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Prossimo Incontro
Napoli-Avellino domenica 12-6-2005, ore 16.00
Diretta video Sky tv e RAI international
Diretta audio su Radio Kiss Kiss Napoli e su Napoli Magazine - CNI

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Da Napoli Magazine

NAPOLI, VIETATO SBAGLIARE

Il ritorno a Napoli, dopo 14 anni di assenza, di Diego Armando
Maradona ha risvegliato gli animi dei tifosi napoletani che da troppi anni
non vedono più un Napoli
vincente allo stadio San Paolo. All'addio al calcio di Ciro Ferrara,
arrichitosi della presenza di Diego Maradona, sono intervenuti tutti gli ex
compagni dell'ex difensore azzurro: campioni di ieri e di oggi che hanno
ravvivato per una sera il San Paolo. Se da una parte la città è
letteralmente esplosa per il ritorno del "Pibe de Oro" nella sua seconda
patria, dall'altra ci sono da registrare le file lunghissime alle quali si
sono sottoposti i tifosi del Napoli per acquistare un tagliando per
assistere alla prima delle due finali play off in programma allo stadio San
Paolo contro l'Avellino. Tornando sulla squadra c'è da dire che Reja ha
confermato il modulo 4-3-3 e sembra orientato a schierare una formazione
offensiva che riesca a vincere con un buon margine la prima finale contro
gli irpini. Ecco i probabili 11 titolari che affronteranno i biancoverdi:
Gianello in porta; Grava, Accursi, Giubilato e Bonomi in difesa; Montesanto,
Corrent e Montervino a centrocampo con Capparella, Sosa e Pià in attacco.

www.napolimagazine.it

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Da www.tele5napoli.com

Napoli-Avellino, la resa dei conti
Azzurri emozionati e caricati dopo l'incontro con Diego

Marano. Napoli-Avellino, ci siamo. Alla vigilia della partita che vale mezza
serie B ormai l’attesa è spasmodica, e non proviamo ad immaginare come
sarebbe stata senza l’addio al calcio di Ciro Ferrara che, almeno per un
giorno, ha distolto l’attenzione dalla gara con gli Irpini. Discorso a parte
meriterebbe quest’incredibile kermesse, che ha visto il ritorno “a casa” di
quello scherzetto della natura, ma che inevitabilmente condizionerà
(positivamente) la gara di domenica. A Marano è indescrivibile l’emozione
che traspare dagli occhi spalancati degli azzurri ancora increduli per ciò
che è stato un evento che rimarrà indelebile nella storia della Napoli non
solo sportiva Boati, cori e tutta un’atmosfera a cui neanche i calciatori
con la maglia della Juventus riuscivano a dare una spiegazione razionale,
eppure nessuno più di loro è abituato ai palcoscenici delle competizioni
nazionali; figurarsi chi invece sino a gennaio giocava nella Spal. “Sono
ancora incredulo per la serata che abbiamo trascorso – esordisce Luigi
Consonni -, è stata un'emozione incredibile vedere quello spettacolo.
Abbiamo fatto foto e video a Diego, è stato bellissimo incontrarlo di
persona, io l'avevo visto solo per televisione” continua il centrocampista
raccontando l’esperienza con la stessa voce dei tifosi partenopei che
gridavano il nome del fuoriclasse per antonomasia. Ad ogni modo, Luigi
Consonni così come tutti gli altri azzurri, sono usciti dalla serata
caricati come non mai dopo essersi resi conto che quella maglia azzurra in
serie C non può starci per nessuna ragione di questo mondo. “Questi tifosi
non meritano questa categoria, ma neanche la serie B. In questa città si
vive di calcio, per questo è un’ingiustizia vederla relegata in terza serie
al pari di altre società che quest’anno hanno avuto il piacere d’incontrarci
per ben due volte” continua il centrocampista che non vede l’ora di tornare
in campo, da titolare o meno:” Adesso ci spetta la battaglia con l'Avellino;
abbiamo tutte le potenzialità per batterla e conquistarci questa serie B
dopo tutte le vicissitudini che abbiamo dovuto superare. Io non ho giocato
queste ultime partite, ma non faccio polemiche, anzi. Questa è la nostra
forza, c’è un gruppo bellissimo e non per guardare in casa altrui ma ad
Avellino proprio perchè è mancata questa componente hanno cambiato
allenatore. Ovvio, spero di giocare – afferma – ma quello che c’importa e
raggiungere il nostro obiettivo”. Unità d’intenti, dunque, fronte comune
verso il raggiungimento dell’obiettivo, quasi un appello quello di Consonni
ma che indirettamente è stato già accolto sia dai reduci del ritiro
“affrettato” di Paestum che da quelli arrivati a gennaio. “Adesso sento
persone che dicono che dobbiamo vincere con molti gol - riprende - ma io
firmerei per una vittoria con un solo gol. Qui dimentichiamo che l’Avellino
è una squadra rognosa e sarà già dura vincerla. Vendetta della partita di
campionato? Ma quale vendetta – conclude-, non c’importa dei loro
comportamenti e di come siamo stati trattati, noi vogliamo la serie B altro
che vendetta. Siamo il Napoli non dimenticatelo”. Stessa carica per il
giocatore più in forma del momento. Quello indicato dai più come l’uomo
play-off. “Ho un’adrenalina incredibile, vorrei già giocare – rivela Inacio
Pià -, è stato meraviglioso. Tutta la squadra è davvero orgogliosa per aver
partecipato ad un evento che ci ha fatto capire cos’è Napoli, ma posso
assicurare che non ci siamo distratti dalla nostra gara” precisa il
brasiliano che però svela una promessa a cui nessuno vorrà tirarsi
indietro:”Sappiamo che con l’Avellino sarà dura, ma noi siamo il Napoli e
riporteremo questi colori nel vero calcio, non possiamo far soffrire ancora
i nostri tifosi. Poi negli nostri spogliatoi abbiamo incontrato Diego che ci
ha ordinato di portare il Napoli in B – afferma emozionato -, dobbiamo
mantenere la nostra promessa e domenica giocheremo alla morte. La partita di
campionato ad Avellino fu particolare – conclude il funambolico esterno
d’attacco
- ma questa sarà tutt’altra cosa, ne sono sicuro”.

