MUSEO ARCHEOLOGICO. SI INAUGURA LA SEZIONE DEDICATA ALLA MILANO DAL V
SEC A.C. AL V SEC D.C.
Oggi, venerdì 4 maggio, alle ore 18.00, presso il Civico Museo
Archeologico di Milano, in corso Magenta 15, l’assessore alla Cultura
Vittorio Sgarbi interverrà alla presentazione della nuova
sezione "Milano Antica (V secolo a.C. – V secolo d.C.)".
La nuova sezione tratta dei primi mille anni di storia di Milano in
un percorso che, attraverso ricostruzioni grafiche e un plastico
della città, espone i reperti archeologici collegandoli ai relativi
contesti storici e culturali da cui provengono e integrandoli nella
topografia urbana, come testimonianza di una storia ancora oggi viva
e percepibile.
Il patrimonio esposto comprende una ricca quantità di reperti tra cui
testimonianze della produzione artistica (sculture, rilievi,
oreficerie, argenti, bronzi), della produzione monumentale (elementi
architettonici, epigrafi, sarcofagi, mosaici) e oggetti di uso
quotidiano e comune (ceramiche, monete, vetri etc), che permettono di
ricostruire la storia della città a partire dall’insediamento nel V
secolo a.C. fino al declino del V secolo.
Una specifica sezione dedicata alla società degli antichi milanesi
fornisce dati sul popolamento di Milano in età romana, sulla qualità
della vita, sulle malattie e sull’alimentazione attraverso le analisi
paleopatologiche degli scheletri provenienti da contesti archeologici
della città.
http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-
72ULVX
NAVIGLI. PRESENTATA LA TERZA DISCESA DIMOSTRATIVA DA LOCARNO A
TRIESTE. ORSATTI: "COMUNE E PRIVATI INSIEME PER VALORIZZARE L'IDROVIA"
I Navigli tornano a essere un percorso navigabile non per il
trasporto di merci ma a scopo turistico. Da Locarno a Trieste, lungo
un itinerario d'acqua dolce con paesaggi diversi e pieni di
affascinanti storie urbane, ripercorrendo il tragitto della vecchia
idrovia che collegava Locarno-Milano-Venezia-Trieste.
L'iniziativa è stata promossa dall’Istituto per i Navigli,
Associazioni Amici dei Navigli e l’Associazione Motonautica Venezia,
e sostenuta dal Comune di Milano.
"L’Amministrazione comunale intende valorizzare i Navigli, perché
rappresentano un elemento significativo della storia, della cultura e
del turismo milanese". Questo l’impegno preso dall’assessore al
Turismo, Marketing territoriale e Identità Massimiliano Orsatti, nel
corso della presentazione della discesa dimostrativa in barca per il
recupero dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia-Trieste.
L’obiettivo, ambizioso ma del tutto perseguibile – ha continuato
l’assessore Orsatti – è di restituire alla città un percorso
navigabile e di interesse turistico, anche in prospettiva della
candidatura all’Expo 2015. Ad oggi – ha aggiunto l’assessore
al
Marketing territoriale – sono pochi i turisti che visitano Milano
conoscendo già i Navigli. Ma tutti coloro che li scoprono rimangono
positivamente sorpresi: Milano, infatti, è anche verde e acqua".
Tra il 21 aprile e il 5 maggio sei motoscafi, alimentati a GPL
marine, navigheranno lungo i fiumi di quattro regioni diverse. Si
parte dal porto della città di Locarno e si percorre tutto il Lago
Maggiore, lungo la così detta via dei marmi. Si entra nel Fiume
Ticino, che lambisce i due parchi regionali lombardo e piemontese.
Dal Ticino al Canale Industriale si attraversano i corsi d’acqua sia
naturali che artificiali fino a Turbigo.
Martedì 24 aprile si arriva sul tratto del Naviglio Grande da cui si
possono ammirare le residenze di campagna della vecchia nobiltà
milanese. A Milano si cambia Naviglio e si entra in quello Pavese per
raggiungere Pavia, da dove si percorre ancora un tratto sul Fiume
Ticino per poi entrare nel Fiume Po e seguire il percorso principale
delle Corti del Rinascimento Italiano. Tappa a Piacenza nell’antico
porto romano; a Mantova sede dei Gonzaga, con l’approdo al castello
sul lago; a Ferrara percorrendo l'idrovia che raggiunge il centro del
ducato degli Estensi; a Chioggia, città d’acqua che anticipa
l’arrivo
a Venezia. La novità di quest’anno è il prolungamento del viaggio
fino a Trieste.
http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vinEvidenza/D
SEV-72DDXS
Inviatoci da: Domà Nunch - El Dragh Bloeu
(http://www.eldraghbloeu.com)
Nerviano/Nervian (17 Apr 2007).
Oltre le più rosee aspettative l'esito del 1° Forum per la Lingua
Milanese, sia in termini di pubblico che in termini di livello
qualitativo delle relazioni proposte. Di particolare spessore gli
interventi di Lorenzo Banfi (Domà Nunch) e di Pierluigi Crola (Antica
Credenza di S. Ambrogio) che hanno sottolineato la fondamentale
importanza della lingua per l'identità di un popolo.
Sottolineati dagli applausi anche gli interventi di Cesare Comoletti
(Circolo Filologico Milanese) e Ella Torretta ( Accademia del Dialett
Milanes), oltre al piacevole contributo dato dall'"insubre svizzero"
Yor Milano (Teatro Popolare della Svizzera Italiana).
"Il Forum è stato il primo passo di un percorso di tutela e
valorizzazione della Lingua Milanese e delle sue varianti locali" così
commenta Sergio Parini di Nerviano Viva, che con l'associazione Domà
Nunch ha promosso l'evento " ed è stato entusiasmante trovare una
sintonia di intenti da parte delle più importanti associazioni che
operano nel campo dello studio, della ricerca e della divulgazione
delle tradizioni e della lingua milanese".
"I lavori del Forum non sono stati fini a sé stessi e l'iniziativa si
è rivelata proficua come era nelle intenzioni degli organizzatori -
continua Parini - tant'è che è stato elaborato un documento che, nei
prossimi giorni, verrà sottoposto a tutte le associazioni che hanno
aderito al Forum ed anche a quelle che non hanno potuto intervenire,
così da dare una continuità al lavoro appena iniziato "
Il notevole entusiasmo suscitato e la trasversalità dell'argomento
trattato che, come ricorda Lorenzo Banfi "non è né di destra, né di
sinistra, né di sopra, né di sotto, ma appartiene a tutta la gente
d'Insubria " fa ben sperare per le future iniziative e le due
associazioni approfittano del momento favorevole "per battere il ferro
finchè è caldo", pensando già a come coinvolgere Enti Locali e mondo
della scuola nella promozione della Lingua Milanese al rango che le
spetta.
A cura del Comitato organizzatore
Come ogni anno, ad aprile, oltre 200 florivivaisti faranno sfoggio
della loro creatività ed esperienza, e coloreranno le sponde degli
storici Canali di Leonardo, simbolo della nostra Città.
Domenica 15 aprile, infatti, si svolgerà la 14° edizione di "Fiori e
sapori sul Naviglio Grande", la grande esposizione di piante e fiori
organizzata dall'Associazione del Naviglio Grande, in collaborazione
e con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive del
Comune.
Con questa iniziativa l’Associazione mira a valorizzare e promuovere
la bellezza dei nostri Navigli, fiore all’occhiello
dell’attrattività
di Milano agli occhi dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
Per
l’occasione i locali e gli atelier d’arte resteranno aperti tutto il
giorno.
Non saranno solo naso e occhi ad essere allietati, lungo le vie che
si affacciano sul Naviglio Grande, via Casale e Pasquale Paoli,
saranno esposti prodotti biologici, vini, miele, formaggi e molto
altre specialità che saranno a disposizione di golosi e curiosi per
tutta la giornata.
Per informazioni: Associazione Naviglio Grande
tel.: 02/89.40.99.71
Luciano Bartoli 393.9993227
Dal sito:
http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-
725KZ3
L'ultimo lavoro realizzato dal regista Ermanno Olmi è "Centochiodi"
dedicato alla figura di Gesù, ma ha dichiarato che sarà l'ultimo
della sua carriera. D'ora in poi il maestro farà solo documentari. A
settembre, infatti, realizzerà un documentario sui lavori che
partiranno in autunno nell'area di Sesto San Giovanni, periferia di
Milano, dove si edificherà un intero quartiere ecologico su progetto
di Renzo Piano, ispirato a un piano energetico del Nobel per la
fisica Carlo Rubbia.
Milano Cinema è orgogliosa di presentare un omaggio al regista della
pellicola "L'albero degli zoccoli", personaggio della nostra cultura
e della cultura espressa dalla città di Milano.
Amore, morte, fede, solitudine e contemplazione sono i temi presenti
in tutti i suoi lavori cinematografici che lo hanno consacrato tra i
pochissimi registi vincitori sia della Palma d’oro a Cannes, proprio
con il film "L’albero degli zoccoli" del 1978, e sia del Leone d’oro
a Venezia con "La leggenda del santo bevitore" del 1988.
Apre mercoledì 11 per concludersi domenica 22 aprile al cinema Gnomo,
questa rassegna dedicata alla sua storia professionale, che è poi
milanese come la sua costanza, il suo amore per il lavoro e il suo
limpido rigore, il suo cuore e la sua acuta sensibilità morale, con
l’attenzione verso il particolare e verso i bisogni quotidiani e le
spinte ideali.
Per informazioni: Milano Cinema
tel. 02.88462452–51–60
email: culturas.cinema@...
Cinema Gnomo
Via Lanzone, 30/A (Vicolo
Sant’Agostino)
tel
02.804125http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vinE
videnza/DSEV-6ZVHXS
MILANO E I SUOI FIORI. L’ASSESSORE MAIOLO HA PRESENTATO IL TRITTICO
DEI MERCATI FIORITI DI PRIMAVERA
Il colore e il profumo dei fiori tornano in centro a Milano. Dopo sei
anni, dal 22 aprile prossimo, il tradizionale mercatino dei fiori
della domenica mattina nel centro città torna alla Loggia dei
Mercanti.
