LA QUESTIONE DELLA «CULTURA BIBLICA»
ALLA LUCE DEL GIUDAISMO
Esiste una "cultura biblica"? Alcuni hanno preteso che lo stile di vita dei
primi credenti giudaici fosse il substrato di un'autentica "cultura biblica". È
veramente proponibile questo, specialmente alla luce delle decisioni del
concilio di Gerusalemme (At 15)? Altri hanno preteso nei secoli che lo stile di
vita dei cristiani occidentali sia quello "giusto" e perciò hanno esportato
insieme all'Evangelo anche la cultura occidentale, snaturando così le culture di
vari popoli, dove sono arrivati i missionari. Si parla al riguardo di
"colonialismo culturale".
L'Evangelo è di per sé un messaggio straordinario ma semplice. Dove esso
arriva trasforma le persone, il loro atteggiamento mentale, lo stile di vita,
eccetera. L'Evangelo non abbatte le culture, ma si innesta in esse per
guadagnare le persone a Cristo. Ogni cultura può diventare "biblica", dove
l'Evangelo diventa una forza dinamica di trasformazione. Ma l'Evangelo non vuole
snaturare le culture che trova, ma le vuole nobilitare negli aspetti positivi
insiti in esse. Per questo motivo, nel primo secolo l'Evangelo poté arrivare in
pochi decenni in popoli così diversi quanto a lingua, cultura, storia, usi e
costumi.
A mio parere è un errore vedere nel cristianesimo di Gerusalemme un modello
di "cultura biblica", visto che esso durò solo pochi decenni (Gerusalemme fu
distrutta nel 70 d.C.) e già prima divenne minoritario all'interno di una chiesa
composta specialmente da Gentili, a cui non fu imposta la cultura dei Giudei
cristiani. È altresì un errore portare la cultura dei cristiani occidentali,
credendo e facendo credere che sia di per sé la "cultura biblica".
La fede in Gesù è una eredità giudaica? Se la fede in Lui fu annunciata
dapprima nel giudaismo, ben presto se ne sganciò, perché era un messaggio
universale. Tale fede divenne efficace di là dalla Legge e dal giudaismo. La
chiesa esclusivamente giudaica fu una brevissima fase della storia della chiesa.
In effetti, i Giudei cristiani, che continuarono a manifestare l'ebraicità della
loro fede, furono fin dall'inizio una piccolissima minoranza del giudaismo e
divenne presto ancora più esigua all'interno della chiesa nel suo complesso. Non
si può quindi affermare che la cultura giudeo-cristiana fosse norma e normativa
all'interno della chiesa del primo secolo e di quelli successivi. Quello che
rimase fu una concettualità generale che in genere non fu espressa neppure in
ebraico ma in greco (il NT è stato scritto in greco e non esiste neppure un solo
frammento in ebraico!). Non è un caso che il concetto ebraico "Messia", sebbene
si possa ritenerlo centrale, si trovi solo tre volte nel NT (Gv 1,41; 4,25;
13,25), mentre il corrispondente greco, "Cristo", ricorre in 507 versi.
L'atteggiamento dei missionari del paleo-cristianesimo (erano tutti
Giudei!) non fu quello di trasmettere la giudaicità culturale alle genti che
evangelizzavano, ma di inserire l'Evangelo nella loro cultura, assumendo essi
stessi gli usi e i costumi degli di Dio, alfine di guadagnare il maggior numero
di persone a Cristo... {Nicola Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Cultura_biblica_giudaismo_UnV.htm]
o--> Altri articoli recenti
<+> Lezioni dalla storia 1: L’influenza delle rivolte giudaiche sulla chiesa
primitiva {Argentino Quintavalle}
[http://www.puntoacroce.altervista.org/Artk/2-Lezioni_storiche1_Sh.htm]
<+> Gerusalemme e i cristiani {Nicola Martella}
[http://www.puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Gerusalemme_cristiani_MT_AT.htm]
o--> Temi recenti di discussione
<+> Calice o bicchierini? {a cura di Nicola Martella}
[http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Calice_bicchierini_UnV.htm]
<+> Che cos’è la salvezza? {a cura di Nicola Martella}
[http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Salvezza_biblica_R56.htm]
o--> Per le altre ultime novità presenti sul sito vai a:
http://www.puntoacroce.altervista.org/+novum.htm
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]