La Fiat ha licenziato sei operai in Cigs della Meccanica, tutti dello
Slai Cobas.
Secondo un accordo firmato un anno fa da Fiat, Slai Cobas e tutti i
sindacati dell'Alfa, i sei operai dovevano rientrare al lavoro il 4
ottobre alla Fiat FTP di Arese o all'Iveco di Pregnana.
Ma la Fiat li ha licenziati perché non hanno accettato la mobilità
lunga.
Alle elezioni RSU di un anno fa lo Slai Cobas aveva ottenuto in
Meccanica il 75% dei voti, e 4 dei 6 licenziati erano i nostri
candidati al completo.
Nei giorni scorsi la Fiat si è anche liberata, con la mobilità lunga
fino a 10 anni, di 170 dei 320 cassintegrati della carrozzeria di
Arese.
Anche in carrozzeria tutti i delegati dello Slai Cobas (80% dei voti
alle elezioni RSU) non sono andati in mobilità. Licenzierà anche loro?
CONDANNATI ALLA FAME I CASSINTEGRATI
I lavoratori che sono andati in mobilità sono stati "convinti" con
questa alternativa: o accettare la mobilità con buonuscita da Fiat e
ABP o fare letteralmente la fame:
infatti la Cigs "per ristrutturazione" di 470 euro lordi al mese in
vigore ad Arese, da settembre è decurtata dalla Fiat di altri 140
euro al mese perché la Corte d'Appello di Milano ha incredibilmente
cassato la sentenza Atanasio che ordinò l'annullamento della Cigs
2002/2003.
LA COMPLICITA' DELLE ISTITUZIONI
Nel 2002 la Fiat mise in Cigs oltre 1000 lavoratori di Arese;
nel 2003, 2004 e 2005 Regione, Provincia e comuni hanno sottoscritto
con i sindacati accordi per ricollocare i lavoratori sull'area
dell'Alfa, i cui proprietari (americani, bresciani, Brunelli) sono
vincolati ad assumere almeno 550 cassintegrati da convenzioni ed
accordi di programma.
Ma le istituzioni, che da mesi discutono dell'area dell'Alfa in
Prefettura nel "Tavolo per Milano" con Prodi, Letta, Bersani, Penati,
Formigoni e Moratti, non solo non hanno garantito il rispetto di
questi accordi ma, la scorsa settimana, hanno "riconosciuto, a fronte
delle motivazioni riportate dalla società ABP, l'oggettiva difficoltà
ad adempiere" alle assunzioni dei cassintegrati !
E ciò quando ad Arese, solo nel terzo dell'area di proprietà degli
americani, lavorano già circa 1500 precari e sottopagati.
GRAVISSIME AGGRESSIONI E INTIMIDAZIONI
All'Alfa ci sono state negli ultimi mesi aggressioni e intimidazioni:
• Carmela Tassone e Vincenzo Lilliu, delegati Slai Cobas dell'Alfa
Romeo di Arese, pestati in fabbrica da un "guardiano paramilitare";
• Cariche della polizia ai picchetti e 300.000 euro di multa ai
cassintegrati per un sit-in su una stradina;
• Furti sospetti, forzatura delle portiere e animali morti sulle auto
dei nostri delegati, ecc.. ecc.. ecc..
E ad aprile scorso, quando stava per essere firmato con ABP un
accordo sulle assunzioni, gli americani hanno improvvisamente fatto
saltare tutto, in coincidenza con i pieni poteri assunti sull'area di
Arese da parte di Luigi Arnaudo, fino a ieri braccio destro di
Agnelli all'IFIL.
600 cassintegrati nel 2004 hanno denunciato alla Procura la
tangentopoli dell'Alfa Romeo di Arese.
Il PM dottor Gittardi, due mesi fa, ha chiesto al Gip di archiviare
la denuncia penale, scrivendo però che i lavoratori sono stati
truffati ed hanno tutte le ragioni di essere risarciti civilmente.
Ma intanto, grazie anche alla sentenza "civile" di cui sopra, con
motivazioni emesse in 15gg anziché i soliti mesi e mesi, i
cassintegrati sono alla fame!
LAVORO STABILE - SALARIO – DIRITTI
• A Termoli la Fiat ha licenziato il nostro compagno Luigi Cravero;
• E tutto il padronato, forte dell'asse Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-
UIL estende licenziamenti e intimidazioni dalla Fiat alle altre
fabbriche per imporre pace sociale, precarietà e bassi salari.
DICIAMO BASTA!!
NO AI LICENZIAMENTI
SLAI COBAS www.slaicobas.it
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