In piazza Duomo si udiranno le note di un pianoforte a coda e
voleranno palloncini a forma di fiore per inaugurare "Flowers and the
City – Milan e i sò fior".
Così, tutte le domeniche fino al 3 giugno, nell'antico centro del
commercio e della vita milanese torna un'esposizione floreale
d’eccellenza, un tempo allestita in piazzetta Reale.
L'iniziativa, per ora sperimentale, si articola in un trittico di
mercati che, grazie a questo progetto, saranno rinnovati e sviluppati
per arricchire i prodotti floreali milanesi, il loro commercio e per
colorare alcuni tra gli scorci più suggestivi della nostra città.
Come ha spiegato l’assessore alle Attività Produttive Tiziana
Maiolo, "i mercati di fiori saranno l’occasione per rendere la città
più bella, ma anche per un incontro tra agricoltori e commercianti da
una parte e cittadini dall’altra con l’obiettivo di far crescere
anche a Milano una cultura dei fiori".
Le altre date:
9 aprile, Fiera dell’Angelo
Appuntamento tradizionale della Pasquetta dei milanesi che si ripete
dal 1968. Con i suoi colori e i suoi addobbi, decora la città da via
Appiani fino a piazza della Repubblica e alla Chiesa di S.Angelo.
Saranni 231 gli espositori presenti con 56 banchi di fioristi.
15 aprile, Fiori e Sapori sul Naviglio Grande
La mostra aprirà al mattino, alle ore 8.30, e chiuderà alle ore 20.
Nella tribuna di Vicolo Lavandai, l’assessore Maiolo, madrina
dell’evento, consegnerà alle ore 13.00, sei premi agli espositori.
Ospiti della manifestazione gli "Amici dell’arte della carne", che
allestiranno uno spazio, sul ponte della via Valenza, per la
degustazione delle specialità preparate dai Maestri Macellai.
I mercati di fiori saranno aperti dalle ore 9.00 alle 18.00.
Dal sito: www.comune.milano.it
ORIGINI DEL NOME DI MILANO E SUO SIGNIFICATO.
Prendiamo come esempio le interessanti prime pagine dell'Antologia
dialettale del prof. Beretta, riguardo appunto l'etimologia del nome.
Innanzitutto bisogna dire che la Milano antica comprendeva un
territorio che partiva da piazza Duomo, fino ad arrivare a p.zza
della Scala, p.zza Cordusio e p.zza Missori.
Bonvesin de la Riva nel suo De Magnalibus Mediolani cita un autore
sconosciuto che ci descrive la Milano antica chiamata Alba, e già
presente prima del VII° sec. a.C. In questo secolo la città aveva
come fiumi importanti l'Olona, il Lambro (da cui presero
probabilmente il nome gli Insubri lambriani) ed il Seveso.
Perché sono così importanti questi fiumi? Proprio per delimitare
l'area cittadina che in quell'epoca già esisteva ed aveva una sua
importanza. Plutarco ce lo conferma: "I Galli Cisalpini considerano
Milano loro capitale". Ora si sappia che il simbolo di Milano è una
scrofa semilanuta, che si diceva essere stata bianca. Alba ha il
significato di "chiara" "bianca". Scrofa associata alla divinità
femminile per eccellenza che è Belisama, identificata successivamente
dai romani con Venere.
Non a caso gli stessi romani una volta conquistata la città attorno
al 222 a.C., trovarono nell'area oggi occupata dal Duomo, un
tempio "pagano" dedicato ad Atena, afferma Polibio, ossia presso i
Celti a Belisama. In questo tempio vi erano custodite delle insegne
auree, definite dai Celti inamovibili.
Lo stesso Cesare afferma nel De Bello Gallico che in Gallia era
venerata una dea, che lui identifica con Minerva, che "insegna i
principi delle arti e dei mestieri". Ovviamente una volta diventata
romana, la città aveva assunto come lingua quella latina, che alla
fine gli abitanti conoscevano alla perfezione. Nonostante questo i
milanesi, però, continuarono ad usare l'antico loro alfabeto che è
quello leponzio, fino al primo secolo della nostra era, “…negando la
romanità per un'affermazione ideologica di autoidentità
politico/culturale e per volontà ideologica di autoidentificazione
nazionale”.
Sul nome di Milano si sono fatte molte altre ipotesi e congetture.
Quella che riteniamo più valida e verosimile è la forma Medhelan.
Quella "dh" sembra poco milanese, autoctona, ed assomiglia più ad un
suono gaelico irlandese: ebbene non è così. Nei vocaboli del milanese
antico ne troviamo splendidi esempi leggendo lo scrittore duecentesco
Bonvesin de la Riva.
Doradha = aurea, d'oro
Crudho = persona dai modi burberi
Mudha = cambia
Ornadha = ornata
e così via dicendo.
Di esempi eclatanti se ne trovano molti altri. Questo per far capire
come questo suono poco latino, abbia invece costituito l'anima della
città di Milano e dei milanesi.
Medhelan, significa non solo "terra di mezzo" ma anche "santuario di
mezzo". Pare infatti che i druidi, sacerdoti degli Insubri, erano
soliti recarsi a Medhelan per completare la loro formazione
spirituale e magica, a giustificare ancora una volta la grande
importanza che rivestiva questa città. Il nome si è poi evoluto in
Milàn, noto ormai a tutti. Dicevamo precedentemente che l'area
cittadina, che in origine era un villaggio, esisteva già nel VII°
sec. a.C. Il che ci riporta inevitabilmente a ipotizzare che la prima
pietra fu "posta" in un'epoca ancora più remota.
Perché? Perché non solo negli anni settanta fu scoperta una "strana"
pietra o menhir, proprio sotto al Duomo, ma anche perché ne furono
trovate altre entro l'area centrale. Tra queste ve ne sono alcune
lavorate risalenti a ben il 4.500 a.C., trovate nei pressi della
chiesa di San Giovanni in Conca, in piazza Missori, lo stesso
importante luogo dove fu rinvenuta l'effige della scrofa semilanuta.
Come si nota la nascita di Milano e la formazione linguistica sono
del tutto di origini celtiche e gli autori classici e moderni ce lo
confermano a più riprese.
Potremmo anche analizzare tutta la simbologia, pervenutaci sotto
forma "pietrificata", presente in città, anche della forma poetica
vicina a quella bardica, ed ancora una volta di matrice celtica,
chiamata dai milanesi "la Bosinada", canto che celebra, descrive o
satireggia persone e/o avvenimenti, proprio come era in uso in tutti
gli altri paesi "celtofili" e che rimase in uso fino a quasi ai
giorni nostri.
LA CIVILTA’ DI GOLASECCA.
A partire dall’Età del Bronzo finale, nel territorio della Regio
Insubrica si venne a delineare una nuova espressione culturale che
caratterizzerà a fondo la storia del nostro territorio,
archeologicamente nota con il termine di Cultura di Golasecca. Le sue
testimonianze materiali si trovano sparse in un ampio territorio che
va dal Sesia al Serio, dalla linea dello spartiacque alpino centrale
al Po, e dunque ricalca, a grandi linee, i limiti dell’Insubria
storica, oggi amministrativamente suddivisi fra Canton Ticino,
Lombardia e Piemonte. Le nostre origini vanno ricercate in questo
periodo perché la vocazione naturale di questo territorio - un ponte
di collegamento tra il mondo centro-europeo e mediterraneo - fu per
la prima volta valorizzata proprio dalle genti della Cultura di
Golasecca: la continuità dello sviluppo culturale che seguì ne fece
uno spazio storico-etno-culturale ben definito, destinato a
mantenersi nel tempo.
Il nome del territorio deriva dall’etnonimo della tribù celtica degli
Insubri. Secondo le fonti storiche greco-latine, gli Insubri erano la
tribù più potente della Gallia Cisalpina. Tito Livio racconta che
quando il principe celta Belloveso, intorno al 600 a.C., attraversò
il Ticino provenendo da ovest, apprese di trovarsi nell’agrum
Insubrium, nome di un pagus degli Edui, una tribù della Gallia
transalpina al suo seguito. Ritenendo questo un segno di buon
auspicio decise di fondarvi Medhelan, latinizzato successivamente in
Mediolanum.
IMPORTANTI RISULTATI DALLE RICERCHE CONTEMPORANEE.
Gli sviluppi della ricerca negli ultimi trent’anni, soprattutto dal
punto di vista archeologico, epigrafico e linguistico, hanno permesso
di risolvere il problema etnografico delle popolazioni golasecchiane,
che soprattutto in base al dato linguistico sono oggi riconosciute
celtiche. Non è possibile rintracciare nella documentazione
archeologica le prove di un cambiamento radicale dovuto all’arrivo di
una massa enorme di uomini intorno al 600 a. C., come vorrebbe la
leggenda liviana: lo sviluppo di questa antica cultura celtica è
ininterrotto dal XII secolo a. C. (e forse anche prima se
consideriamo l’antecedente del Canegrate) fino al IV sec. a. C.
quando arrivarono in Cisalpina altre tribù che rinnovarono la
tradizione celtica del nostro territorio. Le popolazioni
golasecchiane sono dunque gli Insubri e gli altri popoli celti
pregallici: Leponti, Orobii, Laevi e Marici. È dunque possibile
parlare di un celtismo autoctono sud-alpino, fatto questo nemmeno
ipotizzabile fino a pochi decenni fa” (Giancarlo Minella, A Varese
per parlar di Celti, in «Insubria», 23 giugno 2001).
GLI INSUBRI.
"Gli Insubri, invece, ci sono ancora oggi. Essi avevano come
metropoli Mediolanum, che anticamente era un villaggio (tutti infatti
abitavano sparsi in villaggi); ora invece è una città importante, al
di là del Po, quasi ai piedi delle Alpi."
Strabone, Geografia, V-6.
