Un grande Livorno, battagliero e molto determinato, ha letteralmente
abbattuto, col cuore ma anche e soprattutto con gambe e cervello, la
Fiorentina di Mondonico. La squadra di Mazzarri si è aggiudicata
meritatamente il derby di Toscana superando i viola con un chiaro e
netto 2 a 0. Il Livorno è sceso in campo col classico 3-5-2 ma con
un paio di varianti rispetto alla formazione tipo, oltre a quella
obbligata del portiere Mareggini al posto dell'infortunato Pavarini,
ovvero con Pfertzel invece di Balleri e con Doga come centrale di
centrocampo in sostituzione di Ruotolo. La Fiorentina, da parte sua,
è stata schierata anch'essa con un 3-5-2, benché molto difensivo,
con Bacis a sorpresa in qualità di centrale arretrato accanto a
Delli Carri, entrambi rivelatisi troppo lenti per i ritmi imposti
dal Livorno, e con un Fantini praticamente inesistente che ha
farfalleggiato per tutta la prima frazione di gioco sulla fascia
sinistra. Tanto che in avvio di ripresa, nel tentativo di rimettere
in carreggiata una gara ormai compromessa, Mondonico è stato
costretto a mettere capitan Di Livio al posto di Bacis e Graffiedi
al posto di Fantini. Ex di turno erano appunto Fantini fra i viola e
Mareggini nel Livorno. E veniamo alla cronaca. Gli amaranto iniziano
a spron battuto, dimostrando di avere un'immensa carica agonistica,
e già al 12' vanno vicini al vantaggio con un bolide di Passoni che
da fuori area impegna Cejas costretto a respingere. Non passano
neppure dieci minuti e al 21' i ragazzi di Mazzarri si rendono
ancora pericolosi con Lucarelli che viene anche strattonato in area
di rigore. E' il momento migliore del Livorno. A centrocampo i viola
sono surclassati. I padroni di casa dimostrano piena padronanza del
gioco e stazionano costantemente nella metà campo degli ospiti. Al
25' si registra la prima occasione dei gigliati. E' Riganò che di
testa costringe Mareggini ad un acrobatico intervento con relativa
deviazione in calcio d'angolo. Passano pochi minuti e il Livorno
passa in vantaggio. E' il 30' quando, su preciso assist di Doga
dalla sinistra, Lucarelli stende Cejas anticipando Bacis di forza e
di astuzia. Passano appena tre o quattro minuti il Livorno infligge
il colpo del kappao alla Fiorentina. Il giovane e veloce francese
Pfertzel si apre un varco sul fondo a destra, vede Protti e gli
lancia un pallone forse un po' troppo lungo, ma il campione amaranto
non si scompone, prende il tempo, si coordina e lievita in area
andando a cercare il pallone con i piedi e con una mezza rovesciata
semplicemente fantastica gira in porta una terribile e precisa
veronica che lascia annichilito il povero Cejas. E' il minuto 34'.
Lo stadio esplode. Il Livorno sta inchiavardando il risultato. E
pochi minuti dopo, al 40', Doga ha l'occasione di umiliare i
gigliati ma non la sfrutta. Il suo sinistro calciato da dentro
l'area di rigore è ben parato dal numero uno viola. Al 46' Viali
spara alto una punizione calciata da buona posizione. Nella ripresa,
come detto, Mondonico corre ai ripari. E la Fiorentina migliora.
L'inizio degli ospiti è scoppiettante ma gli amaranto non si
lasciano prendere in castagna. Fontana al 10' non trova impreparato
Mareggini e lo stesso dicasi per Savini che tenta di concludere a
rete al 28' ma inutilmente. La difesa amaranto si dimostra ben
attenta a rimediare alle difficoltà che talvolta subiscono i
centrocampisti. Anche Mareggini è molto bravo ed alla fine dà l'idea
di non correre particolari pericoli. La Fiorentina dopo la mezzora
cala vistosamente. Il Livorno sa disimpegnarsi bene e le sue
ripartenze continuano ad essere molto insidiose. In una di queste,
su tiro cross di Passoni, al 36' Delli Carri è costretto a spazzare
via praticamente sulla linea bianca. Dopodiché non accade più nulla
di veramente rilevante. Il derby di Toscana, che mancava all'Ardenza
da ben 55 anni, va meritatamente al Livorno. All'arbitro Trefoloni
di Siena, che nella ripresa ha dimostrato qualche incertezza, non
resta altro che soffiare nel fischietto il triple suono che consegna
al Livorno una vittoria tanto meritata quanto fondamentale per la
sua corsa verso l'elité del calcio italiano.