Un 1 a 1 che ancora una volta lascia l'amaro in bocca alla squadra
amaranto. E' il terzo consecutivo. Ma precisiamo subito che non ci
sono i sintomi dell'anno passato. Allora dopo il mercato autunnale
il Livorno si presentava in campo nel girone di ritorno con l'unico
obiettivo di muovere la classifica per raggiungere il più
velocemente possibile la quota salvezza. Era una squadra piatta,
senza idee e senza troppa cattiveria agostinistica. Oggi nonostante
i risultati siano i medesimi siamo alle prese con una squadra che
crea numerose palle gol, vivace, aggressiva, a volte poco lucida ma
sicuramente in grado di interpretare le gare con quel animus
pugnandi che tanto piace ai tifosi amaranto. Sono fiducioso che
questa squadra possa lottare fino all'ultima giornata per la
promozione a patto che l'allenatore riesca ad isolare i suoi ragazzi
dalle pressioni che arrivano dall'ambiente e li faccia giocare con
quella tranquillità psicologica che obiettivamente oggi manca. Il
valore del mister sarà messo alla prova nei prossimi incontri e il
suo lavoro dovrà essere principalmente a livello psicologico. C'è da
sbloccare una situazione fattasi difficile perchè nonostante il
Livorno produca un buon gioco e fornisca prestazioni soddisfacenti
anche dal punto di vista del cuore messo in ogni angolo del campo,
la vittoria non arriva. Con la Triestina mai la squadra aveva
collezionato così tante palle goal. La pressione è stata costante e
tambureggiante e la squadra di mister Tesser che domenica scorsa
aveva fornito un'ottima prestazione a Salerno,è stata costretta a
difendersi ad oltranza nella propria area di rigore proprio per
merito degli amaranto. Le note negative sono da ricercarsi in alcuni
errori clamorosi che hanno pesato in maniera evidente sul risultato
finale e faccio riferimento al rigore fallito dal grande Igor Protti
e dal tiro calciato in malo modo addosso al portiere alabardato
Campagnolo nel primo tempo da parte del centravanti Lucarelli. A
volte per la voglia di strafare si commettono errori ingenui frutto
a mio avviso di quella pressione psicologica a cui facevo
riferimento prima e che sta attanagliando la squadra. Agli errori di
precipitazione puntualmente si è aggiunto l'errore tecnico del
signor Tagliavento di Terni che incredibilmente non vedeva un netto
fallo di mano dell'attaccante Godeas che consentiva al compagno di
squadra Moscardelli di far passare immeritatamente in vantaggio la
Triestina. Il Livorno non vuole certo favoritismi ma semplicemente
quello che gli spetta, ogni domenica siamo ad imprecare con
decisioni arbitrali incredibili, impossibile andare avanti così. Il
vento dovrà girare per forza, chi mostra un gioco apprezzabile alla
lunga dovrà essere premiato. Diciotto partite sono tantissime, ogni
domenica ci saranno due o tre scontri diretti nella zona alta della
classifica che coinvolge ora più di dieci squadre.Ne vedremo delle
belle. Il modulo tattico proposto dal mister Mazzarri è da
riproporre con continuità e sarà importante il rientro di Claudio
Grauso fra un paio di settimane. Un appunto al mister lo possiamo
fare sui cambi effettuati che non hanno inciso positivamente sullo
svogimento della gara. Perchè Gambadori è stato tenuto in panchina
quando serviva dinamismo e freschezza a centrocampo specialmente sul
finale della gara? Il cambio più logico che ci aspettavamo era
l'ingresso dell'ex pavese al posto di Balleri con il conseguente
spostamento a destra dell'ottimo Vigiani. Anche l'ultimo cambio di
Danilevicius al posto dello stesso Vigiani a mio avviso ha creato
uno scompenso pericoloso nel settore di centrocampo dove già si
sentiva l'assenza di un incontrista. A volte per conseguire un
successo serve un centrocampista in più e non riempirsi di
attaccanti (basta dire che il deludente Rabito negli ultimi minuti è
stato costretto a fare il terzino destro). Comunque al di là di
tutto a preoccuparci di più in questo momento è la mancanza di unità
d'intenti tra squadra, società e pubblico. Ci sembra che con uno
Spinelli, deluso e amareggiato per mille motivi, che ha abbondonato
la squadra e che sembra sul punto di vendere la società (serve
chiarezza da parte sua in questo senso) e con un una tifoseria
distaccata e freddina per i motivi che ormai tutti conoscono (una
novità è rappresentata dalla costituzione del comitato per i
diffidati che però non dovrebbe essere in grado di sbloccare la
situazione in tempi brevi) tutta la responsabilità sta cadendo sulle
spalle dei giocatori e dell'allenatore. La cosa ci preoccupa non
poco. Peccato, perchè vedere giocare il Livorno con questo cuore e
costatare che l'ambiente e la società non siano presente ci fa molta
rabbia. I club amaranto dovrebbero organizzare trasferte in massa a
prezzi modici magari avvalendosi di sponsor, un pò come succedeva a
Pisa ai tempi di Anconetani. Serve programmazione, muoversi con mesi
di anticipo e non aspettare che ci siano richieste per andare a
Salerno o a Catania. Bisogna tutti stare vicino alla squadra in
questo momento decisivo per il campionato con organizzazione e
programmazione degni di una grande società che vuole puntare a
grandi traguardi.
Anche l'Atalanta, dopo il Palermo, entra in crisi pur mantenendo la
testa della classifica. I ragazzi di Mandolini hanno perso tra le
mura amiche con il Piacenza con lo stesso punteggio di sette giorni
fa: uno a zero con gol di Beghetto. Con questo pareggio, i
bergamaschi si fanno agganciare dalla Ternana che ha sprecato la
grande occasione del sorpasso pareggiando in casa con l'Albinoleffe.
Il Piacenza invece, grazie al successo di Bergamo, si porta al terzo
posto in compagnia proprio del Palermo che non è riuscito a vincere
la propria gara. Guidolin ha esordito davanti ai propri sostenitori
con un deludente uno ad uno con il fanalino di coda Avellino al
quarto risultato utile consecutivo. Torna in zona promozione il
Cagliari che si imposto in casa del Pescara per uno a zero. La
squadra di Reja scavalca il Livorno e aggancia il sesto posto il
Messina sconfitto dal Napoli di Simoniache torna alla vittoria dopo
otto turni. Scivola al settimo posto il Livorno di Spinelli fermato
in casa dal Genoa con il risultato di uno ad uno con gol del solito
Protti e pareggio di Caccia. Per al cronaca, agli uomini di Mazzarri
non sono bastati dieci calci d'angolo per aggiudicarsi l'intera
posta in palio. Sempre più lontana dal sogno serie A la Fiorentina
che ha perso in casa della Triestina . Questa sconfitta è costato
l'esonero di Cavasin. Al suo posto siederà Mondonico. Pareggi a reti
bianche ma emozionanti Ad Ascoli e a Catania. I bianconeri
pareggiano in casa con la Salernitana nonostante la superiorità
numerica ( espulsi Bombardini al 45' e Longo all'80') . I grananta
allungano la propria serie positiva e si portano a quattro punti
dallo spareggio per la massima divisione. A Catania, il Como di
Fascetti portano a casa un punto importante per la propria
classifica. Vittoria importante nel derby veneto per il Vicenza che
batte il Venezia e vede la convocazione di un suo giocatore,
Margotta, in nazionale: non italiana ma venezuelana. Venerdì sera
nell'altro derby veneto tra il Treviso ed il Verona , gli scaligeri
hanno avuto la meglio aggiudicandosi l'incontro. Momenti di panico
si sono avuti quando un tifoso del Treviso ha fatto esplodere un
petardo a pochi centimetri da Gilet. Nulla di molto preoccupante per
il portiere biancazzurro e sei mesi di reclusione per il tifoso
consegnato alle autorità dagli stessi tifosi trevigiani, quelli
veri, quelli che amano la propria squadra. Nel posticipo di lunedì
invece il Torino si aggiudica l'intera posta in palio battendo in
casa il Bari di mister Pillon per tre a due.