Gli Insubri furono definiti da Polibio la più importante tribù
celtica della penisola, mentre secondo la versione liviana sarebbero
stati i primi Celti ad abitare la Gallia Cisalpina, agli inizi del
VII secolo AC. Avrebbero occupato il territorio corrispondente
all'odierna Lombardia centroccidentale, il cui unico confine sicuro
sembra essere quello meridionale, ossia il fiume Po: il territorio
degli Insubri si distingue dagli altri territori insediati dai Celti,
in quanto rivela la presenza di una capitale, Medhelan, latinizzata
da Livio in "Mediolanum", centro politico-religioso di una certa
rilevanza per la confederazione insubre. Gli Insubri appartenevano
alla cultura di Golasecca, che prende il nome da una località vicino
a Varese, Golasecca appunto, dove avvennero i maggiori ritrovamenti
celti in Lombardia. È una cultura che si è sviluppata alla fine
dell'Età del Bronzo finale tra il Lago Maggiore e il Serio, avendo il
Po come confine naturale a sud e che ha come corrispettivo centro-
europeo la civiltà di Hallstatt.
Dal IX al VII secolo a.C. la popolazione insubre preferì stanziarsi
nella fascia pedemontana, forse a causa della crisi climatica che,
intorno all'XI-VIII secolo a.C. ha segnato l'inizio del periodo
subatlantico, con clima più freddo e piovoso: l'impaludamento delle
aree pianeggianti e l'azione erosiva nelle valli dovevano aver
limitato l'area ideale per gli insediamenti. Oltre alle urne
cinerarie, due tombe di nobili hanno restituito a Sesto Calende un
carro a due ruote, morsi e briglie per due cavalli e il corredo da
combattimento, databili proprio all'epoca dell'arrivo di Belloveso,
fine VII, inizi VI secolo a.C. Gli oggetti contenuti nelle due tombe
di Sesto Calende dimostrano l'ampiezza degli scambi commerciali
intrattenuti dagli Insubri, con oggetti d'importazione etrusca,
picena e transalpina sia orientale (Stiria) che occidentale. Gli
sviluppi della ricerca negli ultimi trent'anni (tra cui quelli del
Dott. Minella dell'Associazione culturale "Terra Insubre"),
soprattutto dal punto di vista archeologico, epigrafico e
linguistico, hanno permesso di risolvere il problema etnografico
delle popolazioni golasecchiane, che soprattutto in base al dato
linguistico sono oggi riconosciute celtiche.
Non è possibile rintracciare nella documentazione archeologica le
prove di un cambiamento radicale dovuto all'arrivo di una massa
enorme di uomini intorno al 600 a.C., come vorrebbe la leggenda
liviana: lo sviluppo di questa antica cultura celtica è ininterrotto
dal XII secolo AC (e forse anche prima se consideriamo l'antecedente
del Canegrate) fino al IV secolo AC quando arrivarono in Cisalpina
altre tribù che rinnovarono la tradizione celtica di questo
territorio. Le popolazioni golasecchiane sono dunque gli Insubri e
gli altri popoli celti pregallici: Leponti, Orobii, Laevi e Marici. È
dunque possibile parlare di un celtismo autoctono sud-alpino, fatto
questo nemmeno ipotizzabile fino a pochi decenni fa.
LA FONDAZIONE DI MILANO.
«Circa il passaggio dei Galli in Italia conosciamo queste cose:
mentre a Roma regnava Tarquinio Prisco, la parte dei Celti, che è la
terza parte della Gallia, era sotto il dominio dei Biturigi; questi
fornivano un re al popolo celtico. Questi fu Ambigato, potentissimo
per valore e ricchezza tanto propria quanto pubblica, perché sotto il
suo regno la Gallia fu a tal punto abbondante di messi e di uomini,
da sembrare che una tale abbondante popolazione potesse a stento
esser governata. Costui, desiderando alleviare il proprio regno da
quella sovrabbondante popolazione, annunciò che avrebbe inviato
Belloveso e Segoveso, figli di sua sorella, baldi giovani, nelle sedi
che gli dèi, per mezzo degli auguri, avrebbero indicato; essi
convocassero il numero di uomini che desiderassero, affinché nessuna
tribù potesse opporsi a loro che arrivavano. Allora per sorte furono
assegnati a Segoveso i balzi dell'Ercinia; a Belloveso gli dèi
concedevano la strada verso l'Italia. Questi prese con sé i Biturigi,
gli Arverni, i Senoni, gli Edui, gli Ambarri, i Carnuti e gli
Aulerci. Quindi si erano trovati di fronte le Alpi; e non mi stupisco
che esse apparissero vie invalicabili, non essendoci nessuna via
secondo ricordo, se non si vuole credere che siano state valicate,
secondo le leggende relative ad Ercole. Essi attraversarono le Alpi
attraverso il territorio dei Taurini; e, dopo aver sconfitto in
battaglia gli Etruschi non lontano dal fiume Ticino, vi fondarono una
città; la chiamarono Mediolanum».
Già sappiamo, da ricerche approfondite compiute da noti archeologi e
storici, che Milano fu fondata dagli Insubri: ma quando esattamente?
La maggior parte degli studiosi ha le idee poco chiare in merito, in
quanto se ci affidiamo unicamente alle leggende, abbiamo dati
contrastanti.
Uno fra gli storici dell'Impero Romano, Tito Livio, ci offre
un'ipotesi alternativa ma più valida delle altre, che retrodata la
fondazione di Milano ad almeno al VII secolo a.C., durante il regno
di Tarquinio Prisco (616-579 a.C.). Questo racconto della fondazione
di Milano, però, potrebbe anche riferirsi ad un periodo antecendente,
in quanto il resoconto riportato da Livio, era stato "ascoltato" da
un Gallo (abitante della Gallia Cisalpina) che glielo aveva
raccontato. Questo dato è confutato dal fatto che durante gli scavi
compiuti in Via Moneta, della Metropolitana della linea 3, e di altre
zone centrali limitrofe, sono stati ritrovati reperti del periodo
Golasecchiano.
Biblioteca Ambrosiana (Piazza Pio XI n. 2 - Milano). Sono stati
trovati materiali del V secolo a.C. tipici della fase di Golasecca
IIIA, come frammenti di vasi, una fibula, due urne funerarie di
finitura piuttosto grossolana, contenenti resti umani e di pecora o
capra, e altro materiale residuale di un banchetto funebre.
Considerando che i Celti, golasecchiani o transalpini, collocavano le
proprie necropoli fuori dagli insediamenti abitativi, si è dedotto
che questa sepoltura sia piuttosto arcaica, e comunque collocabile
nell'età del bronzo, senza ulteriori dettagli (Notiziario
Soprintendenza Archeologica del 1990).
Via Moneta (vicino a Cordusio, di fronte alla Banca d'Italia): dal
1987 in poi sono stati eseguiti differenti scavi. In uno di questi
sono state ritrovate 130 buche che attestano l'esistenza di un
focolare dell'età golasecchiana (X - VIII secolo a.C.) (orientato in
direzione differente da quella tipica degli edifici romani), in un
altro sono stati ritrovati frammenti vascolari della stessa epoca.
(Notiziario Soprintendenza Archeologica del 1987-1990-1994). Gli
scavi connessi ai lavori per la costruzione della linea metropolitana
3 hanno evidenziato elementi di grandissimo interesse. La stranezza
di Milano è che la fase romana ha visto una strutturazione della
città decisamente anomala rispetto al classico modello basato su
cardo e decumano. Gli scavi hanno confermato l'esistenza di
importanti assi viabilistici pre-romani, dunque celtici, che
collegavano Milano a Como, Bergamo, Brescia, che hanno condizionato
in modo decisivo la Milano romana.
La leggenda che più si avvicina e si ricollega a questi dati
archeologici, è quella del racconto liviano secondo il quale un pago
degli Edui, provenienti dalla Gallia Transalpina (Francia), erano
giunti nella Pianura Padana perché avevano sentito dire che questo
territorio era chiamato «Insubrio», proprio come il nome della loro
tribù principale, gli Insubri. Ritenuto il fatto un segnale sacro,
decisero di fermarsi in quel luogo e di chiedere ai loro sacerdoti, i
Druidi, di dialogare con gli dei per capire dove poter fondare il
loro villaggio. Gli dei ascoltando le loro invocazioni, mandarono
come messaggero una scrofa semilanuta bianca di cinghiale che li
condusse presso una radura di Biancospini, attraversando un bosco di
querce e castagni. Qui fondarono Medhelan che in lingua insubre
significa «centro sacro».
Perché questi segni erano ritenuti sacri?
La scrofa bianca. In quel periodo la Pianura Padana era popolata da
un numero incredibile di cinghiali. Il fatto però di vedere una
scrofa bianca, era raro e quindi, secondo la superstizione degli
antichi era di buon auspicio. Il colore bianco era simbolo di purezza.
La siepe di Biancospino. Il biancospino era la pianta che più
rappresentava una delle divinità più venerate dagli Insubri: Belisama.
A questo punto, avendo ricevuto due elementi sacri, decisero di
fermarsi ed iniziare a costruire il villaggio, servendosi del legno
di questa pianta per recintare il luogo sacro. I druidi posero la
prima pietra, un menhir (letteralmente significa «pietra allungata»),
nel punto di congiunzione tra una fonte d'acqua sorgiva e, osservando
il Cielo, (i Druidi erano abili astronomi) il punto riportato in
terra per speculazione, della stella che in quel momento era più
brillante: Sirio. Anche quest'ultima non era casuale, in quanto era
una delle tante rappresentazioni della dea Belisama.
Dobbiamo considerare che gli Insubri come tutte le altre tribù
celtiche, non facevano le cose così per caso: quando dovevano
edificare un villaggio, un tempio, prendevano in considerazione non
solo la posizione geografica, ma anche la presenza di particolari
stelle o elementi del territorio che consideravano significativo.
Questo perché erano elementi che rappresentavano un centro
d’equilibrio tra Cielo e terra. Dell’origine celtica di Milano, ai
giorni nostri, si possono vedere ancora dei simboli particolari.