Antonio Gaito

--

La gente urla il suo nome e quando entra in campo, in borghese, il San Paolo
è già una bolgia. Diego Maradona è di nuovo al San Paolo, quattordici anni
dopo Napoli-Bari, e pazienza se non potrà deliziare la sua gente come sapeva
fare un tempo. El Pibe non gioca ("Ho fatto una partita con mio fratello un
po’ di tempo fa – ha dichiarato a Sky – ma non ce la faccio proprio. Devo
operarmi al ginocchio") ma è festa grande lo stesso, per lui e per Ferrara
nel giorno dell’addio al calcio di uno dei più grandi giocatori italiani. In
settantamila prima acclamano Ciro, poi onorano “The King” (come lo chiamano
loro) per un infinito giro di campo che manda in delirio la gente, fa venire
le lacrime agli occhi anche allo stesso Ferrara e crea qualche problema di
ordine pubblico in campo con lo stesso Maradona che ogni tanto scalcia i
fotografi che gli ostruiscono la strada.
"Rivedere Diego qui è bellissimo", si limita a dire Ciro, emozionatissimo.
"Sono arrivato alle sei, ho dato un’occhiata al San Paolo e mi sono venuti i
brividi". E all’uscita dagli spogliatoi con lo stadio esaurito: "Grazie a
tutti voi". L’arrivo di Diego oscura un po’ quella che doveva essere la sua
festa, ma forse funge anche da cassa di risonanza per l’evento. Napoli è
bloccata, come le domeniche di quindici anni fa, come la sera della finale
di Coppa Uefa. Senza Diego sarebbe andata diversamente: "La gente si ricorda
ancora di me e io posso solo ringraziarla – dichiara prima della partita -.
Il mio ritorno a Napoli? Vedremo, tutto è possibile. Più che altro mi
farebbe piacere fare un’ultima partita qui".
La farà, il 30 ottobre, giorno del suo 45° compleanno, almeno secondo quanto
ha dichiarato il sindaco Rosa Russo Iervolino. In attesa di quel giorno, la
gente lo vorrebbe in campo già oggi. Ora e subito. Ma dopo il giro d’onore
rientra negli spogliatoi. La festa ha inizio e Ferrara va in gol, in netta
posizione di fuorigioco, ma pazienza. Si diverte Vialli, diverte Zidane con
la maglia della Vecchia Signora, ma lo spettacolo è sugli spalti.
Arriva la fine del primo tempo e, come un re liberato dopo anni di
prigionia, Maradona rientra di nuovo in campo ed offre il tributo ai suoi
fedeli nell’intervallo: "Da tanto tempo mancavo a Napoli e ringrazio Ciro
Ferrara per avermi dato quest’opportunità". Il futuro è una strada ancora
incerta: "Corta o lunga, non lo so ancora, in questo momento mi interessa
solo aver visto che non mi avete dimenticato". Ovazione. Poi è di nuovo
festa. Senza Garella ma con Bruscolotti, due che hanno pancioni così grossi
che tutto sembrano fuorché calciatori, con Zola e Fonseca (2-0 di tacco),
che tornano in maglia azzurra. Alla fine finisce 4-1 per gli azzurri (15' pt
Ferrara, 1' st Careca, 10' st Pecchia, 12' st Ravanelli (J), 16' st Muro),
con Ferrara che esce anzitempo per il bagno di folla e che chiude in
anticipo la partita. "Per venirti a onorare, mi sono fatto licenziare".
Facciamo finta che lo striscione sia rivolto a Ciro e Diego. Napoli vi ama,
almeno quanto voi amate Napoli.

Fonte gazzetta.it

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Copia dell'articolo del mattino di Domenica 5/6/2005.

http://it.photos.groups.yahoo.com/group/cni-settimanale/lst?&.dir=/Articoli+CNI&\
.src=gr&.view=t


http://ultrazzurri.altervista.org/cni.JPG

Ecco il link alle foto dell'incontro degli iscritti del CNI di sabato 4 e
domenica 5 giugno:

http://it.photos.groups.yahoo.com/group/cni-settimanale/lst?&.dir=/Incontro+CNI+\
-+4+e+5+giugno+2005&.src=gr&.view=t&.url=http%3a//us.f1.yahoofs.com/groups/g_457\
409/Incontro%2bCNI%2b-%2b4%2be%2b5%2bgiugno%2b2005/P1070911.jpg%3fbcgOepxBy47Vsl\
b.&.cx=150&.cy=112&.type=u




Raimondo E. Casaceli
webmaster di http://www.tele5napoli.com






Sab 11 Giu 2005 7:32 pm

raimondo_c
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Raimondo E. Casaceli
raimondo_c
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7:34 pm
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