Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
collettivoilmercante · Collettivo "il Mercante"
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Vodafone svende 914 persone   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #22 di 289 |
Emma Berti, 05 ottobre 2007

I lavoratori della Vodafone Italia hanno scioperato contro
l'esternalizzazione di 914 impiegati, che verranno acquisiti da
Comdata. I manifestanti sono stati ricevuti dal ministero del Lavoro,
che ha fatto alcune promesse. Noi abbiamo parlato con Federico
Sciarpelletti, delegato sindacale Slc-Cgil della Vodafone Roma

Lo sciopero dei lavoratori Vodafone Italia, proclamato unitariamente
da SLC-Cgil, FISTEL-Cisl, UILCOM-Uil e Ugl contro il progetto di
esternalizzazione di quasi mille lavoratori dell'azienda, che
verranno acquisiti da Comdata, è riuscito.
Secondo i sindacati ha scioperato il 95% dei lavoratori. A Milano
sono scese in piazza 3000 persone provenienti da tutto il Centro
Nord. A Roma, in Piazza Santi Apostoli, c'è stato un sit-in con 500
lavoratori del Mezzogiorno e del Centro Italia, che si sono poi
trasferiti in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati.
Gli slogan più urlati dai manifestanti, a cui è andata la solidarietà
di Prc e Pdci, sono stati "Vodafone vergogna, è tutta una menzogna"
e "non siamo ricaricabili". Con maglietta rossa e cartello 'Vendesi'
appeso al collo, hanno intonato un remake di Bella Ciao: "una mattina
mi son svegliato, lavoro ciao, lavoro ciao, ciao ciao".

Davanti alla sede di Assolombardia si è tenuto un comizio, in cui
Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil, ha tuonato: "la
riuscita dello sciopero di oggi è una cattiva notizia per Pietro
Guindani, che non ha capito quello che sta facendo; pensavano che
sarebbe stata un'operazione indolore e si sono invece trovati lo
sciopero più riuscito e la più grande manifestazione di tutti questi
anni". Ricordiamo che Guindani è l'amministratore delegato del gruppo
Vodafone Italia, oltre che presidente di Astel.
"Vodafone - continua il sindacalista - è un'azienda con problemi
molto seri, che sta nascondendo una crisi dietro alla cessione di un
ramo d'azienda". Secondo Miceli, l'ordine sarebbe partito da Londra,
e si tratta di un modo per poter operare "licenziamenti mascherati",
lasciando il gioco sporco a Comdata. Il segretario ha continuato
dicendo che "Da un'azienda che ha sempre insistito sulla
responsabilità etica ci aspettiamo il rispetto dell'Italia come Paese
e non il mero sfruttamento di un mercato e dei lavoratori", e ha
chiesto l'apertura di un tavolo con il Governo.