Prima di tutto è bene ricordare la «scrofa semilanuta» posta in
piazza Mercanti e che rappresenta uno dei simboli più antichi della
città. Abbiamo poi la quercia, pianta simbolo dei Druidi, visibile
sul portone di sinistra del Duomo. All’interno della cattedrale sul
soffitto di destra possiamo vedere tanti bei Triskell, simbolo per
eccellenza che rappresenta il percorso che il Sole compie durante
tutto l'anno e simbolo di perfezione. Ma di questi esempi, se ne
trovano parecchi girando per le vie di Milano. Non ultimo, la pietra
tanto venerata dai milanesi che San Barnaba utilizzò per
evangelizzare i cittadini di Milano. È, questa, una pietra antica
importante per il popolo Insubre in quanto rappresenta, coi suoi 13
raggi, il calendario luni-solare e la ruota della Vita, simbolo del
dio Belenos e della Dea Belisama.
Non a caso, quando giunse San Barnaba, i milanesi si erano radunati
attorno alla pietra per compiere «strani rituali», che oggi sappiamo
essere legati proprio alle feste del calendario insubre. Questa
pietra è meglio conosciuto col nome di «tredesin de Marz», e la
possiamo vedere presso la chiesa di Santa Maria della Passione. Altro
simbolo di origine celtica, ma non ultimo, è la rosa a sei petali, o
stella a sei punte, chiamata anche Sole delle Alpi, che rappresenta
la ruota solare e la consolidazione dell’unione tra Uomo e Cosmo. La
rappresentazione simbolica del Sole è di origine antica e la
ritroviamo in molte valli e paesi del Nord Italia.
LA LEGGENDA DELLE INSEGNE AUREE DI MILANO.
Secondo alcuni studiosi, l'area del Duomo sarebbe stata occupata da
edifici sacri già due millenni e mezzo di anni fa. Qui si sarebbe
trovato un tempio in cui, secondo quanto racconta lo storico Polibio,
i Galli insubri custodivano le loro sacre insegne, stendardi tessuti
di lana e d'oro chiamati immobili, che venivano tolti dal tempio solo
in caso di estremo pericolo e che i guerrieri dovevano difendere a
prezzo della vita, non indietreggiando oltre il punto in cui venivano
piantati nel terreno. In questo luogo si sarebbero radunati i giovani
Insubri quando i romani, guidati dal Console Marcello, posero
l'assedio vittorioso alla città nel 225 AC, consacrando a Minerva il
tempio dei nemici sconfitti. In seguito, sull'area attualmente
occupata dal Duomo, sorsero quattordici tra chiese e battisteri, tra
cui Santa Maria Maggiore, dotata di una torre campanaria alta quasi
147 m (40 m in più della più alta guglia del Duomo), abbattuta nel
1162 per volontà dell'imperatore svevo Federico I Barbarossa che
considerava la chiesa una sfida all'autorità imperiale. Le insegne
furono portate in luogo sicuro, in montagna. Da allora se n’è persa
traccia.
Ecco la fonti storiche antiche sui Celti Insubri (che occupavano le
terre dell'odierna Lombardia occidentale e del Piemonte nord
Orientale):
POLIBIO, Storie, II,17.
"…(le terre) che sono situate nei dintorni delle foci del Po furono
abitate dai Laevi e dai Lebeci, e dopo di loro dagli Insubri, il più
grande di questi popoli; e a valle lungo il fiume, vivevano i
Cenomani. Le contrade prossime ad Adria erano occupati da un'altra
popolazione antichissima, i Veneti… che poco differiscono dai Celti
per gli usi e i costumi ma parlano un'altra lingua… Al di là del Po
si sono fissati per primi gli Anari, poi i Boi, in direzione
dell'Adriatico i Linoni, infine, vicino al mare, i Senoni".
POLIBIO, Storie, II,17.
"I Celti abitavano in villaggi non fortificati, ed erano privi di
ogni altra comodità. Dormivano su letti di fieno e di paglia,
mangiavano solo carne e non esercitavano altro mestiere che la guerra
o l'agricoltura, tutt'altra scienza, tutt'altra arte era loro
sconosciuta. L'avere di ciascuno consisteva in bestiame e in oro
poiché erano le sole cose che potevano, secondo le circostanze,
portare con loro e spostare a loro grado. Portavano la più grande
attenzione a formare delle associazioni (etaireìas), poiché presso di
essi il più temibile e potente è colui che mostra di avere il maggior
numero possibile di uomini pronti a servirlo e a fargli da corteo".
POLIBIO, Storie, II,22, 23.
"I più grandi di questo popolo, gli Insubri e i Boi, si concertarono
e mandarono degli inviati presso i Galli che abitavano lungo le Alpi
e il Rodano, quelli che sono chiamati, perché facevano la guerra per
soldo, Gesati - è il significato della parola… I Galli Gesati, dopo
aver messo in piedi una armata, magnifica e potente, valicate le
Alpi, arrivarono al Po otto anni dopo (nel 225 a.C.) la spartizione
del paese (tra i coloni romani)".
TITO LIVIO, Historiae, V, 34.
"A Segoveso fu quindi destinata dalla sorte la Selva Ercinia; a
Belloveso invece gli Dei indicavano una via ben più allettante:
quella verso l'Italia. Quest'ultimo portò con sé il soprappiù di quei
popoli, Biturgi, Arverni, Senoni, Edui, Ambarri,Carnuti, Aulirci.
Partito con grandi forze di fanteria e di cavalleria, giunse nel
territorio dei Tricastini. Di là si ergeva l'ostacolo delle Alpi…
Ivi, mentre i Galli si trovavano come accerchiati dall'altezza dei
monti e si guardavano attorno chiedendosi per quale via potessero,
attraverso quei gioghi che toccavano il cielo, passare in un altro
mondo… Essi poi, attraverso i monti Taurini e la valle della Dora,
varcarono le Alpi; e, sconfitti in battaglia gli Etruschi non lungi
dal Ticino, avendo sentito dire che quello in cui si erano fermati si
chiamava territorio degli Insubri, lo stesso nome che aveva un
cantone degli Edui, accogliendo l'augurio del luogo, vi fondarono una
città che chiamarono Mediolanium".
STRABONE, Geografia, V,3.
"... Da questi confini, pertanto, è chiusa la Celtica Cisalpina (…).
Questa regione è una pianura fertile, ornata di colli fruttiferi. Il
fiume Po la divide quasi nel mezzo e le due regioni si chiamano
Cispadana e Transpadana; si chiama Cispadana la parte che è situata
verso gli Appennini e la Liguria, Transpadana la restante. La
Cispadana è abitata dai popoli Liguri e Celtici che abitano i primi
sui monti, i secondi in pianura; la seconda dai Celti e dai Veneti. I
Celti appartengono alla stessa stirpe dei Celti d’oltralpe. Quanto ai
Veneti, c'è su di loro una duplice tradizione: alcuni, infatti,
sostengono che sono anch'essi coloni di quei Celti omonimi che
abitano lungo le coste dell'Oceano; altri invece sostengono che, dopo
la guerra di Troia, alcuni dei Veneti della Paflagonia, trovarono
scampo qui, sotto la guida di Antenore e adducono, a testimonianza di
ciò, la cura con cui attendono all'allevamento di cavalli, attività
che oggi è quasi scomparsa del tutto, ma che una volta era tenuta in
grande onore presso di loro a ricordo dell'antico zelo verso le
cavalle generatrici di muli. Di ciò fa menzione anche Omero quando
dice: "di tra gli Eneti, da dove proviene la stirpe delle mule
selvagge".
STRABONE, Geografia, V,6.
"Anticamente, dunque, come ho detto, la regione intorno al Po era
abitata per la maggior parte dai Celti. Le stirpi più importanti tra
i Celti erano quelle dei Boi e degli Insubri e, inoltre, quelle dei
Senoni che con i Gesati avevano occupato al primo assalto la città
dei Romani. Questi popoli furono completamente distrutti dai Romani e
i Boi furono cacciati dalle proprie sedi. Essi andarono ad insediarsi
nelle regioni dell'Istro e qui abitarono insieme con i Taurisci,
combattendo contro i Daci finché tutta la loro stirpe fu sterminata.
Abbandonarono così, come pascolo per i popoli vicini, quella terra
che faceva parte dell'Illiria. Gli Insubri, invece, ci sono ancora
oggi. Essi avevano come metropoli Mediolanum, che anticamente era un
villaggio (tutti infatti abitavano sparsi in villaggi); ora invece è
una città importante, al di là del Po, quasi ai piedi delle Alpi".
BIBLIOGRAFIA
Giancarlo Minella: articoli vari su “Terra Insubre”.
Venceslas Kruta: La Grande storia dei celti, Newton & Compton
edizioni - Roma 2003.
Kruta V.- Manfredi: I Celti in Italia, Mondadori, Milano 1999.
Kruta, V.: L'Europa delle Origini, Rizzoli, Milano, 1993.
Elena Percivaldi: I Celti. Una civiltà europea, Giunti Firenze, 2003.
Domà Nunch NervianoViva
www.eldraghbloeu.com
www.nervianoviva.it
organizzano il
1° Forum per la lingua Milanese
dal tema:
IL MILANESE: LA NOSTRA LINGUA. Passato, presente e futuro.
Domenica 15 Aprile 2007 - ore 14.00 - 18.00
NERVIANO (MI)
Palazzo Municipale [ex Convento Olivetani] - Sala Borgognone
Piazza Manzoni, 14
con il Patrocinio del Comune di Nerviano, della Provincia di Milano,
del Comune di Parabiago, dell'Agenda21 di Parabiago.
EVENTI COLLEGATI:
Sabato 7 Aprile, ore 9-13: stand informativo presso i mercati di
Nerviano e Legnano
Martedì 10 Aprile, ore 18: conferenza stampa presso la sede di
NervianoViva, in via XX Settembre, 13 - Fraz. Garbatola, Nerviano
Sabato 14 Aprile, ore 9-13: stand informativo presso i mercati di
Nerviano e Legnano
Ricordiamo che al termine del Convegno è previsto un dibattito
aperto al pubblico è sarà distribuito il volumetto contenente gli
Atti del Convegno (fino a esaurimento) a tutti i partecipanti. A
seguire buffet offerto dal Consorzio dei Prodotti Tipici della
Provincia di Como "Sapori di Terra, Sapori di Lago".
