Una vittoria ottenuta col cuore. Il Livorno ha liquidato il Piacenza
con un secco 2 a 0 grazie alle reti di due giocatori non abituati al
gol, Vanigli e Ruotolo, ha inoltre fallito un rigore con Protti e
preso un palo con Lucarelli, ma ha sofferto più di quanto il tondo
risultato finale e questi dati tecnici possano dire. Il primo tempo
è corso via senza grossi sussulti, in quasi perfetto equilibrio,
anche se gli amaranto già nella prima frazione di gara avevano avuto
le occasioni migliori ed il predominio territoriale. Però il
Piacenza aveva saputo difendersi bene e creare perfino qualche
pensiero alla difesa amaranto. La svolta della partita si è dunque
avuta nella ripresa. Il Livorno, grazie alla grinta e al cuore, è
salito di tono. Le occasioni da gol si sono fatte più nitide ed alla
fine gli amaranto sono riusciti a passare in vantaggio con capitan
Vanigli. Quello è stato il momento di svolta dell'incontro. Alla
fine, come intuibile da quanto detto, il Livorno ha vinto con pieno
merito, anche se forse il risultato finale punisce perfino troppo un
Piacenza che è sempre stato in partita fino al termine. E questo
aspetto, sia chiaro, va a pieno merito del Livorno, del suo cuore ma
anche del suo cinismo, nonché della capacità tattica e tecnica del
suo mister, Mazzarri, che in mattinata aveva dovuto rinunciare ad
entrambi i laterali di centrocampo, Doga e Vigiani, rimediando
inserendo Fanucci e Chiellini. In conclusione, dunque, la ciambella
è venuta col buco. D'altronde al Livorno, oggi, i tifosi chiedevano
di vincere, mettere la freccia per tornare al quarto posto che
proprio il Piacenza gli aveva preso prima della lunga sosta di
Natale e capodanno, ed alla fine l'obiettivo è stato raggiunto. Ma
andiamo con ordine. La prima azione in qualche modo degna di nota
della gara è stata del Piacenza. Al 25' la difesa amaranto ha
sbagliato il fuorigioco e D'Anna è stato davvero bravo ad
approfittarne e ad entrare in area, ma Pavarini e Fanucci sono stati
ugualmente bravi a fargli sbagliare la conclusione. L'esito è che
l'offensiva del Piacenza è stata vanificata, ma Pavarini ha
rimediato un brutto colpo in virtù del quale a partire dall'avvio
del secondo tempo ha dovuto lasciare il posto a Mareggini che,
ironia della sorte, si è poi fatto male anche lui. Comunque sia, a
parte questa azione dei biancorossi, la partita non ha offerto
granché, se non furore agonistico da entrambi i lati, fino a quando
al 31' del primo tempo Lucarelli ha colpito il palo al termine di
una pregevole azione personale. Il palo di Lucarelli ha infatti
letteralmente scosso l'ambiente. E appena un minuto dopo, al 32', a
rendersi pericoloso è stato Biliotti che ha intercettato un
disimpegno della difesa piacentina ed ha calciato sul primo palo, ma
Orlandoni è stato pronto a coprire il palo. Al 44', poi, è arrivata
l'azione del rigore. A procurarlo è stato Saverino che, con una
magia di tacco, si è liberato di Abbate, è entrato in area, ma
Lucenti nel tentativo di impedirgli di andare diritto in porta lo ha
atterrato senza troppi complimenti. Dal dischetto è andato Protti,
che ha calciato sulla destra, ma Orlandoni è stato ancora una volta
superlativo ad intercettare il tiro del bomber amaranto. A questo
punto, visto che l'arbitro Castellani di Verona ha concesso ben tre
minuti di recupero, era plausibile aspettarsi anche un calo emotivo
del Livorno. Un palo ed un rigore fallito avrebbero sfiancato
chiunque. Invece il Livorno ha continuato a macinare gioco con
ancora maggiore rabbia. E al 47', poco prima dell'intervallo,
Orlandoni ha dovuto compiere un mezzo miracolo su una rovesciata di
Saverino da pochi metri per salvare almeno momentaneamente il
risultato. Nel secondo tempo la squadra amaranto è tornata in campo,
con Mareggini fra i pali, decisa a prendere i tre punti. Gli uomini
di Mazzarri sono decisamente saliti di tono, quelli di cagni sono
anadti spesso in difficoltà e in più di un'occasione Orlandoni è
stato bravo a salvare la propria porta. La rete amaranto è arrivata
al 28'. Capitan Vanigli ha raccolto uno scambio con Lucarelli in
area ed ha beffato Orlandoni. Lo stadio è letteralmente esploso. Al
31' è stato Mareggini a rimanere infortunato. Anche in questo caso
il colpo è stato rimediato in una mischia in area. Con tutto ciò
l'ex portiere della Fiorentina, che il Livorno ha prelevato dalla
Ternana per coprire le spalle a Pavarini, ha stretto i denti ed ha
voluto terminare la gara. Dal 40', poi, è partito il forcing del
Piacenza. Molto gioco, molto fumo, ma poco arrosto. L'arbitro ha
concesso addirittura sette minuti di recupero. Ma la pressione del
Piacenza non è mai stata irresistibile. Ed al 50', grazie a un
perfetto contropiede condotto da Rabito che è fuggito sulla sinistra
e dal fondo ha messo al centro per l'accorrente Ruotolo, il Livorno
ha potuto raddoppiare proprio grazie all'ex capitano del Genoa, che
a Livorno pare aver trovato una seconda giovinezza, che senza troppe
difficoltà ha fatto letteralmente secco Orlandoni. A quel punto
sulla partita è davvero calato il sipario. Ai ragazzi in maglia
amaranto non è rimasto altro che andare a raccogliere gli applausi
dei tifosi lanciandosi in tuffo sul prato dell'Ardenza sotto la
curva nord. Il giusto riconoscimento per una squadra che, nonostante
un buon Piacenza, ha espresso sempre una indiscutibile supremazia
territoriale ed una buona dose di opportunismo.