MATTEO 6,22-23 FRA SUPPOSIZIONI E REALTA'
Questo confronto fra Argentino Quintavalle e me e' l'efflusso di un tema di
discussione dal titolo "Parlando di traduzioni, lingue bibliche e mentalita'
ebraica" [>>
http://www.puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Traduzioni_ebraicita_MT_AT.htm]. In
esso Argentino ha fatto continuamente riferimento a un «sotto-testo ebraico», al
quale bisognerebbe risalire, per capire quello greco. La sua tesi ricorrente e
conclusiva e' questa: «E quindi riaffermo che i greci non avrebbero potuto
capire gran parte delle Scritture se non c'era qualche ebreo che gliele
spiegava». In tale contributo mi ha lanciato anche una sfida personale riguardo
a Mt 6,22s: «Nicola ha detto che le mie sono delle mere supposizioni, ebbene io
ripeto l'invito a provare a spiegare, tanto per cominciare, il brano sopra
citato, e poi vedremo se sono mere supposizioni». Non mi resta altro da fare che
assecondare le sue argomentazioni e rispondere a esse.
La sua tesi è che Mt 6,22s si possa capire soltanto partendo da uno sfondo
giudaico rabbinico. E Gesu' avrebbe inteso in esso la "generosita'" (occhio
sano) contrapposta alla "avarizia" (occhio viziato). A tali tesi io faccio
osservazioni e obiezioni, arrivando alla conclusione che il lettore greco
potesse capire tali asserzioni di Gesu', che erano di carattere morale, anche
senza il presunto sfondo giudaico, e che i termini non significavano
"generosita'" e "avarizia". E' un dibattito interessante e istruttivo su come si
possa e si debba interpretare un brano biblico. {Nicola Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Mt6-22s_supposizioni_Mt.htm]
o--> Novita' editoriale: "Escatologia 1-2" (Escatologia biblica essenziale e
Escatologia fra legittimita' e abuso), ossia un'opera sul tempo della fine
[http://www.puntoacroce.altervista.org/Buch/L-Escatologia-1.htm].
o--> Per le altre ultime novita’ presenti sul sito vai a:
http://www.puntoacroce.altervista.org/_Novum.htm.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]