ASSOCIAZIONI CHE HANNO ADERITO AL FORUM:
- Accademia del Dialetto Milanese (Milano)
- Antica Credenza di Sant'Ambrogio (Milano)
- Circolo Filologico Milanese (Milano)
- Teatro Popolare della Svizzera Italiana (Canton Ticino)
SI RINGRAZIANO LE AZIENDE:
- Pattaro&Testa
- NordTubi
- Metalvetro snc
- ACCAM spa
- Azimonti Adriano e Alessandro
- Del Pozzo Renzo
EL MILANES, LENGUA OFFICIAL DE L'INSUBRIA!
Per info: redazion@...http://www.eldraghbloeu.com/pg-forum-milanese.asp
Nuotando con le lacrime agli occhi
Spettacolo
dal 20/03/2007 al 01/04/2007
Teatro Smeraldo - Piazza 25 Aprile, 10
Tel 02-29006767
www.smeraldo.it
Alto Verbano Srl e Marangoni Spettacolo presentano
COCHI E RENATO in
Nuotando con le lacrime agli occhi
Uno spettacolo di canzoni e ragionamenti
musiche ENZO JANNACCI
di e con COCHI PONZONI e RENATO POZZETTO
Uno spettacolo di canzoni e ragionamenti
Approda a Milano la tournèe teatrale che, dopo sei anni,
ha riportato sulle scene il duo comico del cabaret italiano
Dalla metà degli anni settanta a oggi hanno tracciato la strada della
comicità italiana regalando al pubblico innumerevoli performances
ormai diventate dei cult. Dopo sei anni di assenza, Cochi e Renato,
alias Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, sono tornati in teatro con il
nuovo spettacolo “Nuotando con le lacrime agli occhi. Uno spettacolo
di canzoni e ragionamenti” .
Dopo cinque mesi di tournée in tutta Italia, dal 20 marzo al 1°
aprile 2007 saranno al Teatro Ventaglio Smeraldo di Milano con uno
show tra il comico e il musicale, espressione di una milanesità
accesa e coinvolgente raccontata dai personaggi storici del duo con
il linguaggio e la verve di sempre.
Forti di uno stile inconfondibile mutuato dal teatro dell’assurdo,
con “Nuotando con le lacrime agli occhi. Uno spettacolo di canzoni e
ragionamenti” i due artisti continuano a comunicare con un pubblico
che li ama. Portano in scena sia brani vecchi che nuovi, intervallati
da storie surreali con cui si prendono in giro, raccontando l’Italia
cialtrona di oggi. Poi, per la prima volta, lasciano spazio alle
richieste del pubblico.
Canzoni come Nebbia in Val Padana, La Gallina, La Vita l’è bela,
Silvano e Canzone Intelligente sono solo alcuni dei pezzi che Cochi e
Renato porteranno sul palcoscenico milanese, accompagnati da una band
d’eccezione, i Good Fellas.
A fare da scenografia allo spettacolo vi sono elementi bizzarri e
inconsueti che troveranno una spiegazione solo nel corso dello
rappresentazione.
Gran finale su "L'uselin de la comare".
Le associazioni
Domà Nunch
www.eldraghbloeu.com
NervianoViva
www.nervianoviva.it
con la collaborazione delle principali associazioni linguistiche
d'Insubria, e con il Patrocini del Comune di Nerviano, della
Provincia di Varese e della Provincia di Milano, sono liete di
comunicare l'organizzazione del
1° Forum per la lingua Milanese
dal tema: Il Milanese: la nostra lingua. Passato, presente e futuro.
Domenica 15 Aprile 2007 - ore 14.00 - 18.00
NERVIANO (MI)
Palazzo Municipale [ex Convento Olivetani] - Sala Borgognone
Piazza Manzoni, 14
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
ore 14.00
Introduzione e saluti in milanese delle autorità locali
a seguire:
Intervento di Ella Torretta, Accademia del dialetto milanese
(Milano)
Intervento di Pierluigi Crola, Antica Credenza di
Sant'Ambrogio (Milano)
Intervento di Cesare Comoletti, Circolo Filologico Milanese
(Milano)
Intervento di Yor Milano, Teatro Popolare della Svizzera
Italiana (Canton Ticino)
Intervento di Lorenzo Banfi, Ass.ne Domà Nunch (Uboldo -
Milano)
ore 16:30
Dibattito aperto al pubblico
ore 18:00
Chiusura dei lavori - consegna del volume degli Atti a tutti
i presenti
Aperitivo offerto dal Consorzio "Sapori di Terra Sapori di
Lago" (Como).
PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO
Il mondo sta cambiando e molte sono già le novità che ci hanno reso
la vita più semplice: ciò che abbiamo oggi è stato acquisito con la
fatica e l'intelligenza delle generazioni che ci hanno preceduto.
Alcuni momenti di questo percorso, hanno però prodotto anche la
crescita esponenziale, il consumo delle risorse e uno sviluppo, che,
accompagnato dalla parola "incontrollato", è diventato un termine
abominevole. D'altro canto, altrettanto spesso, l'intimo legame con
chi ha preceduto e con la nostra terra, sopravvive in noi latente e
sotterraneo nonostante la nostra indifferenza e apatia: la perdita
dei legami spirituali, generazionali e culturali che abbiamo lasciato
seccare, volutamente o inconsciamente, sotto l'accecante luce del
cosiddetto progresso, devono essere riportati in cima alla lista
delle priorità, devono essere riconosciuti come parte integrante del
nostro essere uomini. Nel 2007 è giunta l'ora di ritrovarci, di
camminare insieme e di ricucire quelle ferite che ci stanno portando
verso la perdita della nostra essenza umana.
Il linguaggio, la comunicazione sono da sempre il cardine vitale per
tutti gli esseri. Ognuno a suo modo ha sviluppato una originale e
unica "voce". Un linguaggio che, lungo i secoli, anche noi insubri,
abbiamo plasmato, studiato, arricchito e creato per nostro diletto,
per necessità, per passione o più semplicemente per vivere: è parte
del nostro essere. Montale diceva che anche senza avere mai letto
Carlo Porta nella vita, la sua essenza è ormai parte di noi, quella
essenza che fa di noi quello che siamo.
La globalizzazione, quindi, non deve essere confusa con
l'omologazione. Il parlare una lingua internazionale non è certo la
scusa per dimenticare la nostra. Ogni popolo ha il diritto di
parlare, di conoscere e di far evolvere la propria lingua, e noi,
oggi, pretendiamo che questo diritto venga garantito a tutti, a noi,
e soprattutto alle generazioni future. Questo diritto è valido per
gli insubri e, diversi ma uguali, vale anche per tutti i popoli di
qualunque razza, religione, o terra appartengano.
Le nostre Associazioni sono quindi liete di promuovere questo
primo "Forum per la Lingua Milanese"; forum aperto a tutte le
persone, associazioni, istituzioni, studiosi, che vogliano ritrovarsi
a parlare della e nella nostra lingua, per declamare, finalmente con
una sola voce, il nostro diritto al riconoscimento del Milanese come
lingua viva ed ufficiale d'Insubria.
Mi sembra una buona idea. Leggete sotto:
N.B. Se decidete di inoltrate questa email, ricordatevi per favore di
attuare semplici misure per salvaguardare dallo spam i vostri amici.
1. cancellare gli indirizzi email di chi vi ha spedito l'email dal corpo del
messaggio.
2. Usate Ccn per non far vedere gli indirizzi email degli amici a cui
inoltrerete questo messaggio. Per farlo, ricordate che cliccando su Cc, si
puo' scegliere di inserire i destinatari del vostro messaggio in CCn (Copia
carbone Nascosta) in modo che gli altri utenti non vedano gli indirizzi dei
vostri amici.
UN NUMERO IN RUBRICA PER LE EMERGENZE
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in
occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono
portatile.
Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista
interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta,
nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza
sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da
contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai
pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2,
ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che
questo comportamento rientri nei comportamenti abituali.
Concorso Cantem insemma 2007 - 15° concorso di canzoni dialettali
lombarde
dal 1 febbraio al 27 ottobre 2007
Cine-Teatro Excelsior
Via Don Colnaghi 3 - Lissone (MI)
Il concorso di canzoni in dialetto lombardo è aperto ad autori di
testo e compositori di età non inferiore a 15 anni appartenenti
all'Unione Europea e alla Confederazione Elvetica. L'iniziativa è
completata dall'indizione del bando 'Disegna la scenografia del
Cantem Insemma' con l'obiettivo di coinvolgere giovani scenografi,
studenti di Istituti d'Arte, illustratori, pittori, nella scelta e
conseguente realizzazione dell'immagine da riprodurre per la
scenografia dello spettacolo finale. L'immagine vincitrice, scelta da
una commissione di tre o più esperti, viene premiata con una targa.
SOGGETTO PROMOTORE
COMUNE DI LISSONE
Via Gramsci, 21 LISSONE (MI)
tel 039/7397271 - fax 039/7397274
cristina.ronchi@...
Premio di poesia Città di Legnano Giuseppe Tirinnanzi
Scadenza iscrizione: 31 maggio 2007
 Organizzazione: Segreteria Premio Città di Legnano-Giuseppe
Tirinnanzi presso Associazione Famiglia Legnanese
 Indirizzo: Casella Postale n° 71 20025 Legnano (Milano)
 Email: poesiatirinnanzi@...
 Telefono: 0331.545178
 Sito internet: www.legnano.org www.famiglialegnanese.com
 Sezioni: Composizioni poetiche inedite in lingua italiana -
Composizioni poetiche nei dialetti lombardi - Si può concorrere per
una o per entrambe le sezioni
 Lunghezza opere ammesse: non più di 40 versi
 N° copie da spedire: Due poesie per ciascuna sezione in 8 copie
 Quota di adesione: partecipazione gratuita
 Premi: Sez. in lingua Euro 5000 al vincitore; Euro 1000 cad. agli
altri 3 finalisti. Sezione in dialetto Euro 2000 al vincitore; Euro
500 agli altri due finalisti.
