Cari nel Signore, sebbene non intervenga spesso nella community, seguo quanto mi
arriva da voi. Una cosa che mi dà continuamente fastidio è la seguente: alcuni
usano una macedonia di versetti biblici spesso messi insieme a proprio arbitrio
e senza i corretti riferimenti per individuarli. Con questa versettologia -- che
si sia coscienti o meno -- si rischia di usare in modo strumentale la Bibbia e
di farle dire ciò che si vuole. Non sempre chi riceve tali scritti riesce a
distinguere quelle che sono le parole dell'autore da quelle tratte dalle sacre
Scritture. Questo è molto pericoloso! Infatti una caratteristica dei seguaci di
false dottrine è proprio l'uso arbitrario delle sacre Scritture! Noi che amiamo
il Signore e la sua Parola, dobbiamo distinguerci per correttezza e rigore
nell'usare e citare la Bibbia.
Addirittura ricevo fantomatiche "profezie" di persone, che sono costituite
da una macedonia di versi biblici, tagliuzzati e assemblati a proprio arbitrio,
per farle dire ciò che si vuole. Ciò è una grave responsabilità verso Dio e la
sua santa Parola! Quelli che vogliono seguire la "sana dottrina", devono
assolutamente distinguersi per rispetto verso la Parola di Dio, usandola con
riverenza, sobrietà, correttezza e rigore.
Consiglio perciò che per i versi biblici si usino le virgolette e si mettano
tra parentesi i riferimenti biblici (io personalmente metto i versi biblici
anche in corsivo). Ecco un esempio che ho scelto apposta: "Siate irreprensibili
e schietti, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e
perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la
Parola della vita" (Fil 2,15).
Consiglio pure che si faccia un uso sobrio e pieno di discernimanto della
Parola, poiché ogni uso indebito (macedonie di versi, versettologie) porta con
sé una responsabilità dinanzi al Dio della Parola, di cui bisognerà rendere
conto in questa vita e dinanzi al trono di Dio!
Vi lascio con questa esortazione dell'apostolo Paolo al suo collaboratore
Timoteo: "Studiati di presentare te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che
non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità" (2 Tm
2,15).
Dio vi illumini con la sua santa Parola. Shalom... Nicola Martella
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