fuori i fasci dall' universita'
Nostro malgrado siamo costretti ad
assistere all’ennesimo atto violento e brutale da parte di chi ancora non
si rassegna alla scomparsa del regime fascista in Italia.
Tuttavia c’è qualcosa di
inedito. Da ora le aggressioni possono tranquillamente avvenire in pieno giorno,
in luoghi molto affollati come può esserlo un’università. Ora c’è
il governo “amico” che copre le spalle e, non abbiamo timore di
affermare, sovvenziona certe correnti e organizzazioni.
Organizzazioni evidentemente
funzionali a scopi repressivi e quindi volte a riportare in auge una sorta di
strategia della tensione. Organizzazioni non clandestine, ma perfettamente
inserite in un contesto istituzionale: basti pensare alle ultime elezioni
politiche che hanno visto “Forza Nuova” e “
Non crediamo di esagerare, a questo
punto, se affermiamo che l’università La Sapienza è sotto assedio. Un
assedio neofascista!
Perché? La scorsa
notte militanti di Forza Nuova hanno passato il loro tempo facendo
affissione sui muri esterni l’università. Già stamani ragazze e ragazzi
dei collettivi universitari erano impegnati nel pulire i muri soffocati da
quella cartaccia nera. Ebbene l’aggressione squadrista non si è fatta
attendere e numerosi compagni sono rimasti feriti e contusi dopo diversi minuti
di colluttazione.
Inutile elencare le suppellettili
metalliche utilizzate per acuire il dolore e provocare la maggiore perdita di
sangue possibile. Diciamo che siamo sotto assedio, come studenti e come
persone, perché ciò che colpisce maggiormente è la rapidità con cui la notizia
che i collettivi si erano messi in moto è circolata. Le tre macchine
“littorie” che sono entrate in azione verso l’ora di pranzo
erano, molto probabilmente, già pronte per l’uso; aspettavano solo il
segnale di partenza.
Da non trascurare sono sicuramente
le cause scatenanti di questo scempio. Il preside della facoltà di lettere
della Sapienza aveva accordato nei giorni scorsi un’assemblea a cui avrebbe dovuto partecipare Roberto Fiore che presiede
appunto Forza Nuova. Dopo i fatti accaduti nelle ultime ventiquattr’ore
le compagne e i compagni dei collettivi hanno fatto in modo che
quell’assemblea non avesse luogo, oltre al blocco totale delle lezioni.
Tutto questo non è un fatto isolato.
Nei giorni scorsi nel quartiere Pigneto a Roma si
sono registrati atti di violenza e aggressione gratuita nei confronti di
migranti e delle loro attività commerciali. Poco importa che la firma di questi
atti sia una croce celtica o una svastica: un certo modo di pensare e agire, al
contrario di quanto pensavano i cultori buonisti del
“pensiero unico”, sta tornando a farsi sentire materialmente. Non
dimentichiamo i pogrom recenti avvenuti in diverse città italiane, Napoli su
tutte, a discapito di Rom e migranti in generale.
È importare tenere a mente questi
avvenimenti, perché saranno solo i primi di una lunga lista. Le elezioni
politiche hanno solo fatto da scintilla propulsiva a un fenomeno già da tempo
pronto a scattare in tutta la sua ferocia.
Non c’è da contrastare solo i
neofascisti! Anche l’indifferenza di chi si sente al sicuro e lontano da
certe dinamiche. Sapere che c’erano persone che passavano senza curarsi
del pestaggio alla Sapienza è raccapricciante e fa capire che le vette da
scalare sono almeno due: neonazismo e indifferenza.
Ci attende un compito molto arduo:
lotta totale al ritorno dello squadrismo fascista e culturale per ottenere la
massima mobilitazione possibile.

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