Il vento di libeccio ha condizionato non poco l'incontro Livorno-
Genoa. Una partita fondamentale sia per gli amaranto che avevano
sete di rivincita dopo l'immeritata sconfitta di Messina sia per i
rossoblu che dovevano dare un segnale di riscossa dopo gli ultimi
risultati negativi che avevano portato la squadra di mister De Canio
al penultimo posto. L'incontro non è stato spettacolare in gran
parte a causa del vento che impediva al Livorno di manovrare con una
certa fluidità e linearità e molte traiettorie della palla
risultavano falsate. Gli amaranto hanno provato a sopperire con
tanta grinta e volontà cercando la vittoria fino all'ultimo minuto
mentre il Genoa nel secondo tempo pur in favore di vento si è
limitato a difendersi accontentandosi del pareggio. Questa è stata
una partita che poteva essere decisa solo da episodi occasionali e
così è stato. Il rigore siglato con grande freddezza da Igor Protti
e lo svarione difensivo di Vanigli che ha consentito all'attaccante
genoano Caccia di siglare la rete del pareggio.Gli effetti deleteri
dell'arbitraggio del signor Racalbuto a Messina (incredibile
l'errore dei designatori Bergamo e Pairetto la scorsa settimana)
come era nelle previsioni si sono riversati anche nell'incontro con
il Genoa poichè le assenze di Chiellini e Ruotolo (espulsi
ingiustamente in terra siciliana) si sono fatte sentire e non poco.
Doga e il nuovo acquisto Passoni che hanno sostituito gli
squalificati hanno offerto una prova senza infamia e senza lode, di
sicuro non hanno dato brillantezza alla manovra anche se le scusanti
da parte loro non mancano. La barriera a centrocampo del Genoa non
ha consentito al Livorno di servire in maniera adeguata le punte e
spesso da parte labronica si è ricorso a delle inutili palle alte
che non producevano mai pericoli per la difesa avversaria. Le
sostituzioni sono state troppo prevedibili e da mister Mazzarri ci
saremmo aspettati maggiore fantasia nei cambi. Non mi ha convinto la
sostituzione di Rabito con Biliotti (l'ex sampdoriano era l'unico
con Igor Protti a poter inventare qualche guizzo vincente),a mio
avviso Vigiani che dopo l'ottima prestazione a Messina meritava il
posto di titolare è subentrato in maniera tardiva a Balleri, come
tardivo è apparso l'ingresso del giovane Gambadori che avrebbe
potuto dare un pò più di sprint ad un reparto ( il centrocampo)
apparso monocorde e stanco. Comunque al di là di questi rilievi è
piaciuto lo spirito e la determinazione del Livorno che non si è
dato mai per vinto e sicuramente questa squadra , quando
rientreranno gli squalificati e gli infortunati, potrà trovare nuova
linfa ed energia per lottare fino alla fine per la promozione, un
traguardo sicuramente alla sua portata. Peccato per il mancato
apporto del tifo perchè questa squadra con l'aiuto delle Brigate
Autonome Livornesi avrebbe oggi qualche punto in più in classifica.
Nei momenti difficili della gara si sentivano solo i tifosi del
Genoa che erano presenti in maniera numerosa a Livorno nonostante il
penultimo posto in classifica. Speriamo che parte delle diffide
possano essere riviste e che la curva torni a trascinare la squadra
come nel girone di andata. Inoltre troppe critiche gratuite e
ingiustificate giungevano alla fine della gara dai tifosi livornesi
alla propria squadra. A tutti piacerebbe vincere alla fine del primo
tempo 3-0 dando spettacolo ma da qui in avanti vedremo partite dal
tatticismo esasperato, caratterizzate da un grande agonismo dove gli
episodi e un pizzico di fortuna saranno determinanti. Il pareggio
del Palermo con L'Avellino in casa, la sconfitta del Messina a
Napoli, il pareggio dell'Albinoleffe a Terni, la seconda sconfitta
casalinga dell'Atalanta (siamo sicuri che la squadra di Mandorlini
andrà in serie A?), lo stesso pareggio del Livorno dimostrano che
ogni partita sarà una battaglia, uno spareggio da vincere con il
contributo di tutti, a partire dai tifosi che si devono stringere
intorno alla squadra in questo momento decisivo per le sorti del
campionato. E' stata importante la manifestazione di affetto
risevata al presidente Spinelli all'inizio della partita perchè è
grazie a questa società che il Livorno ha riacquistato credibilità e
prestigio e viene considerata una società modello dove gli stipendi
vengono puntualmente pagati. Società costruite con budget
stratosferici a cominciare dal Genoa di Preziosi stanno lottando per
la retrocessione, la Fiorentina del patron Della Valle dopo la
rivoluzione di gennaio sta stentando ugualmente. Questi sono fatti
che si commentano da soli. RIcordiamo che vista la drammatica
situazione in cui versa il Parma ed altre società nella massima
serie anche un sesto posto potrebbe significare promozione. Serve da
parte di tutti gli sportivi livornesi molta tranquillità e la
consapevolezza di assistere ad un grande campionato con la la
propria squadra in grado di recitare un ruolo di protagonista in
serie B fino all'ultima giornata, impossibile ed ingeneroso a mio
avviso pretendere di più.
Scontri tra tifosi prima dell'inizio della partita Livorno-Genoa
all'esterno dello dello stadio Armando Picchi. Un gruppo di
sostenitori dei rossoblu' liguri e' riuscito a deludere la
sorveglianza delle forze dell'ordine e, armati di bastoni e cinghie,
e' riuscito ad entrare in contatto con alcuni tifosi livornesi. Per
alcuni minuti si e' scatenato il parapiglia, poi la polizia e'
riuscita a dividere le due tifoserie e a riportare la calma
Il Genoa conquista un buon pareggio all'Armando Picchi contro il
Livorno (1-1). L'inizio di partita vede i padroni di casa subito
all'attacco: già nei primi minuti gli uomini di Mazzarri si fanno
vedere spesso dalle parti di Scarpi. Il gol non tarda ad arrivare:
al 9' Protti realizza un calcio di rigore assegnato per atterramento
in area di Danilevicius. Il gol sembra accendere ancora di più
l'attacco amaranto che insidia la difesa genoana senza però riuscire
a raddoppiare. Al 31' i rossoblù agguantano il pareggio. Caccia
raccoglie un pallone lasciato in area da Vanigli e Fanucci e batte
Pavarini.
La ripresa vede ancora il Livorno in attacco: nei primi tre minuti
sfiora il raddoppio con tre tiri consecutivi di Protti, Danilevicius
e Balleri. Ma da questo punto il forcing labronico perde di
intensità e neppure l'espulsione di Zè Elias all'83 modifica il
risultato. Il Genoa, nonostante il risultato positivo, resta in
piena zona retrocessione mentre il Livorno manca un'occasione per
riavvicinarsi al treno promozione.
La seconda partita del girone di ritorno delle serie cadetta è stata
caratterizzata dalla prima sconfitta dell'Atalanta e dalla prima
vittoria dell'Avellino. La venticinquesima giornata di serie B è
stata ricca di sorprese e record infranti. I bergamaschi si fanno
superare dagli uomini di Gregucci con uno splendido gol dell'ex
dorico Poggi. Il Venezia, oltre alla soddisfazione di aver battuto
la capolista, conquistano tre punti fondamentali per la permanenza
in B guadagnando il quint'ultimo posto. L'Atalanta perde
l'imbattibilità ma non la testa della classifica anche perché la
diretta inseguitrice, la Ternana, ha perso a Verona con il risultato
di tre a due rimanendo però sempre ad un punto dei nerazzurri. La
Ternana ha rischiato l'aggancio del Palermo atteso nel posticipo a
Piacenza dove il match si è chiuso sul due a due. Gli uomini di
Cagni, in caso di vittoria, avrebbero scavalcato proprio i rosanero
portandosi al terzo posto. Venerdì scorso il venticinquesimo turno
si era aperto con la vittoria del Messina sul Livorno che si è fatto
raggiungere dal Cagliari che, in casa ha battuto il Catania per due
ad uno. Gli uomini di Mazzarri hanno perso grazie alla catastrofica
conduzione arbitrare del palermitano Racalbuto iscritto alla sezione
arbitrale di Gallarate. Perdono anche le più blasonate della serie B
dal passato glorioso Torino e Napoli. Il Toro ha perso in casa della
sorprendente Salernitana, che ha anche scavalcato i granata
portandosi a soli due punti dalle seste e dalla zona promozione. Il
Torino rimane a quota trentaquattro insieme a Catania e Treviso
entrambe sconfitte. IL Napoli invece cade a Como sotto i colpi del
nuovo arrivato Carparelli . Due a zero il risultato finale e i
partenopei scivolano al quart'ultimo posto. L'altra sorpresa della
giornata è la prima vittoria – sul campo- dell'Avellino di Zeman che
supera la Triestina per uno a zero. In coda importante vittoria per
il Bari che supera il Vicenza per due ad uno. L'Ascoli, dopo aver
dominato l'intero incontro contro il Genoa, riesce a portare solo un
punto a casa. Un plauso va al brujo Ammazzalorso che ha saputo
amalgamare, in pochissimi giorni , tutti i nuovi uomini che il
patron Benigni ha messo a sua disposizione. L'Albinoleffe batte il
Treviso facendo tre passi in avanti verso la salvezza. Tornano i
fischi al Franchi dove la Fiorentina non va oltre il pareggio contro
il modesto Pescara che ha messo più di una volta il seria difficoltà
la retroguardia viola. In poche parole due punti persi per gli
adriatici.
