore e
cantante dialettale milanese che si esibiva nelle strade e nelle
osterie, è stato il più famoso degli interpreti del personaggio del
Barbapedanna.
Enrico Molaschi: il più famoso Barbapedana
Il Barbapedanna di cui ci parla Boito (il più illustre e conosciuto
della lunga serie) si chiamava Enrico Molaschi ed era nato a Milano
il 1 gennaio del 18234. Le sue prime esperienze di suonatore e di
cantante le fece però nel contado, e precisamente in quel di Paullo,
dove ancora giovanotto s'era trasferito, ospite forse di alcuni
parenti. Lavorava come garzone in un'osteria dove spesso faceva
sosta, nei suoi vagabondaggi attraverso la pianura lombarda, un
suonatore che intonava, accompagnandosi sulla chitarra, molte
canzoni popolari e filastrocche ingenue. Il giovane Molaschi fece
amicizia con questo musicante di strada del quale non ci è giunto il
nome e da lui apprese i primi rudimenti dell'arte di suonare la
chitarra e un certo numero di canzoni. È probabile che già questo
suonatore si facesse chiamare Barbapedanna, ma è certo che comunque
nel suo repertorio aveva una filastrocca senza senso nella quale si
parlava, in dialetto emiliano, d'un Barbapedanna "vestito d'una
gabbana", o qualcosa del genere. Dopo alcuni anni di lavoro come
suonatore e cantante ambulante nella zona di Paullo (e pare con
buona fortuna). Enrico Molaschi si decise a trasferirsi a Milano,
con la moglie e i sette figli. Pare certo che il nostro Barbapedanna
abbia iniziato la sua pittoresca attività nella capitale lombarda
nel 18625, stabilendosi, come ci ricorda il Boito, in Vicolo
Colonnetta, a porta Tosa, e alternando la chitarra con la lesina e
il trincetto del ciabattino.
Grande fu la popolarità che Enrico Molaschi, alias Barbapedanna,
seppe conquistarsi in pochi anni a Milano. Vestito del suo comico
giubbone, con in testa il gran cappello all'italiana e a tracolla la
fedelissima chitarra, Barbapedanna girava le osterie a presentare il
suo programma e non raramente era invitato a rallegrare i
trattenimenti e le feste nelle famiglie. Nel periodo della
villeggiatura lo chiamavano nelle ville in Brianza e il suo arrivo
era sempre occasione per riunioni chiassose e allegre, che
invariabilmente finivano con balli sotto le stelle, al suono di
travolgenti polke, valzer, galop e mazurche, suonate sulla chitarra
(si dice con tecnica inarrivabile) dal Barbapedanna.
La regina Margherita volle conoscerlo e l'invitò nella villa reale
di Monza. Lo ascoltò cantare e suonare, gradì molto i suoi lazzi
mimici, si complimentò con lui e gli regalò una chitarra nuova. Un
anno, poi, fu eletto re del carnevale: nella bella sala oggi
scomparsa della Canobbiana, Barbapedanna ebbe, per una notte,
trionfo e onori ed egli, in cambio, cantò, vestito d'un manto
d'ermellino e con la corona in testa, le sue canzoni più belle.
La descrizione più felice d'una esibizione del Barbapedanna Enrico
Molaschi è certo quella che Arrigo Boito ci ha lasciato nel saggio
ricordato..........
Articolo tratto da:
http://www.canzon.milan.it/saggi%5Cbarbapedana.htm