 Premiazione: 21 ottobre 2007 - 10,30 Sala Congressi viale
Matteotti, 3 a Legnano - Ingresso libero (sono invitati alla
cerimonia tutti i concorrenti)
 Notizie sul risultati: Su quotidiani e riviste e sui siti del
premio - Vincitori e finalisti saranno avvertiti tempestivamente
dall'organizzazione
 Giuria: Luciano Erba (presidente); Renato Besana, Giulia Borgese,
Paolo Farè, Federico Formignani, Ottavio Lurati, Talisio Tirinnanzi,
Giorgio D'Ilario (segretario).
 Patrocini: Presidenza Consiglio Ministri; Ministero Beni e attività
Culturali; Regione Lombardia; Provincia di Milano; Consiglio di Stato
Repubblica e Cantone del Ticino (Svizzera).
 Note: Le composizioni, inviate in 8 copie, non firmate, devono
essere. Contraddistinte da un breve motto (unico per gruppo di
poesie) da ripetere su una busta chiusa dopo avervi inserito
generalità e recapito e la dichiarazione firmata: "Le due poesie
concorrenti sono inedite, non premiate o segnalate ad altri
concorsi". Per le opere in dialetto unire traduzione letterale in
lingua, indicando di quale dialetto trattasi.
Prenderanno il via, sabato 10 marzo, le manifestazioni per
celebrare "El tredesin de Marz", la tradizionale festa del
plenilunio. Gli eventi si svolgeranno tra piazza Medaglie d’Oro,
Crocetta e la Chiesa di S. Andrea e si concluderanno domenica 18
marzo presso la Chiesa di Santa Maria al Paradiso (corso di Porta
Vigentina).
"Si tratta di una celebrazione storica particolarmente importante per
l’identità milanese – spiega Massimiliano Orsatti, assessore al
Turismo, Marketing territoriale e Identità – che ha la finalità di
far rivivere un’antica festività pagana, che coincide con il 13
marzo, giorno del plenilunio. Con El tredesin de Marz – prosegue
l’assessore Orsatti – vogliamo inoltre rivalutare le caratteristiche
delle zone di Milano, le storie e gli stimoli che provengono dal
territorio per trasformarle in opportunità per tutta la città".
Il programma della festa del Tredesin de Marz prevede, tra l’altro,
lo spettacolo itinerante del "Gruppo CANTASTORIE", animazione per
bambini, uno spettacolo musicale e un corteo di rievocazione storica
dell’arrivo di S. Barnaba a Milano. •
http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-
6Z4LTF
Ciao,
desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
celtegh, troverai un nuovo file appena caricato.
File : /ANDEGHEE.pdf
Caricato da : ailinn2001 <ailinn@...>
Descrizione : Antigh vocabol Milanès
Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/celtegh/files/ANDEGHEE.pdf
Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://help.yahoo.com/help/it/groups/files
Cordiali saluti,
ailinn2001 <ailinn@...>
Cara gent, emm finalment ultimaa el nòster progett sora la ricerca di
vocabol del Milanès antigh. Emm faa suu on libercol ch'el se
ciama "ANDEGHEE".
L'è minga on vocabolari, ma domà ona raccòlta di vocabol ch'hinn
desmentegaa o che i gent cognosseven minga.
El mettom in de la sezion "File" (formaa pdf) e sperom ch'el ve pias.
Elena
Celtegh Medhelan
“......E quii giornad del tredesin de Marz? Gh’era la fera, longa
longhera, giò fina al dazi, coi banchitt de vioeurr, de gerani, coi
primm roeus, e tra el guardà, l’usmà, el toccà, se vegneva via col
coeur come on giardin, pensand al bell faccin de Carolina che sott al
cappellin a la Pamela e col rosin sul sen la pareva anca lee la
primavera......”
da: “MILANIN MILANON” (Emilio De Marchi)
A Milàn la gh’è ona preia ronda cont on boeucc in mezz e ona raggera
de tredes linee incis cognossuu ‘me “preia del Tredesin de
Marz”,
conligà al culto de S. Barnaba e oggett de gran venerazion in di
secol.
La preja, ai origen, l’era mantegnuda in S. Dionigi a Porta Venezia,
menter incoeu la troeuom incastonada in del palchè central, in S.
Maria al Paradis, in corso de Porta Vigentina al 14.
Segond ona liend antigh, el 13 marz de l’ann 52 d.C., S. Barnaba
predicò el vangel de Crist in d’on praa in mezz a on bosch arent
Milàn: on sitt in doe se seren reunii di cittadin Milanes, in doe
l’era anmò viva la tradizion celtega, per ona celebrazion attorna a
la preia. El sant elevò la cros, sora ona preia rustega ronda e
sforada per evangelizzaa i Milanes.
L’antiga festa del “Tredesin de Marz” la se perd in di nòtt di
temp e
la gh’haa origin celtegh spettasciaa.
I Celt seren sòlet celebrà la roeuda de la Vita con di festività
ligaa al moviment del Sô; con sta preia voeureven presentà el disco
solar cont i sò ragg e l’Anema di Milanes.
Proppri el 13 de marz se festeggia anmò in quji dii d’incoeu, ‘me
faseven i nòster antigh, la rinascita del Sô e la noeuva Primavera
con la festa di fior che se esponn sora i poggioeu e sora i fenester:
fiori che se ciappen in di pasquee, specialment in quella de S.Angel
in doe che gh’ee la statoa de S.Francesch.
http://www.pretigianluca.com/celtegh/grafica/foto63.htm
Lo posterò io perchè Elena non è più registrata.
E' importantissimo far conoscere la VERA Milano perchè ci sono anche
fin troppi luoghi comuni e pregiudizi che vanno assolutamente
debellati.
FORZA MEDHELAN
MILAN SEMPER VIV
Gianluca
--- In celtegh@yahoogroups.com, "lya-\@...\.it" <lya-@...> ha scritto:
>
> Grazie Elena per questa segnalazione. Potresti inoltrarla anche a
Terra Insubre Milano. Te saludi
>
> > A discapito di quello che comunemente si crede e cioè che Milano
è
> > sempre più "grigia", e c'è sempre più cemento, il comune sta
portando
> > avanti un progetto che prevede, tra l'altro, l'ampliamento della
zona
> > verde che si ricollegherà con la montagnetta di San Siro:
> >
> > Progetto Portello - una nuova porta urbana
> >
> > Tra cantieri e progetti, una serie di imponenti trasformazioni
sta
> > cambiando il volto di Milano, determinandone condizioni d'uso che
ne
> > segnano il definitivo trapasso verso una condizioni post-
industriale
> > governata dall'insorgere di nuovi bisogni e dai parametri di uno
> > sviluppo all'insegna della qualità ambientale.
> > In un quadro per molti versi ancora fluido, un'importanza
strategica
> > si appresta a ricoprire il Progetto Portello: cruciale elemento
di
> > conclusione di una dorsale della modificazione urbana che, con
> > l'avvio della "Biblioteca degli alberi" nell'area Garibaldi-
> > Repubblica e l'imminente riconversione residenziale dell'ex-
recinto
> > della Fiera, taglia il nocciolo duro del centro cittadino con la
> > serpeggiante "linea verde" che congiungerà il cuore della città
> > storica - i neoclassici giardini di Porta Venezia - con il parco
del
> > Portello - il Monte Stella e le prime frange del grande Parco
delle
> > Groane.
> >
> > Per le caratteristiche del tema insediativo, per le origini del
sito,
> > per la collocazione dell'area, per la composizione del team e la
> > peculiarità dell'approccio progettuale, infatti, Progetto
Portello si
> > ritaglia una posizione particolare nell'articolato panorama delle
> > cosiddette aree dismesse della cintura periferica, qualificandosi
> > come una risposta innovativa e coraggiosa alla domanda di
costruzione
> > di un'identità urbana né stancamente conservatrice né
> > artificiosamente improntata alle volubilità del nuovo.
> >
> >
> > http://www.architettivalle.net/pagine/progetto2.htm
> >
> >
>
>
> ------------------------------------------------------
> Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone
Telecom
> http://click.libero.it/infostrada8feb07
>
Grazie Elena per questa segnalazione. Potresti inoltrarla anche a Terra Insubre
Milano. Te saludi
> A discapito di quello che comunemente si crede e cioè che Milano è
> sempre più "grigia", e c'è sempre più cemento, il comune sta portando
> avanti un progetto che prevede, tra l'altro, l'ampliamento della zona
> verde che si ricollegherà con la montagnetta di San Siro:
>
> Progetto Portello - una nuova porta urbana
>
> Tra cantieri e progetti, una serie di imponenti trasformazioni sta
> cambiando il volto di Milano, determinandone condizioni d'uso che ne
> segnano il definitivo trapasso verso una condizioni post-industriale
> governata dall'insorgere di nuovi bisogni e dai parametri di uno
> sviluppo all'insegna della qualità ambientale.
> In un quadro per molti versi ancora fluido, un'importanza strategica
> si appresta a ricoprire il Progetto Portello: cruciale elemento di
> conclusione di una dorsale della modificazione urbana che, con
> l'avvio della "Biblioteca degli alberi" nell'area Garibaldi-
> Repubblica e l'imminente riconversione residenziale dell'ex-recinto
> della Fiera, taglia il nocciolo duro del centro cittadino con la
> serpeggiante "linea verde" che congiungerà il cuore della città
> storica - i neoclassici giardini di Porta Venezia - con il parco del
> Portello - il Monte Stella e le prime frange del grande Parco delle
> Groane.
>
> Per le caratteristiche del tema insediativo, per le origini del sito,
> per la collocazione dell'area, per la composizione del team e la
> peculiarità dell'approccio progettuale, infatti, Progetto Portello si
> ritaglia una posizione particolare nell'articolato panorama delle
> cosiddette aree dismesse della cintura periferica, qualificandosi
> come una risposta innovativa e coraggiosa alla domanda di costruzione
> di un'identità urbana né stancamente conservatrice né
> artificiosamente improntata alle volubilità del nuovo.