Allo stadio `Giovanni Celeste' di Messina, è andata in scena una
sfida tre due pretendenti alla Serie A: ovvero Messina-Livorno,
valido per l'anticipo della 25.a giornata. La gara parte
sostanzialmente con le due squadre che si studiano senza spingere
più di tanto. Al 10' è il Messina che si fa vedere con un tiro
(velleitario) di Parisi. Risponde subito il Livorno di coach Walter
Mazzarri con la deviazione di Chiellini, che impegna severamente
Storari. Il brivido per la porta amaranto arriva invece da Sullo, il
cui bolide da quaranta metri termina di pochissimo oltre la
trasversale difesa da Pavarini.
Gli uomini di Bortolo Mutti spingono e cercano palesemente il gol.
In questo senso, la combinazione Vanigli-Di Napoli-Zaniolo è da
applausi conclusione a parte, con il n. 11 messinese che si mangia
le mani. Poi, ancora dominio territoriale dei giallorossi, ma nulla
di più. Musica diversa nella seconda frazione che si apre con la
fiammata al 49' della rete del livornese Tomas Danilevicius, abile a
sfruttare un traversone dalla destra e a battere Storari: 0-1 e per
il Livorno, ma appena tre minuti dopo, il vantaggio ospite crolla
sugli sviluppi di una mischia in area toscana, allorché Luigi
Lavecchia lascia partire un fendente che supera Patarini. Passa
qualche minuto e l'azione-carambola messinese griffata Parise,
termina con la clamorosa traversa di Di Napoli al 57'. Al 63' il
cartellino rosso sventolato dal Salvatore Racalbuto di Gallarate a
Chiellini (espulso per doppia ammonizione) compromette il match per
il team ospite. La gara è tutt'altro che noiosa: su entrambi i
fronti, le due compagini cercheranno di aggiudicarsi l'intera posta
in palio. Sino all'87', con la rete strepitosa di Carmine Coppola,
che decide l'incontro, grazie ad una bomba dal limite dell'area. Da
registrare come il Livorno abbia terminato il match in nove uomini
in seguito all'espulsione di Ruotolo che ha perde la testa, colpendo
Zaniolo a tempo orami scaduto.
Il Livorno ha tesserato il centrocampista Dario Passoni che ha
siglato con la societa' amaranto un contratto biennale.
Il giocatore, che ha militato nella scorsa stagione nell'Uralan
(serie A russa) e con un lungo passato nel Chievo, era svincolato.
Ora gli amaranto stanno cercando un attaccante. Nel mirino ci
sarebbe il giovane Salgado del Brescia.
'Il presidente Ciampi aveva elogiato Protti, che oggi ha confermato
il suo valore', ha detto soddisfatto il presidente del Livorno,
Spinelli. 'Bisogna tornare a vincere, perche' da tre settimane la
situazione e' grama', aveva detto a Spinelli il Capo dello Stato e
gli amaranto lo hanno accontentato, battendo 3-0 l'Albinoleffe.
Cosi' il patron e' andato a complimentarsi con la sua squadra e a
ricordare le parole dell'illustre tifoso.
Brutta sconfitta per l'Albinoleffe all'"Armando Picchi" contro il
Livorno (3-0). Grazie alla vittoria i ragazzi di Mazzarri guadagnano
una posizione in classifica raggiungendo così il quinto posto, che
ad oggi significherebbe promozione in serie A. Già dai primi minuti
gli orobici sono costretti sulla difensiva: Ciaramitaro sfiora il
palo con un colpo di testa e Protti in rovesciata mette di poco alto
sulla traversa. Il gol arriva poco dopo: Protti realizza al 16' un
calcio di rigore concesso per atterramento di Lucarelli da parte di
Teani.
Nella ripresa è sempre il Livorno a dominare: Danilevicius colpisce
con un gran destro la traversa, e Protti sfiora nuovemente il gol.
Al 55' brivido in area amaranto: Pavarini liscia un retropassaggio
di Ciaramitaro e Possanzini per poco con non ne approfitta. Al 74'
Biava viene espulso per doppia ammonizione e la pressione dei
padroni di casa cresce. Al 81' è ancora Protti ad andare in rete con
un colpo di testa. Il terzo gol arriva nel primo minuto di recupero
con Rabito (91'). Tra le fila dall'Albinoleffe è stato espulso Biava
per doppia ammonizione al 74'.
Il presidente dichiara il suo tifo
Finora il presidente Ciampi era sempre stato restio a dichiarare la
sua fede calcistica. Non più: "Sono profondamente livornese. Anche
se ho lasciato la città nel 1951, sono rimasto molto attaccato.
Seguo tutto quello che succede, anche le partite di calcio". Il
presidente dichiara apertamente il suo tifo, poi precisa che si
augura che arrivino in serie A sia la squadra del Livorno sia la
Fiorentina. "Cosa volete - prosegue - io sono fatto così".
Il Presidente della Repubblica ha quindi finalmente esternato la sua
fede calcistica, che più che livornese si dovrebbe definire toscana,
visto che non tifa solo Livorno, ma anche Fiorentina. Ciampi lancia
anche un appello dalla squadra di Mazzarri: "Domenica, perlomeno,
vincete - incita Ciampi - sono già tre le giornate di magra... se
non altro, poi, rischiate di farvi superare dalla Fiorentina...".
Anche se, ripete, spera di vederle tutte e due in Serie A. Del
resto, si giustifica Ciampi davanti ai livornesi, "appena siamo
fuori dalla Toscana, quando si parla di Firenze io mi inorgoglisco.
Perché è questo lo spirito di noi toscani: il nostro campanilismo è
bello perché è sentito, sanguigno, passionale". Quindi, la
confessione: "Poi, dovete sapere che io sono addirittura un
miscuglio. Dico sempre che sono il peggio della Toscana: di padre
livornese, di madre pisana e di nonna lucchese...".
In attesa del rinforzo doc, che potrebbe essere Roberto Guana del
Brescia nonostante le smentite, il Livorno ha oggi effettuato
un'operazione di mercato. Dopo l'arrivo del laterale Alessandro
Evangelisti, 23 anni, prelevato a titolo definitivo dal Boca San
Lazzaro, serie D girone D, che domenica scorsa nella partita persa
in casa col Vicenza è andato in panchina, ma che pare comunque
destinato ad essere ceduto in prestito a qualche squadra di serie C1
o C2, è stato infatti acquistato dal Pavia, squadra di serie C1
girone A, un promettente e valido centrocampista. Si tratta di
Alessandro Gambadori, 23 anni pure lui, che il club del presidente
Aldo Spinelli ha prelevato in comproprietà cedendo alla società
lombarda il centrocampista Charles Ferretti a titolo definitivo ed
aggiungendo un conguaglio che dovrebbe aggirarsi attorno ai 100 mila
euro. Il Livorno, secondo fonti bene informate, dovrebbe continuare
a pagare, almeno in parte, l'ingaggio di Ferretti.