Noi abbiamo parlato con Federico Sciarpelletti, delegato sindacale
Slc-Cgil della Vodafone Roma, che ci ha spiegato in modo dettagliato
la situazione e i motivi dello sciopero.
Vodafone Italia è una delle maggiori compagnie telefoniche europee,
fa parte di un colosso internazionale delle telecomunicazioni, con
utili che raggiungono il 53% del proprio fatturato e cifre che si
aggirano intorno ai 4 miliardi di euro annui. L'azienda ha annunciato
e iniziato la procedura di esternalizzazione di un numero di
dipendenti pari al 10% della propria forza lavoro nazionale.
Si tratta della più grossa cessione di ramo d'azienda mai realizzata
nel settore: prevede il passaggio di 914 lavoratori delle aree di
back office (reclami, variazioni, attivazione etc) e della gestione
del credito di 5 call center (Ivrea, Milano, Roma, Napoli e Padova) a
Comdata, società di gestione dei servizi per conto di grandi aziende,
tipico esemplare di grosso contenitore di precarietà per la gestione
di operatori telefonici factotum, senza garanzie e certezze per il
futuro.
Tale processo, ingiustificato considerando gli utili di Vodafone,
azienda in salute, virtuosa dal punto di vista economico e
finanziario, che cresce con velocità quadrupla al Pil del nostro
Paese, si è compiuto peraltro in modalità offensive nei confronti dei
lavoratori, che hanno appreso la notizia su un articolo di giornale.
Siamo di fronte ad un fatto di assoluta gravità: come già
verificatosi in precedenti esperienze e documentato da numerose
inchieste, queste operazioni mascherano in realtà un taglio di
personale a favore di aziende con soglie di diritti più basse, in cui
la stabilità occupazionale è decisamente più a rischio.
Di questi 914 lavoratori, che costituiscono il 60% degli assunti nel
Call center, 273 sono di Roma, e il 70% è donna. L' età media è di 33
anni e l'inquadramento nel settore TLC è di quinto livello. Parliamo
di persone che, una volta scaduta la commessa Vodafone e Comdata,
potrebbero, a 40 anni, trovarsi riciclati in altre attività
dell'azienda, probabilmente con un livello di professionalità
richiesta molto più basso. Potrebbero essere costrette ad accettare
modifiche al proprio inquadramento, o venir messe alla porta nel
caso, estremamente probabile, che Comdata non garantisca più gli
utili che dichiara di avere oggi.
Tale operazione è resa possibile dalla famigerata legge 30, che ha
deregolamentato la legge sulla cessione di ramo d'azienda, ed è stata
effettuata in border line. Infatti i reparti interessati e ceduti non
sono affatto autonomi - come vorrebbe la legge - né come collocazione
spaziale (stesso palazzo e postazioni di tutti gli altri reparti) né
come gestione del cliente, in quanto i lavoratori in questione non
possono fare a meno di interagire con colleghi di reparti non
impattati dalla cessione, poiché devono necessariamente gestire con
loro le pratiche dei clienti.
Inoltre, sono coinvolti elementi che sono stati da poco spostati per
un'ufficiale e decisamente sospetta 'job rotation', in realtà
selezione mirata per eliminare coloro che sono stati considerati rami
secchi. Ci riferiamo, in alcuni casi, a delegati sindacali, a
lavoratori critici con le scelte aziendali, a cosiddetti fannulloni,
e, addirittura, a lavoratori godenti della legge 104. Insomma, la
parola forse più appropriata è 'discriminazione'.
Siamo davanti a una mera e meschina rincorsa al profitto facile sulle
spalle di lavoratori che guadagnano 800-1000 euro al mese.
I manifestanti e il delegato sindacale sopra nominato, ritengono che
tutte le Istituzioni ai massimi livelli debbano farsi carico della
sospensione dell'esternalizzazione in corso.
Federico Sciarpelletti conclude così la nostra
chiacchierata: "Crediamo che chi del lavoro ha fatto una bandiera non
possa non attivarsi al fine di rivedere la Legge 30 su temi come la
cessione di ramo d'azienda, in quanto è una mina vagante sulla vita e
sulle prospettive di milioni di lavoratrici e lavoratori".

Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta da Rosa Rinaldi,
sottosegretario del ministero del Lavoro. Si è arrivati ad una sorta
di momentaneo compromesso: il ministero si impegnerà a chiedere a
Vodafone la sospensione dell'operazione (che secondo i piani si
dovrebbe concludere il primo novembre) e a dare il via ad un
confronto, da tenersi presumibilmente la prossima settimana, e a cui
parteciperanno il ministro Cesare Damiano e, si vocifera, quello per
la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. La Rinaldi ha assicurato che la
convocazione delle parti in causa avverrà in tempi brevi, e ha
espresso l'intenzione di coinvolgere nella vicenda anche il ministero
delle Attività produttive.

Life is now. Capiremo prossimamente se questo "now" è estendibile al
tempo futuro.









Sab 6 Ott 2007 8:55 pm

smockroll
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #22 di 289 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Emma Berti, 05 ottobre 2007 I lavoratori della Vodafone Italia hanno scioperato contro l'esternalizzazione di 914 impiegati, che verranno acquisiti da Comdata....
smockroll
Offline Invia email
6 Ott 2007
8:55 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?