CONDUTTORE SOLO SE SPOSATO E PADRE?
Un conduttore di una chiesa mi ha scritto per proporre una questione dibattuta
fra le chiese della sua zona, ma che si ritrova in molte altre, che riguarda
alcuni prerequisiti per la conduzione di una comunità. La tesi di alcuni
fratelli l'ho sintetizzata nel titolo e più esplicitamente potrebbe recitare
così: per essere conduttore di una chiesa, bisogna essere sposato, padre di
figli di una certa età e quindi egli stesso non proprio più tanto giovane. Un
giovane irreprensibile e capace è quindi svalutato riguardo a tale ministero di
guida; diversamente un uomo sposato con figli in età almeno scolare è preferito,
e si è indulgenti con lui se non è proprio così irreprensibile, dotato di
buonsenso e capace d'insegnare.
Certi conduttori di chiesa col passare degli anni diventano più radicali in
certe cose (p.es. abitudini, tradizioni, usi e costumi denominazionali), più
intransigenti e conservatori verso altre cose (p.es. cambiamenti di
strutturazione, di conduzione, di gestione, di rinnovamento) e insensibili verso
i veri bisogni delle loro chiese. Devo pensare a tante situazioni in cui la
seguente saggia costatazione di Salomone si può applicare a vari "anziani a
vita", i quali col tempo non diventano proprio migliori come il vino: "Meglio un
giovane povero ma savio che un re vecchio ma stolto, che non è più in grado di
farsi dare degli avvertimenti" (Ec 4,13).
Girando fra le chiese, mi rendo conto che — facendo le dovute eccezioni —
molti dei conduttori non passerebbero un esame d'idoneità, se si applicasse a
loro letteralmente tutti gli aspetti di 1 Tm 3 e Tt 1. A volte giovani
irreprensibili e capaci sono tenuti fuori dalla conduzione dai conduttori di una
certa età per paura di cambiamenti, che essi stessi debbano cambiare, di non
essere poi più al passo con i tempi. Si preferisce perciò di trovare appoggi
nella Bibbia che rendano più difficile (se non impossibile) l'entrata di persone
più giovani nel consiglio di chiesa o addirittura un cambio generazionale. In
effetti certi conduttori restano tali a vita, di là dal fatto se servono
all'opera o la rallentano, ed essi lasciano tale funzione spesso solo
congedandosi dalla vita. Nelle chiese, dove sono stato coinvolto, abbiamo
impostato le cose così che ci sia una verifica periodica dei conduttori
(anziani) e dei servitori (diaconi). Ciò fa bene alle persone di guida, fa bene
alla chiesa, permette a chi non è (più) idoneo di fare altro nella chiesa e
rende possibile un'integrazione del consiglio di chiesa con persone giovani che,
di là dal loro stato sociale, sono maturi, irreprensibili e capaci. {Nicola
Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org\/Temi\1-Conduttore_sposato_padre_S&A.htm]
Leggi qui il contributo di tale conduttore di chiesa e lamia risposta.
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