Prima sconfitta casalinga del Livorno ad opera di un non
trascendentale Vicenza che ha fatto suo l'incontro grazie anche ad
un pizzico di fortuna e ad una direzione di gara che è poco definire
deludente. Il Livorno si è presentato con il solito modulo degli
ultimi incontri, ovvero il 3-4-1-2, mentre il Vicenza di Beppe
Iachini rispondeva con il classico 4-4-2. L'approccio mentale
all'incontro è stato ottimo da parte della squadra amaranto che ha
cercato di pressare l'avversario dai primi minuti. Bisogna però
subito riconoscere che le caratteristiche del centrocampista
livornese Maurizio Ciaramitaro differiscono da quelle
dell'infortunato Claudio Grauso più propenso al pressing asfissiante
sull'avversario e quindi in grado di recuperare più palloni nel
settore nevralgico del campo. E difatti sia prima che dopo il gol
dei veneti, scaturito da un rinvio sfortunato in area di rigore, il
Vicenza poteva imbastire ripartenze troppo prolungate ed era pronto
a difendersi anche con otto uomini in area quando ad avere la palla
erano gli amaranto. Il presidente Aldo Spinelli si sarà reso conto
sicuramente che oltre ad un uomo d'ordine davanti alla difesa in
grado di fare respirare Gennarino Ruotolo, in apnea nel secondo
tempo, serve un vero sostituto di Grauso. Purtroppo all'infortunio
difensivo che ha portato in vantaggio il Vicenza si è aggiunta la
grave ingenuità che ha commesso l'esterno destro Luca Vigiani che si
è fatto espellere nel momento in cui stava disputando una bella
partita. Solo un grande Livorno con l'ardore agonistico che lo
contraddistingue nei momenti difficili poteva riportare in parità un
incontro che alla fine del primo tempo si era reso difficile come
una scalata sull'Everest. E il fatto che ci sia riuscito con una
veemente reazione all'inizio della ripresa coronata da una prodezza
del grande attaccante Igor Protti, che risponde con i gol alle
critiche, dimostra che il Livorno ha un grande cuore oltre ad avere
bravi giocatori. Poi sul finale di gara la squadra amaranto aveva
speso troppo e mister Walter Mazzarri non aveva i cambi per riparare
ad una situazione fattasi difficilissima. Il Vicenza riprendeva in
mano l'incontro (il centrocampo amaranto era letteralmente sparito)
e si portava in vantaggio immeritatamente anche perché nell'analisi
della partita non bisogna dimenticare di rilevare che il signor
Nicola Romeo da Verona aveva contribuito ad innervosire i livornesi
(e l'espulsione di Vigiani lo sta a dimostrare) negando due evidenti
rigori nel primo tempo al Livorno. E' una amara sconfitta quella
patita dalla squadra toscana ma che deve essere digerita da tutto
l'ambiente con il giusto equilibrio. Ci sono dei ritocchi da fare e
ormai di questo tutti ne sono convinti, ci sono delle ingenuità che
non possono essere commesse se si vuole puntare alla promozione ma
c'è anche la consapevolezza che i ragazzi di Mazzarri, se sentiranno
l'appoggio di tutto l'ambiente in questo momento non facile,
sapranno recitare un ruolo di protagonisti fino alla fine del torneo
perché sono un grande gruppo che non si da mai per vinto anche
quando tutto gli gira contro come con il Vicenza. Sarà determinante
l'aiuto del pubblico e dei veri tifosi. Peccato che le Bal, le
brigate autonome livornesi, siano in una sorta di scioglimento per
le polemiche sulle numerose diffide e che il tifo senza una vera
organizzazione proceda a strappi e risulti alla fine meno
determinante. Il presidente Spinelli ha promesso di intercedere
presso le autorità a favore di questi ragazzi, speriamo lo faccia al
più presto. Sarà l'equilibrio di tutto l'ambiente la ricetta
decisiva per rimanere nelle alte sfere della classifica. Il
disfattismo che aleggiava sulle gradinate dello stadio intitolato ad
Armando Picchi al termine della gara porterà solo a conseguenze
negative. Ventitre battaglie perché il Livorno possa coronare un
sogno, ma per raggiungerlo serve il contributo di tutti!
Il più brutto Livorno visto finora fra le mura amiche esce sconfitto
da un Vicenza ordinato che, pur senza fare cose trascendentali,
trova la vittoria quando ormai la partita sembrava avviarsi verso un
pareggio sostanzialmente giusto. Gli amaranto, già in formazione
d'emergenza a causa degli infortuni di Grauso, Vanigli e Biliotti e
della squalifica di Cannarsa, sono andati in svantaggio nei primi
minuti di gioco quando una corta respinta di Melara è stata raccolta
dal limite dell'area da Tamburini che ha insaccato senza difficoltà.
Il Livorno prova a reagire ma il Vicenza chiude tutti gli spazi e
gli amaranto riescono a farsi vedere dalle parti di Avramov solo al
22' con un colpo di testa di Lucarelli parato senza difficoltà
dall'estremo difensore biancorosso. Al 26' primo episodio dubbio in
area vicentina, Lucarelli viene vistosamente trattenuto mentre sta
per colpire di testa ma per l'arbitro Romeo è tutto regolare. Due
minuti dopo un calcio di punizione di Saverino diretto in porta
viene fortunosamente deviato di testa da un difensore. Al 34' il
Livorno reclama ancora un rigore. Duettano Lucarelli e Protti e
quest'ultimo lascia partire un tiro che viene intercettato con la
mano da Faisca. Fallo evidentissimo che solo Romeo, in giornata no,
riesce a considerare involontario. Al 39' poi Vigiani nel tentativo
di liberarsi di Moscardi, commette un fallo ritenuto così grave dal
direttore di gara da meritare il cartellino rosso. La ripresa inizia
subito bene per gli amaranto. Dopo otto minuti infatti una bella
combinazione Doga, Lucarelli, Protti mette in condizione il numero
10 amaranto di realizzare il gol del pari con un preciso tiro a fil
di palo, l'ennesimo gol capolavoro del bomber del Livorno. E' il
momento migliore del Livorno e dopo appena un minuto gli amaranto
rischiano addirittura di raddoppiare con una azione analoga alla
precedente ma questa volta Protti viene bloccato dai difensori
biancorossi. Ancora un paio di occasioni per gli amaranto poi la
partita cala di intensità ed anche il Vicenza sembra accontentarsi
nonostante la superiorità numerica. Poi, a cinque minuti dal
termine, Pavarini respinge un insidioso calcio d'angolo, la palla
finisce al limite dell'area dove trova Moscardi che, al volo,
spedisce in fondo al sacco regalando una insperata vittoria alla
squadra di Iachini.
E' quasi del tutto sfumata la possibilità di ingaggiare Roberto
Guana, 23 anni, estroso centrocampista del Brescia che Roby Baggio
ha indicato come uno dei suoi possibili successori. La trattativa,
che era data per certa, pare destinata a saltare per volontà dello
stesso giocatore che preferisce non lasciare la serie A, anche se
non è granché impiegato da mister Gianni De Biasi, e giocarsi le sue
carte con le rondinelle del patron Luigi Corioni. Alla base del
mancato passaggio in amaranto, dunque, non c'è un disaccordo fra i
due club, ma una precisa scelta del giovane jolly di centrocampo. Il
Livorno ha comunque subito individuato la probabile alternativa. Si
tratta di Giampiero Maini, 32 anni, centrocampista in forza
all'Ancona ma attualmente non impiegato dal tecnico Nedo Sonetti.
Maini ha un'importante carriera alle spalle, ha giocato in serie A,
fra le sue ex squadre spiccano Milan, Parma e Bologna, anche se il
suo nome è indissolubilmente legato al Vicenza, squadra con cui è
salito alla ribalta sette od otto anni fa raggiungendo anche la
nazionale chiamato da Cesare Maldini, ed è reduce dal vittorioso
campionato di serie B con l'Ancona. Ha certamente tanta esperienza
sulle spalle ed ha vinto molto, ma attualmente è anche fuori squadra
in una compagine che pare davvero in caduta libera verso la
cadetteria. La trattativa sembra comunque assai avviata. Intanto da
qualche giorno, a Livorno, circola anche il nome di Giorgio Gorgone,
centrocampista pure lui, 28 anni, che di recente ha rescisso il
contratto che lo legava al Cagliari. Si tratta di un buon elemento,
uno con molta esperienza in serie B, però non gioca da tempo. Il
Livorno ha invece bisogno di calciatori con alle spalle una
preparazione adeguata e già in grado di scendere subito in quanto,
dopo la sfortunata trasferta di Palermo, c'è anche da sostituire
Claudio Grauso. Sulle tracce di Gorgone ci sono anche il Bari e
l'Ascoli. Ed in effetti fa piacere che anche altre società di B lo
stiano cercando. Infine, due parole su Bruno Lazaroni, 23 anni,
figlio di Sebastiao Lazaroni, ex tecnico del Brasile ed allenatore
della Fiorentina, in prova al Livorno in questi giorni. Lazaroni ha
giocato l'ultimo campionato col Vasco da Gama. Il Livorno sarebbe
disposto a tesserarlo solo a partire dalla prossima stagione in
quanto, possessore del solo passaporto brasiliano nonostante
l'origine italiana, è da considerarsi un extracomunitario.
