Caro XXX, šalômI «FIGLI DI DIO» IN GENESI 6: UOMINI O ESSERI CELESTI?
«E quando gli uomini cominciarono a moltiplicare sulla faccia della terra e
furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie
degli uomini erano belle, e presero per donne quelle che si scelsero fra tutte.
[…] In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche di poi,
quando i figli di Dio si accostarono alle figlie degli uomini, e queste fecero
loro dei figli…» (Gn 6,1s.4).
I «figli di Dio» in Genesi 6 hanno stimolato da sempre l’interesse dei
lettori e degli studiosi della Bibbia e rappresentato una delle «croci degli
interpreti». Per gli uni non si può che trattare di uomini (e qui le tesi sono
parecchie), per gli altri si tratta chiaramente di esseri celesti. Spesso si
parte da questo assunto: Ciò che non posso immaginarmi o spiegare non esiste.
Ciò che mi ripugna non può essere. Come potrebbe Dio permettere qualcosa del
genere?
Qualcuno ha detto che tra cielo e terra c’è molto di più di quanto
riusciamo a immaginarci. Fare del proprio soggettivismo il criterio della
verità, non è una buona base per giungere alla conoscenza.
Un lettore, dopo aver letto quanto da me scritto in uno dei miei libri, mi
ha inviato le sue obiezioni e le sue osservazioni {Nicola Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Figli_di_Dio_Gn6_Oc.htm].
Per la discussione delle varie tesi, secondo cui si sarebbe trattato di uomini,
e per la presentazione della tesi, secondo cui erano invece esseri celesti, si
veda: Nicola Martella, «Dalla conoscenza alla gnosi», La lieve danza delle
tenebre (Veritas, Roma 1992), pp. 250ss e p. 279 note 17 e 18.
o--> Per le altre ultime novità presenti sul sito vai a:
http://www.puntoacroce.altervista.org/+novum.htm
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