Ci si aspettava una reazione dal Livorno dopo la rocambolesca
sconfitta di Trieste e questa c'è stata. Gli amaranto escono dalla
sfida con l'Albinoleffe con un punto pesante e che fa tanto morale.
La squadra, dopo un primo tempo opaco, nella ripresa ha reagito, è
entrata in campo con la voglia di lottare e alla fine è stata
premiata. Nel finale, in inferiorità numerica per l'espuslione di
Grauso al 37', ha lottato con il coltello tra i denti portando a casa
il risultato. Mazzarri conferma la formazione annunciata con Vigiani
al posto di Balleri, che verrà operato oggi a Genova dal professor
Felli (per il suo recupero si parla di 60 giorni), Chiellini sulla
sinistra per l'acciaccato Doga e in avanti Biliotti per Rabito che si
accomoda in panchina. Parte bene il Livorno: al 2' uno-due Grauso-
Lucarelli con il centrocampista che entra in area ma sul tiro si
oppone Acerbis alla grande. Pronta la reazione dei locali con
Carobbio che spara dal limite ma la palla supera la traversa. A
questo punto l'Albinoleffe prende il dominio del gioco. Solo al 30'
gli amaranto riescono a rendersi pericolosi con Lucarelli che,
servito dalla destra da Biliotti, impegna il portiere. Ma si tratta
solo di un fuoco di paglia. L'Albinoleffe riprende a macinare gioco e
al 36' solo un grande intervento di Pavarini nega la gioia del gol a
Possanzini che però si rifà un minuto dopo: cross dalla sinistra di
Gorzegno e l'ex catanese pizzica di testa il pallone che si infila
alla sinistra di Pavarini. Il Livorno ha un sussulto al 39' quando
Melara colpisce a botta sicura di testa ma la palla si stampa sulla
traversa ad Acerbis battuto. La ripresa si apre con il Livorno in
avanti alla ricerca del pareggio. Al 6' cross dalla sinistra di
Chiellini per Protti che colpisce di testa ma la palla va oltre la
traversa. Al 9' gli amaranto ottengono un calcio di rigore per un
fallo netto di Biava in area su Lucarelli: dal dischetto Protti
(nella foto) non sbaglia. Poi Mazzarri perdeva prima Lucarelli per un
infortunio e poi Grauso (al 37') espulso per doppia ammonizione, ma
la squadra reggeva sino alla fine.