Benvenuta Clarissa;)!!
--- In claudio_grauso@yahoogroups.com, clarissa corradi
<clarissacorradi@y...> ha scritto:
> ok, posso iniziare a mandare messaggi agli altri membri del gruppo.
>
>
>
> ---------------------------------
> Yahoo! Mail: 6MB di spazio gratuito, 30MB per i tuoi allegati,
l'antivirus, il filtro Anti-spam
Niente operazione per il ginocchio(lo stesso della fine dello scorso
campionato)di Claudio Grauso.Deve stare però fermo 1 mese per
problemi ai legamenti.
Una trasmissione quasi del tutto dedicata alle prospettive del
Livorno ed alla campagna acquisti di gennaio. Di questo si occuperà
la trasmissione "Si fa per dire" condotta dal giornalista Alessandro
Guerrieri in onda questa sera a partire dalle ore 20,30 e fino alle
22, a reti unificate, su Telecentro 1 e Telecentro 2. Due possibili
acquisti della società amaranto, sui quali lo staff redazionale di
Telecentro mantiene il riserbo, interverranno telefonicamente in
trasmissione. Viste le voci che si rincorrono in questi giorni, uno
di questi potrebbe essere il centrocampista Roberto Guana, 23 anni,
che il sodalizio amaranto sta trattando col Brescia. Fra gli ospiti
ci saranno anche il giornalista Marco Ceccarini, corrispondente di
Datasport e nostro collaboratore, nonché ideatore e direttore del
portale giornalistico Amaranta, il webmaster Raimondo Bongini del
sito Sofferenzamaranto e la tifosa Silvia Fornaciari in
rappresentanza degli sportivi livornesi. I quali, se vogliono,
potranno intervenire in trasmissione inviando Sms, che la co-
conduttrice Carmen Petrucci leggerà in trasmissione, al numero di
cellulare 333/1353135 oppure inviare e-mail all'indirizzo di posta
elettronica telerc@.... Ospiti fissi della trasmissione sono gli
opinionisti Massimo De Martino e Riccardo Bartoli, il tecnico
professionista Ferdinando Rossi ed il giornalista Fabrizio Del
Signore.
Il Livorno cade secondo pronostico a Palermo ma il risultato finale,
4 a 1 per i padroni di casa, non rispecchia i reali valori espressi
sul rettangolo di gioco. Infatti ad un primo tempo abulico e troppo
timoroso degli amaranto, messi per la verità in soggezione da un
pressing asfissiante dei siciliani, è seguita una ripresa più
convincente in cui i ragazzi di mister Mazzarri si sono fatti
rispettare ed hanno lottato con più convinzione nei propri mezzi.
L'allenatore livornese ha riproposto gli esterni dell'inizio di
campionato, Balleri e Doga, e nel terzetto difensivo ha confermato
Chiellini che ha avuto l'ingrato compito di stare sulle tracce di
Toni, fortissimo ariete avversario. Continuiamo a sostenere che
sulla fascia sinistra l'impiego di Chiellini sia determinante e che
in difesa ci si possa avvalere di un fortissimo difensore come
Melara che merita di essere reinserito dopo un giusto periodo di
riposo. Nel primo tempo il Palermo ha spinto forte
sull'acceleratore, ha capitalizzato una delle poche occasioni avute,
ma soprattutto ha condotto la gara con il piglio della grande.
Corini e Di Donato al centro e Gasbarroni sulla fascia destra sono
riusciti quasi sempre a spuntarla nei contrasti e nell'uno contro
uno. Il tutto mentre il Livorno appariva in soggezione e spesso non
riusciva a far ripartire l'azione. Nella ripresa a decidere la gara
sono stati gli episodi che sono girati tutti a favore dei rosanero.
Il rigore fallito da Protti sul punteggio 2 a 1 poteva riaprire la
partita, ma quando abbiamo visto uscire quella palla abbiamo
avvertito tutti che l'incontro era segnato. Il grande capitano
morale del Livorno era moralmente a terra dopo il secondo penalty
consecutivo sbagliato e lo si è visto. Ma ora più che mai deve
sentire l'affetto e la stima di tutto il popolo amaranto. Deve
continuare ad essere lui il rigorista del Livorno perché è un
campione, un leader, un uomo che ha fatto la storia di questa
squadra con più di cento goal all'attivo e saprà riprendersi da un
momento di appannamento fisiologico dopo un girone di andata
strepitoso. Ricordiamoci che l'allenatore può contare anche su un
attaccante rapido, scaltro, tecnicamente molto dotato come Rabito,
che speriamo nel girone di ritorno sia impiegato con maggiore
continuità. Ritornando all'incontro è emersa la superiorità tecnica
del Palermo nel primo tempo mentre nella ripresa è venuto fuori il
carattere del Livorno che è uscito dal campo a testa alta ed ancora
più convinto di essere in grado di lottare fino alla fine per la
promozione. L'unica nota stonata è l'infortunio di Grauso che
complica un po' le cose soprattutto nel mezzo del campo dove i
giocatori sono già contati e dove Ruotolo, autentico protagonista
fino ad ora, merita di tirare il fiato. Nel momento in cui scriviamo
non conosciamo la gravità dell'infortunio ma se l'assenza del forte
mediano amaranto dovesse perdurare è necessario l'ingaggio non solo
di un regista davanti alla difesa, dove sembra fatta per Guana del
Brescia, ma anche di un cursore con le stesse caratteristiche di
Grauso. Il Livorno ora è atteso da due partite casalinghe e con
l'appoggio costante e caloroso del pubblico soprattutto nei momenti
difficili della gara avrà la possibilità si scalare la classifica.
Gli sportivi livornesi sono a ragione molto soddisfatti di come
stanno andando le cose. Ad una giornata dal termine del girone di
andata il sesto posto in classifica con alle spalle squadre
costruite con budget stratosferici è motivo di orgoglio. Società
sana e squadra forte, è difficile pretendere di più!
Sconfitta troppo pesante, nel punteggio, a Palermo. Allo stadio
della Favorita, di fronte a 18 mila spettatori totalmente a supporto
dei rosanero, il Livorno è uscito battuto per 4 a 1 ed il risultato
finale risulta davvero eccessivo per gli amaranto che hanno visto
maturare la sconfitta un po' per aver sbagliato qualcosa in difesa,
un po' per malasorte ed un po' anche per aver gettato al vento con
Protti un calcio di rigore nel momento più importante della partita.
La gara è stata ricca di colpi di scena. Il Palermo era deciso a
riscattare l'opaca prova offerta contro la Triestina il giorno di
Befana, il Livorno voleva invece continuare la lunga serie di
partite senza sconfitta. Ne è uscita una sfida combattuta ed aperta
fino a quando i locali hanno messo a segno il terzo gol. E veniamo
al match. Il Palermo, inizialmente, sembra ancora intontito dalla
scoppola subita a Trieste, ma soprattutto dalle critiche di patron
Zamparini, e fatica un po' contro un Livorno aggressivo, anche se
forse troppo tattico, che sa chiudere gli spazi e non va troppo per
il sottile quando c'è da liberare la propria area. I primi venti
minuti vedono amaranto e rosanero equivalersi. Ma al 22' la partita
cambia volto. Gasbarroni supera sulla destra un paio di avversari e
fa partire un cross che attraversa tutta l'area amaranto e va a
finire sulle testa di Zauli che insacca da vicino. E' il gol del
vantaggio dei rosanero. La squadra di Mazzarri inizia a giocare come
sa e costringe il Palermo ad arretrare paurosamente. E così al 33'
il Livorno sfiora il pari con una bella conclusione da lontano di
Cannarsa ed al 34' Berti è costretto a ripetersi su Protti smarcato
a pochi passi dalla porta. Lo stesso Protti ci riprova al 36' ma il
suo tiro viene respinto dal portiere. Al 40' e al 42', poi, è Toni a
far venire i brividi alla porta amaranto. La ripresa appare fin da
subito al fulmicotone da entrambe le parti. Il Livorno pareggia al
2' con Lucarelli imbeccato da un cross dalla destra di Ruotolo. Ma
il vantaggio dura meno di un minuto. Il Palermo torna in vantaggio
grazie a Toni che devia in rete un cross dalla destra di Gasbarroni.