>
>
> http://www.architettivalle.net/pagine/progetto2.htm
>
>
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A discapito di quello che comunemente si crede e cioè che Milano è
sempre più "grigia", e c'è sempre più cemento, il comune sta portando
avanti un progetto che prevede, tra l'altro, l'ampliamento della zona
verde che si ricollegherà con la montagnetta di San Siro:
Progetto Portello - una nuova porta urbana
Tra cantieri e progetti, una serie di imponenti trasformazioni sta
cambiando il volto di Milano, determinandone condizioni d'uso che ne
segnano il definitivo trapasso verso una condizioni post-industriale
governata dall'insorgere di nuovi bisogni e dai parametri di uno
sviluppo all'insegna della qualità ambientale.
In un quadro per molti versi ancora fluido, un'importanza strategica
si appresta a ricoprire il Progetto Portello: cruciale elemento di
conclusione di una dorsale della modificazione urbana che, con
l'avvio della "Biblioteca degli alberi" nell'area Garibaldi-
Repubblica e l'imminente riconversione residenziale dell'ex-recinto
della Fiera, taglia il nocciolo duro del centro cittadino con la
serpeggiante "linea verde" che congiungerà il cuore della città
storica - i neoclassici giardini di Porta Venezia - con il parco del
Portello - il Monte Stella e le prime frange del grande Parco delle
Groane.
Per le caratteristiche del tema insediativo, per le origini del sito,
per la collocazione dell'area, per la composizione del team e la
peculiarità dell'approccio progettuale, infatti, Progetto Portello si
ritaglia una posizione particolare nell'articolato panorama delle
cosiddette aree dismesse della cintura periferica, qualificandosi
come una risposta innovativa e coraggiosa alla domanda di costruzione
di un'identità urbana né stancamente conservatrice né
artificiosamente improntata alle volubilità del nuovo.
http://www.architettivalle.net/pagine/progetto2.htm
Ricambi con tut el coeur.
Marisa Rustici
From : celtegh@yahoogroups.com
To : celtegh@yahoogroups.com
Cc :
Date : Fri, 22 Dec 2006 13:36:38 -0000
Subject : [celtegh] AUGURI
> AUGURI A TUCC DE BON NADAL E FELIS E LENC E PETARD ANN NOEUV !
>
> AUGURI A TUTTI DI BUON NATALE E UN FELICE E PROSPEROSO ANNO NUOVO !
>
>
> Elena
>
>
marus35@...
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E' stata inugurata oggi la Via dell’Artigianato, realizzata con la
collaborazione tra l’Azienda Trasporti Milanesi e l’Unione Artigiani
della Provincia di Milano.
Il progetto è nato con lo scopo di rendere gli spazi della
metropolitana di Milano non più solo luoghi di passaggio, ma punti di
incontro e di riferimento per migliaia di persone, cittadini e
passeggeri e proporli in modo sempre più confortevole, attraente e
accogliente.
La via collega le stazioni metropolitane di Duomo e Cordusio e ospita
13 prestigiose botteghe artigiane: una passerella di produzioni
legate alla tradizione che ricreano l’atmosfera di un piccolo borgo
artigiano. È stato anche previsto un ufficio dell’Unione Artigiani
per fornire informazioni e consulenze sull’avvio di un’attività nel
settore e sulla disponibilità di servizi e laboratori in città.
L’iniziativa è rivolta anche ai giovani chiamati a scoprire il valore
delle tante professioni dell’artigianato con la possibilità di
individuare un’affinità con le proprie attitudini e avviarsi verso un
mestiere qualificato e gratificante.
---------- Messaggio inoltrato ----------
El Dragh Bloeu
Foeuj per la promozion de l'Insubria
www.eldraghbloeu.com
E' una rivista online bilingue italiano-milanese, fondata nel 2001 e
rinata in una nuova edizione. I temi trattati spaziano dall'identità
alle lingue, alle problematiche ambientali del territorio insubre,
con un'ottica econazionalista.
La redazione è lieta di comunicare l'uscita del n°5, dedicato alle
tematiche dello sport, della lingua e dell'identità insubre. Dal sito
è possibile leggere i singoli articoli oppure semplicemente scaricare
la versione pdf (circa 1.8 Mb). Sono inoltre disponibili tutti gli
arretrati dal 2001 a oggi.
Leggilo, stampalo, e se vuoi, diffondilo ai tuoi amici!
Un assaggio del numero 5...
Editorial
(...)
E andaremm innanz cont inconter e convegn in collaborazion con di
alter enti e associazion, per la tutela del territòri e de la lengua.
Cercaremm de spiegà la natura del nazionalismo de Domà Nunch fina a
perd la vos, fin che gh'avaremm anmò on ciccin de fòrza. Contra tutt
e tucc e anca contra i nòster debolezz, el nòster vess minga bon.
Tiraremm innanz senza fagh a ment a quei che tradissen l'Insubria e
la soa stòria definendola ona "fantasia" e preferend rinnegass lor
stess per andagh adree a obiettiv che paren in d'ona quai manera
pussee" realistich"
La sport-diversità: nasce la Redazion Sport!
(...)
E' ora di ripartire! Noi amiamo lo sport giocato sul campo e non
nelle tribune televisive a suon di insulti e, diciamolo, sceneggiate.
Se i mezzi d'informazione, le televisioni pubbliche, di servizio
direbbe qualcuno, non riescono a ridimensionare quella metastasi che
è ormai diventata la serie A maschile italiana per lo sport, saremo
tutti noi costretti a rimpiangerlo: niente più vittorie
internazionali, niente più olimpiadi e ancor peggio: i nostri
figliinchiodati davanti al computer o alla televisione tutto il
giorno.(...)
Quand el Milanes l'è... in Comun
Muggiò, 21.000 abitanti (ma erano meno di 6000 nel 1951), è un Comune
fra l'avanzante periferia milanese e la Brianza, con una storia
recente simile a molte altre, fatta di industrie, immigrazione,
sradicamento. Per molti non potrebbe esserci un posto migliore per
iniziare una battaglia a difesa della lingua locale, forse le
battaglie si compiono proprio in prima linea, e non nelle retrovie.
Così deve essere sembrato anche al consigliere leghista Mario
Galimberti che, il 22 settembre scorso, ha messo in scacco il
Consiglio Comunale proponendo una mozione tesa a realizzare un
sistema di cartellonistica in milanese per le vie e le piazze del suo
paese.
Liberà l'acqua l'è liberà Milan
Milàn e l'acqua: a pensagh ben se disaria minga che incoeu ghe sia
restaa ona gran stòria del rappòrt in tra sta città chì e l'acqua,
che per tanti generazion l'è stada part integranta e viva del paesagg
e de l'anima de Milan. Incoeu tutt quell che resta l'è domà ona serie
de trist e vong tòcch de navigli, traa lì, bandonaa a rappresentà
quel che on temp l'era al splendor de la Venezia d'Insubria.(...)
Una speranza per la Cascinazza di Monza
Lo scorso martedì 14 novembre , al cinema Capitol di Monza, è stato
proiettato un documentario, prodotto e realizzato dai DS monzesi,
sulla questione della Cascinazza. Il documentario riprende le
principali vicende che si sono susseguite in 40 anni di contese tra
il Comune di Monza e i proprietari dell'area "Cascinazza": dai
Ramazzotti (quelli dell'amaro) che per fortuna non sono mai riusciti
ad edificare (quello che potevano) a Paolo Berlusconi, attuale
proprietario, che vorrebbe costruire a tutti i costi. In particolare
all'epoca dei Ramazzotti, e precisamente nel 1962, si potevano
costruire 1.800.000 metri cubi di cemento. (...)
El Rimari: la nòsta lengua in del segn de la continuità
La Division per la lengua l'haa metuu online la prima version del
Rimari Milanes. Perché on rimari? Per fà poesia, naturalment, ma
minga domà per quell. Per el milanes, compagn di alter lengov, la
poesia, l'è la linfa vital, l'è el nutriment che scòd la famm de la
nosta anema. La letteradura, la prosa, hinn different. Metten in fira
di ragionament, descriven i ròbb precis, ma hinn minga compagn.(...)
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Una volta le antiche famiglie milanesi trascorrevano la veglia di
Natale attorno al focolare, parlando della nascita di Gesù Bambino.
Il padre, o capo famiglia, (RESGIÔ) fattosi il Segno della Croce,
prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia, lo adagiava nel
camino, vi poneva sotto un fascetto di ginepro ed attizzava il fuoco.
Versava del vino in un calice, con gesto rituale aspergeva il fuoco e
per primo ne sorseggiava per poi passarlo agli altri membri della
famiglia, che a turno (compresi i bambini) l'assaggiavano.
Il padre gettava poi una moneta sul ceppo ardente e successivamente
distribuiva delle altre monete a tutti i componenti della Famiglia
(FOEUGH).
Successivamente la madre (RESGIÒRA) gli portava tre grandi pani di
frumento: con gesto solenne ne tagliava solo una piccola parte, che
veniva riposta e conservata sino al Natale dell'anno successivo.
Alla fine il tutto era rallegrato da giochi, danze, doni e dolciumi.
Il ceppo (BICC), è solitamente il ciocco migliore, solitamente di
quercia (antico simbolo celtico di fertilità) messo da parte durante
l'anno che, bruciando sul focolare, rappresentava simbolicamente il
propriziarsi la fertilità per l'anno a venire.
La Famiglia (FOEUGH) si scambia i doni e i dolci come augurio di
abbondanza; le scintille riempiono l'aria come fossero astri nel
cielo ancora buio: simbolo della luminosità del sole imminente.
L'anno è rinato e il capo Famiglia raccoglie le ceneri del focolare
(CÔR) per spargerle per i campi a propiziare il raccolto.
Era anche usanza adornare un albero (solitamente Abete o Ginepro) con
colori vivaci, da porre davanti all'entrata di casa per propiziarsi
un anno ricco di frutti, e salutare la "Luce Nascente".
