IL VERME DELL’ACCADEMISMO
La presentazione ordinata del sapere è certamente una necessità. Insegnare a
usare gli "strumenti del mestiere" è importante. Altra cosa è il culto di un
accademismo erudito, chiuso e fine a se stesso. Quanto diremo qui di seguito, lo
riferiamo specialmente in ambito cristiano a scuole bibliche, istituti biblici,
accademie teologiche, facoltà teologiche e università teologiche. Per brevità
parleremo di "istituti biblici".
L'accademismo ha diversi "vermi" (o meglio "serpi") nascosti in sé, come ad
esempio i seguenti.
<+> L'accademismo ha spesso poca attinenza con la situazione reale e con i
bisogni reali.
<+> L'accademismo pensa che la meta desiderabile sia quella di alzare
maggiormente il livello d'insegnamento. In tal modo diventa un'attività
elitaria.
<+> L'accademismo si riduce ad avere se stesso come punto di riferimento e
a parlare a se stesso. I suoi "termini tecnici" diventano il cifrario di
un'elite di iniziati.
<+> Gli studenti che si avviano all'accademismo, vedono in esso un sapere
elitario desiderabile. In genere, l'attività scolastica li porta sempre più ad
allontanarsi dal mondo reale, e l'accademismo stesso diventa oggetto della loro
attenzione e studio. A fine studio si sentono dei "diversi" nel mondo reale e,
se non riescono ad agganciare quest'ultimo abbastanza presto, saranno anche
degli "esclusi".
<+> Negli studenti forgiati nella fucina dell'accademismo, al grande sapere
scolastico si appaia una grande fragilità caratteriale, umana e spirituale. In
genere hanno avuto "insegnanti", ma non "maestri", ossia maestri di vita. Hanno
imparato la teoria, ma non l'anno verificata e sperimentata nella pratica. A ciò
si aggiunga che spesso sono diventati dei "cloni" dei loro insegnanti, non
sempre persone mature che sanno esprimere le loro convinzioni e le sanno
argomentare.
<+> Dopo lo studio, quando gli studenti tornano nella vita reale, parlano
alla gente comune da accademici, attirandosi ammirazione, ma restando spesso
incompresi. L'orgoglio accademico li porta spesso all'orgoglio caratteriale e a
disprezzare la "massa ignorante", che non si lascia guidare alla conoscenza
(scolastica). Questo è da sempre l'atteggiamento d'arroganza della nomenclatura
religiosa e dei Farisei (Gv 7,59). Quando gli studenti terminano gli studi,
spesso si pongono in contrapposizione con chi sta alla guida, ma magari non ha
fatto studi accademici. Il conflitto è assicurato, così anche le penose
conseguenze. Alcuni di loro finiscono nell'isolamento. Altri attraggono gente
intorno a sé come una specie di guru. Altri ancora imparano con dolore a
"riprogrammarsi" e a usare le loro conoscenze per il bene reale degli altri, non
nell'inseguimento di una chimera accademica che serva specialmente a sé. {Nicola
Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org\Artk\1-Accademismo_verme1_UnV.htm]
o--> Altri articoli recenti: <+> La preghiera del Signore 3: «Venga il tuo
regno» {Argentino Quintavalle}
[http://puntoacroce.altervista.org/Artk/2-Padre_nostro3_UnV.htm] <+> Lezioni
dalla storia 3: La storia della chiesa da Costantino alla prima crociata
{Argentino
Quintavalle}[http://puntoacroce.altervista.org/Artk/2-Lezioni_storiche3_Car.htm]
<+> La questione della «cultura biblica» alla luce del giudaismo 3 {Nicola
Martella}
[http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Cultura_biblica_giudaismo3_EnB.htm]
o-->Per le altre ultime novità presenti sul sito vai a:
http://www.puntoacroce.altervista.org/+novum.htm
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