Il Livorno potrebbe pareggiare dopo qualche minuto, al 7', ma Protti
sbaglia dal dischetto (è il secondo errore consecutivo dagli undici
metri dopo quello di martedì scorso) calciando a lato. Un regalo che
il Palermo capitalizza una ventina di minuti più tardi. I rosanero,
approfittando degli spazi lasciati liberi dal Livorno in pressing,
chiudono infatti i conti al 26' ancora con Zauli che raccoglie ed
insacca di testa a pochi passi dalla porta di Pavarini un tiro di
Toni. Al 34' Chiellini di testa, raccogliendo un traversone di
Ruotolo, fa venire letteralmente i brividi al portiere siciliano.
Poco dopo, al 38', il Palermo cala il poker. Toni scodella in rete
girando alle spalle un suggerimento dalla destra di Zauli, cui rende
dunque il favore, firmando in tal modo la quaterna con cui il
Palermo ha sconfitto in modo sinceramente eccessivo il Livorno. Da
segnalare, a margine della gara, che una decina di tifosi del
Livorno sono stati fermati dalla polizia e portati in questura in
quanto, sprovvisti di biglietti, si sarebbero ugualmente presentati
ai cancelli dello stadio di Palermo.
Anche per il Livorno è arrivato il giorno del primo vero acquisto,
dopo il prelievo del giovane laterale Alex Evangelisti lasciato
comunque al Boca Felsina di San Lazzaro di Savena in serie D. I
dirigenti dell'area tecnica amaranto, Silvano Bini ed Elio
Signorelli, hanno infatti definito l'accordo col Brescia, per ora
soltanto verbale, che quasi sicuramente porterà il centrocampista
Roberto Guana, 23 anni, nella rosa a disposizione di Walter
Mazzarri. L'estroso e talentuoso interno bresciano è un
centrocampista in grado di giocare sia in copertura che di proporsi
come regista. E' stato nell'ambito della nazionale under 21 di
Claudio Gentile. Nato a Brescia, di proprietà del club
biancoazzurro, Guana ha giocato sia in serie A nel Brescia nelle
ultime due stagioni e mezzo, sia in B nel Cagliari dove era andato
lo scorso anno a gennaio, ma dove tuttavia un infortunio gli ha
imposto di terminare anzitempo la stagione. Quest'anno Guana, dopo
aver avuto anche la fascia di capitano nell'Intertoto, non è stato
granché sfruttato dal tecnico Gianni De Biasi. Da qui la decisione
della società lombarda di cederlo. I due presidenti, Aldo Spinelli e
Luigi Corioni, sono praticamente d'accordo su tutto, ma non sulla
formula del passaggio. Corioni vorrebbe concedere il giocatore in
prestito, al massimo con diritto di riscatto, mentre Spinelli lo
vuole in comproprietà perché evidentemente crede che l'arrivo in
amaranto di Guana possa rappresentare un investimento per la società
di via Indipendenza. Pare che il Livorno, ma non c'è alcuna
certezza, sarebbe disposto a mettere sul piatto oltre mezzo milione
di euro per metà cartellino. Anche l'Ascoli era fortemente
interessato a Guana, ma sia il Brescia che il giocatore hanno
preferito il Livorno. Determinante, nella scelta, è stata l'opera di
persuasione di due giocatori livornesi, Alessandro Lucarelli e
Jonathan Bachini, il primo ora alla Fiorentina, il secondo ancora al
Brescia, che proprio nelle file delle rondinelle sono stati compagni
di Guana. A proposito di Bachini sembra davvero possibile, ma in
vista del prossimo campionato e non adesso, un suo arrivo a Livorno.
Bachini sarebbe un ottimo mediano per la squadra amaranto. Intanto
da Cagliari arriva la notizia che un giocatore attualmente fuori
rosa della squadra rossoblu, Giorgio Gorgone, potrebbe passare al
Livorno. L'ex centrocampista del Chievo ha infatti raggiunto con la
società sarda un accordo per la rescissione del contratto e ora le
richieste non mancano. A Gorgone sono interessate diverse società
del torneo cadetto. In particolare, secondo le notizie che arrivano
da Cagliari, avrebbero manifestato interesse Livorno, Bari e
Catania, con gli amaranto, a quanto pare, in netto vantaggio. Anche
Gorgone è un centrocampista, ma al contrario di Guana gioca
maggiormente in copertura. A Livorno verrebbe ad infoltire il
centrocampo alle spalle di Gennarino Ruotolo e Claudio Grauso, in
panchina assieme a Maurizio Ciaramitaro ed il giovane Nick Jannotti
che però sarà una delle colonne della primavera amaranto al prossimo
torneo di Viareggio.
Un Livorno attento, lucido e determinato, è riuscito a superare con
merito un Piacenza forte e ben disposto in campo al termine di una
gara combattuta, dai toni agonistici elevati e piacevole anche dal
punto di vista tecnico. Se è vero che nella prima mezz'ora di uomini
di Cagni, con un pressing asfissiante a centrocampo e con gli
esterni molto incisivi, hanno impedito al Livorno di prendere in
mano il filo del gioco, è pur vero che la squadra di Mazzarri non si
è mai disunita ed anche nel primo tempo ha creato le più nitide
opportunità per segnare. Nella ripresa il Piacenza è calato e grazie
alla maggiore spinta sulle fasce di Biliotti e Chiellini, ma anche
alle percussioni centrali di Saverino, il Livorno ha stretto
d'assedio la compagine emiliana ed il gol di capitan Vanigli ha
coronato una netta superiorità manifestatasi in modo più evidente
nel secondo tempo. Alcune prestazioni individuali meritano di essere
sottolineate. Lucarelli ha fornito una prestazione impeccabile ed
avrebbe meritato di segnare. Il Livorno può fare affidamento di lui
anche per il futuro. Molto bene il rientro di Fanucci. E confortante
è stata anche la grinta messa da Rabito che ha dimostrato di saper
giocare sia da trequartista che da seconda punta. Rabito sarà con
ogni probabilità l'arma in più di questo Livorno anche perché può
consentire a Protti di tirare un po' il fiato. Il successo ottenuto
sul Piacenza è molto importante perché permette al Livorno di
affrontare la difficile trasferta di Palermo con la giusta e
doversosa tranquillità. Il pubblico è stato numeroso e caldo
soprattutto nell'ultimo quarto d'ora quando la squadra ha iniziato
ad accusare la fatica ed il Piacenza si è riversato tutto in avanti
alla ricerca del pareggio che non avrebbe meritato. Con un
centrocampista di qualità che possa dare il cambio a Ruotolo questo
Livorno ha la possibilità di lottare fino alla fine per il grande
traguardo. Si parla di Tommasi della Roma. Sarebbe un sogno. Dalla
capitale giunge notizia che pur di giocare il romanista sarebbe
disposto a scendere in serie B, ma sembra effettivamente una bufala
di inizio anno. Vedremo chi verrà. Gli altri reparti sono coperti e
nessuno si deve sentire sacrificato perché giocatori come Melara e
Rabito non sono riserve ma titolari alla stregua degli altri. Ogni
domenica sarà un difficile esame da superare ma col cuore dimostrato
in questa prima parte di campionato, e sotto la regia di un tecnico
che sta sorprendendo un po' tutti, nessun traguardo sembra precluso
a questo grintoso Livorno.
