La prima cosa che è venuta in mente dopo aver assistito sabato sera
al Liberati di Terni all'impresa degli amaranto (vittoria per 2 a 1)
è quella che sarà indispensabile rimanere con i piedi per terra e
non farsi travolgere dall'euforia. In effetti, dopo una prestazione
del genere, il rischio ci potrebbe essere ma c'è da fidarsi delle
parole del mister amaranto che a fine gara ha sottolineato come nei
prossimi giorni lavorerà molto sul lato psicologico. "Ricorderò a
tutti la prestazione di Bari", queste le sue testuali parole in sala
stampa indice di un atteggiamento inteligente da eccellente
allenatore. D'altra parte non sarebbe giusto nemmeno far finta di
niente e minimizzare una prestazione impeccabile da grande squadra.
Un'atteggiamento del genere non lo avevamo mai riscontrato in
trasferta. Per 90 minuti il Livorno ha giocato come se fosse stato
al Picchi tenendo sempre l'iniziativa del gioco a parte qualche
minuto all'inizio del secondo tempo. Tenendo la squadra sempre alta
e mantenendo costantemente il possesso di palla il Livorno ha così
minimizzato al massimo le importanti assenze difensive di Vanigli e
Melara e gli attaccanti umbri spesso sono apparsi isolati e mal
serviti. Solo un innalzamento del ritmo poteva mettere in difficoltà
gli amaranto ma a dettare i tempi dell'incontro sono stati Ruotolo e
Passoni che, con la loro esperienza in mezzo al campo, hanno fatto
girare la palla in maniera perfetta, ora appoggiandosi agli esterni,
Balleri e Doga, ora verticalizzando con l'importante aiuto
dell'eclettico Vigiani verso il tandem d'attacco Protti e Lucarelli,
apparsi in grande forma. I due attaccanti si sono prodigati perfino
in un oscuro lavoro di copertura e quando abbiamo visto più volte il
grande Protti ripiegare in difesa per dare una mano nella fase
difensiva abbiamo capito che per la Ternana ci sarebbe stato poco da
fare. La mentalità del gruppo è apparsa la chiave di volta della
gara, tutti i ragazzi si sono aiutati in modo ammirevole, la squadra
non si è mai allungata ed è rimasta molto compatta. Parlare dei
singoli in giornate come questa è cosa antipatica ma noi crediamo
che non facciamo un torto a nessuno se esaltiamo la prova di un
ragazzo umile e serio che risponde al nome di Luca Vigiani che
unisce come pochi altri centrocampisti di questo torneo quantità e
qualità. I giornalisti di Terni sono rimasti a bocca aperta
nell'assistere alla prestazione dell'ex pistoiese, noi ora mai ci
siamo abituati. Protti ha deliziato la platea con alcune giocate
spettacolari, prima fra tutti la semi rovesciata che a colto di
sorpresa il portiere umbro Brunner. La palla ha sbattuto sul palo e
sulla ribattuta il nazionale under 21 Chiellini si è fatto trovare
pronto realizzando la quarta rete in amaranto. Ammirevole l'impegno
e l'attacamento alla maglia di tutti i ragazzi che sono stati
ringraziati sia dai tifosi che dal presidente Spinelli al termine
della gara. Con il Pescara sabato prossimo non sarà purtroppo la
stessa musica perchè gli abruzzesi adotteranno una ragnatela
difensiva con l'unico intento di non far giocare il Livorno. Servirà
tanta pazienza, massima concentrazione ed umiltà perchè sappiamo
tutti che il Livorno si esprime meglio con le squadre che lo fanno
giocare, un pò meno con le squadre che si rinchiudono e ripartono.
Speriamo che gli sportivi potranno fare la differenza non soltanto
per il numero (ci sarà lo stadio pieno) ma anche per la qualità del
tifo che si dovrà sentire specialmente mei momenti difficili della
partita. Peccato per quelle maledette diffide che privono il tifo
amaranto di una vera organizzazione, si sente che tutto è lasciato
all'improvvisazione. Le ultime notizie in questo senso non sono
favorevoli, in Italia l'unica tifoseria ad essere penalizzata in
maniera così pesante è quella amaranto e ci chiediamo cosa avrebbero
fatto le nostre autorità se avessero dovuto gestire una situazione
simile a quella registrata all'Olimpico alcune settimane fa.
Chiusura dello stadio per due o tre anni? Ha detto bene il
presidente Spinelli: il Livorno dovrà superare tanti trabocchetti
che si presenteranno da qui alla fine del torneo e non si dovrà
fidare di nessuno, proprio di nessuno. Dovrà confidare solo ed
esclusivamente sulla propria forza e non potrà contare su appoggi e
favoritismi di arbitri o squadre apparentemente demotivate. Saranno
undici battaglie da vincere con un grande cuore, quello che non è
mai mancato ai ragazzi di Mazzarri.