Invito alla lettura su "Fede controcorrente"
ATTI 13,48 E LA TEOLOGIA RIFORMATA
Un lettore ex-carismaticista ha cercato di trascinandomi in una disquisizione
dottrinale che non e' per i miei gusti, essendo che trae argomenti da una
sovrastruttura ideologico-dottrinale qual e' il calvinismo. Come si sa, tutte le
sovrastrutture dogmatiche, avendo una genesi filosofica, sono poco congeniali a
chi preferisce un minuzioso studio esegetico. Di cio' abbiamo gia' dibattuto
altrove. [>> Sovrastrutture dottrinali e teologia riformata]
Il lettore aveva gia' fatto riferimento ad Atti 13,48. Ora mi ha scritto:
"Peccato che non hai affrontato il passo di Atti 13,48. Uno dei passi per
eccellenza. Comunque questi credenti misero la loro fiducia nella parola perche'
erano preordinati!". Come si vede, il mio ex-carismaticista (quindi anche
ex-arminiano!) fa ora affermazioni del tutto calviniste, secondo la malsana
dottrina della doppia predestinazione! e' la solita reazione di chi esce da una
sovrastruttura ideologico-dottrinale: per reazione e contrappasso, rischia di
cadere in una di segno contrario?!
Il brano in questione recita come segue: "E i Gentili, udendo queste cose, si
rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e crederono quanti erano
determinati riguardo alla vita eterna". Si puo' capire legittimamente questo
testo nel suo contesto letterario, senza che si proietti in esso la dottrina
della doppia predestinazione, un insegnamento che trae la sua genesi da una
ideologia filosofica? {Nicola Martella} [Continua:
http://www.puntoacroce.altervista.org/Temi/1-At13,48_calvinismo_Esc.htm].
o--> Novita' editoriale: "Escatologia 1-2" (Escatologia biblica essenziale e
Escatologia fra legittimita' e abuso), ossia un'opera sul tempo della fine
[http://www.puntoacroce.altervista.org/Buch/L-Escatologia-1.htm].
o--> Per le altre ultime novita’ presenti sul sito vai a:
http://www.puntoacroce.altervista.org/_Novum.htm.
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