Una vittoria ottenuta col cuore. Il Livorno ha liquidato il Piacenza
con un secco 2 a 0 grazie alle reti di due giocatori non abituati al
gol, Vanigli e Ruotolo, ha inoltre fallito un rigore con Protti e
preso un palo con Lucarelli, ma ha sofferto più di quanto il tondo
risultato finale e questi dati tecnici possano dire. Il primo tempo
è corso via senza grossi sussulti, in quasi perfetto equilibrio,
anche se gli amaranto già nella prima frazione di gara avevano avuto
le occasioni migliori ed il predominio territoriale. Però il
Piacenza aveva saputo difendersi bene e creare perfino qualche
pensiero alla difesa amaranto. La svolta della partita si è dunque
avuta nella ripresa. Il Livorno, grazie alla grinta e al cuore, è
salito di tono. Le occasioni da gol si sono fatte più nitide ed alla
fine gli amaranto sono riusciti a passare in vantaggio con capitan
Vanigli. Quello è stato il momento di svolta dell'incontro. Alla
fine, come intuibile da quanto detto, il Livorno ha vinto con pieno
merito, anche se forse il risultato finale punisce perfino troppo un
Piacenza che è sempre stato in partita fino al termine. E questo
aspetto, sia chiaro, va a pieno merito del Livorno, del suo cuore ma
anche del suo cinismo, nonché della capacità tattica e tecnica del
suo mister, Mazzarri, che in mattinata aveva dovuto rinunciare ad
entrambi i laterali di centrocampo, Doga e Vigiani, rimediando
inserendo Fanucci e Chiellini. In conclusione, dunque, la ciambella
è venuta col buco. D'altronde al Livorno, oggi, i tifosi chiedevano
di vincere, mettere la freccia per tornare al quarto posto che
proprio il Piacenza gli aveva preso prima della lunga sosta di
Natale e capodanno, ed alla fine l'obiettivo è stato raggiunto. Ma
andiamo con ordine. La prima azione in qualche modo degna di nota
della gara è stata del Piacenza. Al 25' la difesa amaranto ha
sbagliato il fuorigioco e D'Anna è stato davvero bravo ad
approfittarne e ad entrare in area, ma Pavarini e Fanucci sono stati
ugualmente bravi a fargli sbagliare la conclusione. L'esito è che
l'offensiva del Piacenza è stata vanificata, ma Pavarini ha
rimediato un brutto colpo in virtù del quale a partire dall'avvio
del secondo tempo ha dovuto lasciare il posto a Mareggini che,
ironia della sorte, si è poi fatto male anche lui. Comunque sia, a
parte questa azione dei biancorossi, la partita non ha offerto
granché, se non furore agonistico da entrambi i lati, fino a quando
al 31' del primo tempo Lucarelli ha colpito il palo al termine di
una pregevole azione personale. Il palo di Lucarelli ha infatti
letteralmente scosso l'ambiente. E appena un minuto dopo, al 32', a
rendersi pericoloso è stato Biliotti che ha intercettato un
disimpegno della difesa piacentina ed ha calciato sul primo palo, ma
Orlandoni è stato pronto a coprire il palo. Al 44', poi, è arrivata
l'azione del rigore. A procurarlo è stato Saverino che, con una
magia di tacco, si è liberato di Abbate, è entrato in area, ma
Lucenti nel tentativo di impedirgli di andare diritto in porta lo ha
atterrato senza troppi complimenti. Dal dischetto è andato Protti,
che ha calciato sulla destra, ma Orlandoni è stato ancora una volta
superlativo ad intercettare il tiro del bomber amaranto. A questo
punto, visto che l'arbitro Castellani di Verona ha concesso ben tre
minuti di recupero, era plausibile aspettarsi anche un calo emotivo
del Livorno. Un palo ed un rigore fallito avrebbero sfiancato
chiunque. Invece il Livorno ha continuato a macinare gioco con
ancora maggiore rabbia. E al 47', poco prima dell'intervallo,
Orlandoni ha dovuto compiere un mezzo miracolo su una rovesciata di
Saverino da pochi metri per salvare almeno momentaneamente il
risultato. Nel secondo tempo la squadra amaranto è tornata in campo,
con Mareggini fra i pali, decisa a prendere i tre punti. Gli uomini
di Mazzarri sono decisamente saliti di tono, quelli di cagni sono
anadti spesso in difficoltà e in più di un'occasione Orlandoni è
stato bravo a salvare la propria porta. La rete amaranto è arrivata
al 28'. Capitan Vanigli ha raccolto uno scambio con Lucarelli in
area ed ha beffato Orlandoni. Lo stadio è letteralmente esploso. Al
31' è stato Mareggini a rimanere infortunato. Anche in questo caso
il colpo è stato rimediato in una mischia in area. Con tutto ciò
l'ex portiere della Fiorentina, che il Livorno ha prelevato dalla
Ternana per coprire le spalle a Pavarini, ha stretto i denti ed ha
voluto terminare la gara. Dal 40', poi, è partito il forcing del
Piacenza. Molto gioco, molto fumo, ma poco arrosto. L'arbitro ha
concesso addirittura sette minuti di recupero. Ma la pressione del
Piacenza non è mai stata irresistibile. Ed al 50', grazie a un
perfetto contropiede condotto da Rabito che è fuggito sulla sinistra
e dal fondo ha messo al centro per l'accorrente Ruotolo, il Livorno
ha potuto raddoppiare proprio grazie all'ex capitano del Genoa, che
a Livorno pare aver trovato una seconda giovinezza, che senza troppe
difficoltà ha fatto letteralmente secco Orlandoni. A quel punto
sulla partita è davvero calato il sipario. Ai ragazzi in maglia
amaranto non è rimasto altro che andare a raccogliere gli applausi
dei tifosi lanciandosi in tuffo sul prato dell'Ardenza sotto la
curva nord. Il giusto riconoscimento per una squadra che, nonostante
un buon Piacenza, ha espresso sempre una indiscutibile supremazia
territoriale ed una buona dose di opportunismo.
Sesto pareggio consecutivo per gli amaranto, stavolta conseguito sul
difficile e prestigioso campo del Torino. Ma se nei precedenti
cinque incontri il Livorno aveva raccolto quello che gli spettava, e
senza grosse recriminazioni, questa volta i rimpianti sono molti
perché i ragazzi di Mazzarri hanno fornito una prova superlativa
dominando sul piano del gioco e delle occasioni per quasi tutto
l'incontro. Avrebbero meritato la vittoria, ma si sa che le partite
spesso sono decise da episodi ed il fallo di mano di Chiellini,
apparso evidente, è stato determinante perché fino a quel momento in
campo c'era stata una sola squadra e difficilmente il Torino apparso
nervoso e sfilacciato avrebbe riportato in parità la partita.
Comunque gli oltre duemila tifosi giunti allo stadio delle Alpi (un
grande incitamento per tutti i novanta minuti) pur nel rammarico di
non aver vinto possono essere consapevoli che la loro squadra saprà
reciterà il ruolo di protagonista fino al termine. Bravo il mister a
riproporre il modulo col trequartista (in netto progresso Saverino)
che ha consentito alla squadra di essere più compatta tra i reparti.
La fase di appannamento sembra essere superata anche se la sosta
viene a puntino per consentire di far tirare il fiato ad alcuni
giocatori (Protti, Ruotolo, Grauso, Vigiani, Vanigli su tutti) che
hanno avuto un rendimento eccezionale. Vedere il Livorno esprimere
un predominio a volte perfino imbarazzante in un stadio così
importante ha fatto e fa veramente piacere a tutti coloro che hanno
a cuore i colori amaranto. Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo
forse manca una valida alternativa in fase realizzativa al grande
Igor perché sia i centrocampisti che gli esterni vedono poco la
porta e Lucarelli chiuso nella morsa delle difese avversarie crea a
volte importanti spazi che devono essere sfruttati anche da altri
giocatori. Col modulo attuale il Livorno può cercare il famoso
centrocampista che detta i tempi e che vede la porta (deleterio se
invece si riapplicasse il tre-quattro-tre) ed una seconda punta, ma
questa solo nel caso in cui non si creda fino in fondo alle capacità
di Rabito e Matteini. L'ex sampdoriano meriterebbe più spazio e
potrebbe essere impiegato come alternativa a Saverino e non da
esterno dove sicuramente rende meno. Starà ai bravi ed esperti Bini,
padre e figlio, operare quegli aggiustamenti necessari per lottare
fino in fondo per la promozione. Due sole sconfitte sono la
testimonianza di una squadra caratterialmente molto forte che non si
fa mai mettere sotto da nessuno. Senza toccare gli equilibri di un
gruppo che gira alla perfezione l'innesto di due giocatori motivati
provenienti anche dalle serie inferiori (perché no?) consentirebbe
al Livorno di avere ancora più frecce nel proprio arco e quindi da
sfruttare nel girone di ritorno. Alla ripresa del campionato, il 6
gennaio, ci sarà uno scontro diretto allo stadio Picchi con il
Piacenza di Cagni che in casa è un vero rullo compressore ma che in
trasferta mostra qualche pecca. Sarà importante tornare alla
vittoria anche in previsione della successiva trasferta
difficilissima di Palermo. A tutti gli sportivi di fede amaranto (e
non) gli auguri di buone feste.
