Le origini di Milano tra storia e archeologia
(a cura di Rolando Dubini)
Scrive Ermanno Arslan, uno degli studiosi pi・autorevoli delle
origini di Milano:
Gli "scavi hanno ... rivelato .. il pi・ampio contesto della
cultura 'golasecchiana padana', in cui si inserisce l'esperienza
protourbana milanese" (nella zona dell'attuale Policlinico un primo
grosso insediamento)..
Il mondo indigeno si organizza in grandi ambiti territoriali, con
marcate differenze culturali e realt・protourbane centrali, che
gravitano in parte verso le valli alpine a causa delle ricchezze
minerarie: le valli del Ticino, la Valsasssina, la Valcamonica.
I centri noti propongono con poche eccezioni la rete delle citt・dei
secoli successivi: Brescia, Bergamo, Milano. L'antica Como (Comum
Vetus) si svilupper・sulla sponda del lago in et・romana: dai
documenti epigrafici risulta che in essa era usata la lingua
celtica.
Queste citt・erano vaste quasi quanto quelle romane.
Il centro golasecchiano di Milano ... si estendeva per decine di
ettari. .. circa la struttura urbanistica di questi insediamenti ..
l'esempio di Comum Vetus indica una occupazione a piccoli nuclei
sparsi, con spazi liberi all'interno del perimetro urbano...
..le istituzioni ... dovevano essere evolute ... tanto da permettere
il controllo di ampi territori e di fronteggiare gli Etruschi ai
confini meridionali.
Notevole doveva essere lo sviluppo economico, nel quale forse
giocava un certo ruolo anche la moneta.
Questi insediamenti protourbani della tarda cultura di Golasecca, e
con essi Milano, non scompaiono con l'irruzione dei nuovi gruppi
celtici all'inzio del IV secolo, con la presenza di materiali
(fibule, ceramica anche dipinta) di origine celtica (cultrua di La
Tene).
(Ma) ...le citt・... erano divenute sedi di culti comunitari dei clan
insediati nelle campagne, o erano soltanto il luogo destinato a
riunioni politiche o militariperiodiche, assssemblee o concili. Ci・
potrebbe spiegare la ridotta realt・demografica・(Archeo, aprile
1988, pag. 19).
Scrive L'archeologo bolognese Daniele Vitali di Bologna, ne I Celti,
Bompiani 1991, pag. 234, a cura di Sabatino Moscati:
鏑e diverse popolazioni celtiche, che nel IV e III secolo a.C.
abitarono la vasta regione denominata Insubrium, si configurano come
le eredi dirette delle precedenti comunit・di Golasecca.
La ricostruzione di Livio che sinteticamente narra dell'arrivo di
Belloveso con "Biturgi, Arverni, Senoni, Edui, Ambarri, Carnuti,
Aulerci" (Livio, V, 34) nell'Italia occidentale, dove la regione era
chiamata da tempo immemorabile Insubrium (come un pagus degli Edui,
fino ad allora celti transalpini) esprime bene la coscienza di una
stratigrafia del popolamento di lunga data, parallela a quella delle
regioni a sud del Po abitate da Etruschi, Umbri, e Liguri. Il buon
auspicio port・alla fondazione di Mediolanum.
Gli scavi urbani di Milano mostrano sorprendentemente l'antichit・del
centro che cela il ruolo di perno politico degli Insubri"
Dunque l'antichit・della fondazione di Milano ・provata oltre ogni
ragionevole dubbio, e la colloca fin dall'origine come luogo
strategico di quella che i romani definiranno Gallia Cisalpina, una
vera e propria Terra di Mezzo.