UNA FERMA RISPOSTA DI LAVORATORI e STUDENTI al modello borghese per il
prossimo futuro
Le recenti vicende italiane sono l´ennesimo esempio di come, se lasciata
agire impunemente, la borghesia
intende gestire le future relazioni sindacali: i padroni decidono e i
lavoratori si adeguano.
Lo dimostra la vicenda Alitalia, con l´imposizione ai lavoratori di una
accordo per affaristi e banchieri -
avvoltoi , i cui costi saranno pagati anche da tutti gli altri
lavoratori chiamati con le tasse a ripianare i debiti,
mentre la polpa resta agli "amici degli amici". Per l´ennesima volta i
vertici sindacali confederali si sono divisi
secondo le rispettive aree partitiche di riferimento e, salvo qualche
blando tentativo di opposizione, si sono
adeguati alle esigenze del capitale, mentre le lotte di resistenza
vedono le categorie spesso divise.
Un gran brutto precedente in vista della "riforma" del sistema di
contrattazione. Governo e Confindustria
impongono un´importante svolta nel modello di relazioni sindacali: al
sindacato non basta essere
"compatibile" per essere ammesso al tavolo, deve recepire in TOTO i
programmi elaborati dal padronato.
Anche la manovra sulla scuola (troppo onore chiamarla riforma) vede la
borghesia imporre il suo gioco senza
alcuna contrattazione, neanche di facciata, un provvedimento "blindato",
che impone anche per i lavoratori
pubblici il suo nuovo modello di relazioni sindacali.
Anche qui si prepara una pesante strage di posti di lavoro.
L´accorpamento delle classi, la chiusura dei plessi
di piccole dimensioni, il taglio del tempo scuola dall´infanzia alle
superiori, permetterà di eliminare 150 mila
lavoratori nei primi tre anni, fra insegnanti e personale ausiliario e
amministrativo. ... e senza ammortizzatori
sociali. Se elimini un precario infatti non devi neanche licenziarlo,
basta non riassumerlo! Obiettivo principale il
taglio della spesa pubblica, sul cui altare, in base alla legge 133,
saranno sacrificati a breve 90 mila precari di
Comuni, Province, Regioni e Università.
Ma non solo: da un lato si toglie, soprattutto nella scuola
dell´obbligo, un servizio importante per le famiglie che
lavorano (e soprattutto per le donne che lavorano), a vantaggio di
evasori fiscali e datori di lavoro che
assumono in nero e non rispettano le norme di sicurezza, tutti premiati
dalla L.133.
Dall´altro si spazza via un settore dove il precariato era relativamente
protetto dal contratto.
Lo scopo non è solo risparmiare, ma costringerli ad accettare ogni sorta
di ricatto anche ideologico. Lo scopo è
cioè anche avere insegnanti asserviti alle ideologie dei gruppi dominanti.
Nella manovra Gelmini si massacrano istituti professionali e i corsi per
adulti, dove si affollano figli di lavoratori
e immigrati, cui si offrono percorsi scolastici brevi e impoveriti, cui
seguirà un titolo di studio svalutato. Per tutti
un modello unico di pensiero (a partire dall´infanzia col maestro
unico), poche essenziali conoscenze di base,
utili a diventare produttori e consumatori, ma possibilmente non
pensanti, asservibili a una borghesia sempre
più arrogante, che propone il modello: produci, consuma e crepa!
I figli della borghesia avranno a disposizione le scuole private,
religiose e non, finanziate dalla "dote" del
Formigoni di turno e dai contributi del governo di turno (tutti soldi
provenienti dalle tasse dei lavoratori), e
avranno le scuole più attrezzate e gli insegnanti migliori. Il disegno
di legge Aprea, prevede docenti assunti
tramite concorsi indetti da ciascun istituto e la distinzione dei
docenti in tre fasce, in base alla loro preparazione:
indovinate a chi andranno i "peggiori"?
Per i figli degli immigrati le classi ghetto. Anche qui lo scopo è
chiaro: separiamoli da piccoli perché non lottino
insieme da grandi!
I figli dei proletari dovranno accontentarsi di maestri non solo unici
ma soli, soli di fronte alle richieste sociali,
abbandonati da uno stato che in Italia non è mai stato "welfare", in una
scuola che è sempre stata "di classe"
perché specchio della società, ma che ora esplicitamente taglia il tempo
di istruire e integrare, limitandosi a
fornire "istruzioni per l´uso", per diventare passivi esecutori
all´interno del sistema produttivo.
Questa è la valenza reazionaria delle "riforme" dello stato borghese.
Ai disegni padronali si contrappone però la ripresa delle lotte di
opposizione, tanto in settori del lavoro salariato
privato, quanto nelle scuole.
Esemplari in questo senso le lotte dei lavoratori Alitalia, gli scioperi
della scuola e la forte mobilitazione
studentesca. A questo si aggiunge l'interesse mostrato da una parte del
movimento studentesco verso le lotte
dei lavoratori attivi. E' un segnale positivo la richiesta, da parte
degli studenti dell'Onda, di uno sciopero
generale per l'abrogazione immediata della legge 133 e della legge 169
(decreto Gelmini), sulla strada di una
possibile unificazione dei fronti di lotta.
*COLLEGAMENTI INTERNAZIONALISTI *(Collettivo Collegamenti
Internazionalisti di Bergamo
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