Meritava di vincere. Il Livorno ha dominato il match col Torino,
giocato nell'incantevole ma un po' freddo stadio delle Alpi, ma alla
fine il risultato è stato di parità. Gli amaranto hanno
imperversato, ma un calcio di rigore forse un po' frettolosamente
concesso ai granata, e trasformato da Ferrante, ha impedito ai
livornesi, oggi in casacca gialla, di portare via i tre punti. A
questo punto, inutile negarlo, il Livorno è in debito con la sorte.
Ormai sono diverse, almeno tre o quattro, le partite in cui il
Livorno ha letteralmente buttato al vento la vittoria. Solo
sfortuna? Non solo. Occorre infatti riflettere su tutto questo.
Senza troppa criticità, è chiaro, perché il Livorno è una buona
squadra e lo dimostra in ogni occasione, ma è necessario fare una
riflessione. A questo Livorno coraggioso e grintoso, pieno di
orgoglio, manca forse qualcosa a livello di lucidità in fase
conclusiva. Sembra infatti che agli amaranto, talvolta, manchi la
giusta determinazione, o cattiveria, per chiudere la partita, quasi
come se questi ragazzi non credessero fino in fondo nei loro pur
straordinari mezzi. Può essere? Questo è il quesito che poniamo al
tecnico Mazzarri. E su questo bisognerebbe davvero riflettere. Il
Livorno visto a Torino è apparso quasi una squadra d'altri tempi,
eroica e muscolare, eppure non è stata in grado di matare
definitivamente un Toro messo costantemente alle corde. Crediamo che
il Livorno avrebbe dovuto osare, chiudere l'incontro, perché le
capacità le ha, perché le occasioni le ha avute. Sia chiaro: va
molto bene anche un pareggio, sul sempre difficile campo dei
granata, ma questi rilievi hanno lo scopo di gettare il seme della
riflessione, se è vero come è vero che il Livorno ha pur sempre
qualche legittima ambizione di classifica. Il rigore assegnato
dall'arbitro Cassarà di Palermo ad inizio ripresa al Toro perché la
palla ha urtato il braccio di Chiellini, pur senza volontà di
quest'ultimo, sono cose che nel calcio possono capitare. Ma la
squadra, per il gioco espresso e per le occasioni avute, a quel
punto doveva essere già sul due o tre a zero. Il fatto che il
vantaggio fosse minimo, nonostante il Torino avesse subito alla
grande, deve far riflettere seriamente su qualcosa che forse accade
agli amaranto nei momenti in cui devono ammmazzare le partite,
perché una o due volte questa storia è accettabile, ma quando si
ripete troppo e troppo spesso deve indurre ad una qualche
riflessione. Perché il Livorno fa una certa fatica a liquidare
l'avversario? Pur elogiando la bontà dell'organico, pur evidenziando
lo spessore tattico e tecnico dei boys di mister Mazzarri, è
innegabile che una certa difficoltà a mettere il sigillo su certe
gare esiste. Ormai gli esempi non mancano. Serve dunque anche fare
delle critiche, specie se costruttive. A Torino si è visto
chiaramente che il Livorno è superiore al Toro. Partite come queste,
dunque, il Livorno le deve vincere, altrimenti il torneo riserverà
una onorevole ma niente più medaglia di legno. Il Livorno non ha
dato modo ai granata di costruire la reazione. Tutte le occasioni o
quasi sono state amaranto. Eppure non c'è stata la giusta
concretizzazione. Questo è innegabilmente un aspetto di questo
Livorno. Il Torino si è fatto pericoloso in un paio di momenti solo
dopo il gol del pareggio sfruttando lo choc subito dagli amaranto,
che però è durato non più di dieci minuti, perché dopo il Livorno ha
ripreso a costruire le azioni più veloci e ficcanti della gara. Il
gol vantaggio di Protti al minuto 11 del primo tempo è l'emblema
dello schema tattico amaranto. La percussione di Vigiani, lo scambio
con Saverino, il ritorno della palla a Vigiani che ha effettuato il
traversone per Protti, pronto a spedire dentro la sua decima rete
stagionale, è il riassunto di un'azione che in un tutto è durata una
dozzina di secondi, o forse meno, lasciando la difesa torinista col
naso all'insù. Il Livorno aveva già costruito un'azione da gol con
Lucarelli al 3' e poi ha sfiorato la rete ancora con Ruotolo al 24',
Saverino al 32' e ancora Protti al 39' sempre del primo tempo con un
gran bolide. Nella ripresa il Toro ha avuto due soli guizzi,
immediatamente dopo il rigore trasformato al 5' da Ferrante, prima
con Rizzato e poi con Fuser rispettivamente al 7' e al 9', ma Doga e
Ruotolo hanno respinto le due conclusioni. Poi ci hanno provato
Protti al 16', Ruotolo al 20', Lucarelli al 24' e ancora Saverino al
40'. Ma i resti del Torino hanno resistito. La deduzione finale è
semplice. A questo Livorno, molto bello a vedersi, manca solo un po'
di cattiveria e forse di consapevolezza nei propri mezzi. Quando
troverà questi ingredienti, allora saranno guai davvero per tutti,
anche perché ancora una volta ha dato dimostrazione di esserci come
squadra.
Il Livorno pareggia a Torino e il mister dei toscani, Walter
Mazzarri, alla fine è tanto telegrafico quanto insoddisfatto: "Non
sono assolutamente soddisfatto del risultato e di come hanno giocato
i miei" .
Prosegue Mazzarri: "Fino al momento del rigore, il Toro non si era
mai visto. Per quanto mi riguarda sono due punti persi" .
Svolta nella mattinata di sabato al campo sportivo di Vicarello la
rifinitura della squadra labronica in vista del match con il Torino.
Il tecnico Mazzarri ha inserito nella lista dei convocati Doga,
ormai recuperato.
Difficile però che parta titolare. Per lui si prevede la panchina,
con Chiellini spostato a centrocampo per occupare il suo posto.
Al "Delle Alpi" ci saranno 2000 tifosi labronici.
Squadra amaranto al completo, o quasi, in vista della difficile
trasferta di Torino, dove saranno presenti circa 3 mila tifosi
unionisti. Certe le assenze ormai "storiche" di Fanucci e Balleri,
mentre quasi sicuramente sarà del gruppo anche Doga, dopo i guai
muscolari che lo hanno afflitto nei giorni scorsi. Contro il Toro di
Rossi, squadra contestata dai propri tifosi, mister Mazzarri
dovrebbe riproporre in avanti Saverino dietro le punte Protti e
Lucarelli. In difesa, salvo ripensamenti dell'ultim'ora, sarà ancora
una volta assente Melara, lasciato a riposo ma comunque disponibile,
mentre Chiellini sarà il perno del reparto difensivo con licenza di
andare a dar man forte ai centrali di centrocampo Ruotolo e Grauso.
Per quest'ultimo e Lucarelli (nella foto con la maglia del Toro)
sarà un ritorno da ex allo stadio delle Alpi. Il Torino, da parte
sua, si trova in una situazione non semplice. E' infatti costretto a
vincere. Ma il Livorno sa di avere qualità e vuol farla valere.
Walter Mazzarri, tecnico del Livorno, commenta soddisfatto il
pareggio colto contro l`Atalanta dai labronici: "Nel primo tempo
abbiamo rischiato di più, ma la partita l`abbiamo fatta noi, mentre
loro partivano in contropiede. Piuttosto abbiamo giocato prestando
il fianco ai contropiedi contro un`Atalanta che di solito impone il
proprio gioco invece di subirlo" .
L`allenatore degli amaranto prosegue: "Rifarei le stesse scelte, a
parte l`atteggiamento iniziale nostro, quella bramosia di buttarci
subito in avanti. Avrei voluto che tutta la partita fosse stata come
il secondo tempo" .
La partita dell'Armando Picchi termina 0-0, l'Atalanta non va oltre
un sofferto pareggio nella difficile trasferta contro il Livorno. I
bergamaschi sfiorano il gol al 2' pt, quando un violento tiro di
Vugrinec, preferito a Pinardi, si stampa sul palo. Il primo tempo
vede comunque un buon possesso palla degli amaranto, che più volte
si presentano dalle parti di Taibi. Pericolosi però gli ospiti al
29' pt con Budan, che solo davanti a Pavarini calcia a lato.
Nella ripresa il copione della partita non cambia, gli uomini di
Mazzari macinano gioco e tengono il pallone e al quarto d'ora
Vanigli va vicino al gol con un bel colpo di testa. Il predominio
dei toscani non si concretizza e la partita termina senza reti. I
bergamaschi restano primi in classifica, i toscani sono sempre in
lotta per il quarto posto.