Albero della Vita, Albero della Conoscenza che porta la Luce in tutti
i Cuori.
Bun Nadal e Bun Ann Növ (Lombardo Occidentale, grafia riformata) Bon Nadal e Bon Ann Noeuv (Lombardo Occidentale) Tace aügüri de Bù Nedàl, de buna fì e bù prensépe (Lombardo Orientale) Bån Nadèl e un bèl ân nôv! (Emiliano) Bon Natal e Bon Ann Neuv. (Piemontese) Bon Dinåt e bon åno qu'o vena (Monferrino) Bon Nadal e bon an nou! (Veneto) Bon Nadal e Bon Ano a tuti! (Trentino) Bon Nadâl; Bon Finiment e Bon Princîpi! (Friulano) Bon Denâ e Feliçe Anno Nêuvo (Ligure) Bon Noe e bona fin d'annada (Occitano) Joyeux Noel et Bonne Année (Francese) Merry Christmas and Happy New Year (Inglese) Frohe Weihnachten ein glückliches Neues Jahr (Tedesco) Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo (Spagnolo) Eguberri On (Basco) Bon Nadal (Catalano)
de l'Angiol Verones
In de la Fotografea:
Natività con San Giorgio e San Vincenz Ferrer
del Filippo Lippi e collaborador (1450 - 1475)
Tutti per uno e uno per tutti, fino all'indipendenza Padania Grande Svizzera e non piccola itaGlia -- Angiol Verones <averones@...> http://www.br3nn0s.org IRC/Forum\Skype Br3nn0S \ ICQ 15436609 21047 Sarònn (VA) - Lombardia (PDN) Cel: 338 390 26 73 / Fax: 178 226 0017
Il Sindaco Letizia Moratti e l’assessore al Turismo, Marketing
territoriale e Identità, Massimiliano Orsatti hanno presentato il
volume "La storia di Milano illustrata e raccontata".
Il libro, interamente a fumetti, sarà distribuito dal Comune come
dono natalizio agli alunni di terza, quarta e quinta elementare delle
scuole milanesi.
"Si tratta – ha dichiarato il Sindaco - di uno strumento che ha una
duplice finalità. Da un lato vuole far conoscere ai piccoli milanesi
le proprie origini in modo piacevole; dall’altro offre
un’opportunità
in più ai genitori e ai nonni di stare con i propri bimbi e
raccontare loro com’era Milano".
"In 50 pagine – ha precisato Orsatti - sono raccontati millenni di
storia della nostra città. Si va dalle paludi di 4000 anni fa alla
più recente candidatura di Milano all’Expo 2015. Ritengo sia un modo
efficace per accrescere nei piccoli milanesi la coscienza della
propria storia e della propria identità".
http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-
6WDDVF
"La storia di Milano illustrata e raccontata" è edita dalla casa
editrice Bonechi, autori sono Fabio Riccobon e Ivana Borghini.
Orsatti, responsabile alle Identità a Palazzo Marino, offre a medie
ed elementari due ore settimanali di cultura milanese
Scuola, arrivano i libri in dialetto
Giuseppina Piano
Dal Comune un abbecedario per imparare parole e proverbi
La storia di Milano a fumetti, l´abbecedario per imparare a parlare
in milanese, le canzoni di Giovanni D´Anzi e Nanni Svampa, i proverbi
e i modi di dire, le filastrocche. Due ore a settimana al pomeriggio
nelle classi, per un corso di cultura e dialetto che il Comune regala
per la prima volta alle scuole elementari e medie che lo vorranno. A
Palazzo Marino l´assessore al Turismo e Identità, il leghista
Massimiliano Orsatti, ha presentato l´offerta a presidi e direttori
delle scuole. Lui dice che «questa è una strada per l´integrazione».
Ma starà adesso alle maestre e ai professori degli istituti decidere
se accettare o meno l´iniziativa.
Il corso, il primo nel suo genere tra i banchi di elementari e medie,
fa parte di un pacchetto di laboratori didattici offerti dal Comune
alle scuole per le lezioni pomeridiane. Per quello di milanese, nelle
classi, il Comune manderà gli appassionati dell´associazione Antica
Credenza di Sant´Ambrogio. Che insegneranno gratis: «Siamo
un´associazione di volontari, del tutto apartitica, tra noi ci sono
tanti docenti o ex docenti - dice il presidente Giuseppe Frattini -
L´unico obiettivo è far conoscere ai giovani la propria città ricca
di storia e di cultura». Tra i volontari dell´associazione c´è anche
Pierluigi Crola, leghista e membro del cda del Piccolo Teatro,
professore di inglese al carcere di Opera. Sarà uno dei curatori del
nuovo abbecedario di milanese-italiano creato apposta per il corso
nelle scuole, dove «la logica è quella di un libro introduttivo come
per l´inglese: con lezioni tematiche per imparare parole e un po´ di
grammatica». Ecco le tavole per imparare lettere e parole, ma anche
disegni per sceneggiare frasi ed espressioni (i mestieri, la
famiglia, i colori, i mezzi di trasporto...), i primi rudimenti di
sintassi. L´abbecedario non sarà l´unico testo. Ci sarà anche
una «Storia di Milano illustrata e raccontata», con fumetti che
partono da quando «4000 anni fa Milano era una palude» e arrivano ai
giorni nostri. Un libro che di suo ha una storia: alla fine degli
anni Settanta Massimiliano Orsatti, allora studente e oggi assessore,
lo ricevette in regalo da Palazzo Marino. Mostra ancora con orgoglio
la copia custodita da allora. E ha convinto la casa editrice a
ristamparlo.
Articolo tratto da:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo...letto/1412667/6
Data:19/10/2006
L’assessore Massimiliano Orsatti illustra la proposta di un
laboratorio didattico
Nelle scuole si impara a conoscere Milano
«Lo studio dei luoghi, della storia, delle tradizioni e della cultura
puo' diventare un forte elemento di integrazione»
Si chiama “Insieme conosciamo Milano” la proposta di laboratorio
didattico illustrata ieri alle scuole milanesi da Massimiliano
Orsatti, assessore al turismo, marketing territoriale e identita' del
comune di Milano.
«Per la prima volta, nell’ambito della presentazione dei laboratori
per le scuole primarie e secondarie, abbiamo inserito un percorso
mirato alla conoscenza della nostra citta' e articolato in
appuntamenti a scuola e visite sul territorio», spiega lo stesso
Orsatti.
Un progetto perfettamente in linea con le proposte del Carroccio
«»Si tratta dell’avvio sperimentale di un’idea ben piu' ampia e
strutturata che e' quella di ridare valore allo studio della nostra
storia e della nostra cultura, espressioni di una precisa identita'.
L’avventura del conoscere la propria citta', che e' per i giovani la
prima realta' tangibile e vicina, riserva inesauribile di conoscenze,
e' un’esperienza fondamentale che deve essere vissuta con entusiasmo
per poter aprire con fiducia la finestra della propria casa sul mondo
e meglio comprendere i molteplici legami con tutte le altre citta'.
Ogni bambino deve poter crescere in modo positivo nella sua citta' e
poterne assumere l’identita'».
In un contesto in cui i bambini stranieri aumentano, smorzando se non
spegnendo le nostre usanze, come e' stata accolta questa idea?
«Credo che lo studio delle tradizioni e dei luoghi sia un elemento di
integrazione. Chi vive nel nostro paese, in particolare a Milano,
dovrebbe avere consapevolezza e senso civico e accostarsi alla nostra
cultura. Il problema non sono i bambini, che sono piu' recettivi, ma
i genitori. D’altra parte un futuro “integrato” passa anche da
qui.
La proposta e' stata illustrata insieme gli altri laboratori, 16 in
piu' dello scorso anno, a dimostrazione di una nuova progettualita'
generale. Alla presentazione c’erano 300 persone, nella maggior parte
insegnanti, che hanno accolto positivamente la proposta. Questo
percorso di conoscenza di Milano puo' contribuire a prevenire o
superare il latente sradicamento dei giovani, e non solo, dal
contesto della citta' e contribuire alla formazione spirituale e
materiale delle generazioni future partendo da un radicamento nuovo
nel luogo dove si e' nati, o dove si e' deciso di vivere, per
maturare e scoprire che e' importante possedere un’identita'
cittadina piu' organica. Imparare a leggere la propria citta' che non
e' un museo, ma un corpo vivente, e' il primo passo per amarla,
difenderla, migliorarla, e condividere un’appartenenza vissuta ogni
giorno con tante altre persone. Molti giovani sono avviati a
conoscere il mondo senza prima conoscere bene casa propria dove;
cosi' si servono di Milano, senza veri progetti, senza rispetto.
La proposta si rivolge ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie,
come si articola?
«I bambini saranno accompagnati, in un percorso coinvolgente, alla
scoperta della storia e e della cultura di Milano attraverso le
immagini, le fiabe, i proverbi, il calendario delle festivita'
tradizionali. Ho preso ad esempio un libro sul quale io stesso ho
studiato “Storia di Milano illustrata e raccontata”; era adottato
nelle scuole e poi e' stato abbandonato. La casa editrice, che ho
contattato, si e' detta disposta ad aggiornarlo e gli insegnanti che
lo hanno visto ne sono rimati favorevolmente colpiti. Poi ci saranno
i laboratori presso le scuole interessate al programma, che avra'
durata annuale e si articolera' con incontri a frequenza settimanale,
animati da conduttori che cureranno le varie tematiche proposte. Il
tema degli incontri va dalla Milano raccontata dai nostri nonni allo
sviluppo della citta' attraverso le cartografie e le immagini, dalla
Milano curiosa a quella che canta e parla in dialetto, dai personaggi
che l’hanno fatta grande alla citta' vista dall’alto. Insomma un
prezioso quadro di quelle che sono le nostre radici . Il valore di
questo strumento deve essere prima di tutto colto dagli operatori
scolastici: l’adesione manifestata mi fa ben sperare nell’attuazione
di un progetto che ritengo importante per la nostra citta' e il suo
futuro».