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news del 4 settembre 2002   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #147 di 438 |
NEWS del Coordinamento Comasco per la Pace
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COMUNICATO STAMPA
VERTICE DELLA TERRA DI JOHANNESBURG - 02.09.2002/ 2.

RICCARDO PETRELLA, DANIELLE MITTERRAND E ROSARIO LEMBO
COMMENTANO IL VERTICE DELLA TERRA DI JOHANNESBURG:
"DA RIO + 10 A RIO - 10: NO AL SUMMIT DELLA SOTTOMISSIONE" - "L'ACCORDO
SULL'ACQUA E' UNA FARSA"

Johannesburg, 2 settembre 2002 - Riccardo Petrella, Danielle Mitterrand e
Rosario Lembo, a nome della Coalizione mondiale contro la privatizzazione e la
mercificazione dell'acqua, e di un folto gruppo di organizzazioni popolari e Ong
... se ne vanno dai luoghi ufficiali del vertice della Terra e del Waterdome.
Petrella e Mitterrand hanno dichiarato: "Il presunto accordo raggiunto stanotte
sull'Acqua è una farsa. Infatti, si limita a riconoscere che l'acqua è un
diritto, ma non si assumono impegni per garantire l'accesso all'acqua potabile
entro il 2015 al miliardo e mezzo di persone che non vi ha accesso. Non sono
previsti impegni globali da parte di tutti gli Stati, ma si lascia ai singoli
paesi l'assunzione di impegni bilaterali. Da ciò che sappiamo, l'accordo non
prevede nessun impegno su come coprire i costi per l'accesso all'acqua, nessun
impegno di investimenti per la distribuzione, i servizi igienici e le fognature.
Tutto viene rimandato al libero mercato, non c'è un piano operativo d'azione né
stanziamenti dei governi.
Ci sentiamo traditi da questo vertice. Proprio per questo un folto gruppo di
organizzazioni popolari ha deciso di abbandonare il summit. Noi fra queste.
Qui tutto è bloccato. Il summit della terra che avrebbe dovuto tracciare le
linee di impegno sullo sviluppo sostenibile per i prossimi anni, è tenuto in
ostaggio da un paese il cui Presidente è assente, occupato come è a preparare la
guerra. Su due cose in particolare gli Usa - e un piccolo gruppo di paesi loro
alleati - non cedono: il riconoscimento del legame intrinseco tra diritti umani
e sviluppo sostenibile. Quasi che il cibo, l'acqua, la sanità non fossero
diritti di tutti. In più essi non accettano nessuna regolamentazione di
carattere globale. Condizionerebbe il mercato e gli interessi delle grandi
imprese. La loro ricetta prevede invece soltanto iniziative specifiche che
dovrebbero mettere insieme gli stati e quelle imprese private che in esse
possono rinvenire un certo margine di interesse.
Manca a questo vertice l'audacia della politica. Manca una visione umana della
realtà. Un esempio per tutti. Nel 1977 le Nazioni Unite si erano prese l'impegno
di dare la possibilità a tutti di avere l'acqua potabile e i servizi igienici
entro l'anno 2000. Oggi si accetta che questo obiettivo, dimezzato, sia
raggiunto nel 2015.
Nell'ultima sessione della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite,
52 stati su 53 hanno votato una risoluzione sull'accesso all'acqua e ai servizi
igienici per tutti. Ma qui a Johannesburg non è possibile fare altrettanto
perché pesa il veto degli Stati Uniti. Johannesburg, invece che Rio + 10,
rischia di divenire così Rio - 10. E noi non possiamo accettare.
Regna nel summit una sorta di pragmatismo efficientista che non permette nessuna
progettazione. Tutto deve passare attraverso le compatibilità economiche degli
stati e delle imprese.
Ma la cosa che balza immediatamente agli occhi qui a Johannesburg è soprattutto
il potere delle grandi imprese multinazionali. Esse hanno "occupato" il vertice
e tentano di accreditarsi come interlocutrici credibili ed efficaci, al posto
delle Organizzazioni non governative, come espressione dell'intera società
civile. L'Onu ha pronto un elenco di circa 200 progetti, fatti in collaborazione
tra imprese private e stati: Shell lancia un progetto di esplorazione di gas
nelle Filippine; BMW il kit ecologico per le scuole in vista della possibile
produzione della macchina a idrogeno; Axel Sprinter un programma per limitare
l'inquinamento nella stampa dei giornali e via di questo passo. Niente di male
se ciò non significasse condizionare l'impegno ambientale e i diritti delle
persone agli interessi delle multinazionali. Una sensazione che appare chiara
quando si entra nei luoghi di incontro. Sembra di entrare non in sedi destinate
al dibattito e alla ricerca, bensì in spazi fieris!
tici d
ove ogni grande impresa ha il suo stand pubblicitario. D'altra parte il piano
d'azione rappresenta un vero e proprio passo indietro della sensibilità
ecologica nei confronti delle esigenze del libero mercato. Molte volte in esso
si dice che le decisioni degli stati in materia ambientale devono rispettare le
regole del W.T.O (World Trade Organisation), che viene in questo modo posto al
vertice della gerarchia delle norme internazionali. Johannesburg rischia di
divenire il luogo dove in nome dello sviluppo sostenibile, si archivia per
sempre ogni impegno ecologico e ogni politica sociale.
Stare a questo gioco sarebbe rendersi complici di un sistema che antepone gli
interessi ai diritti e mette il nostro presente e il nostro futuro nelle mani di
chi ha a cuore solo i propri interessi.

*****************************
In cammino per la Pace con p. Alex Zanotelli, don Ciotti, testimoni dal
Sudafrica e dal Brasile… per continuare il Giubileo degli Oppressi.

Gli Istituti e Laicato Missionari Comboniani organizzano la 2a edizione del
GIUBILEO degli OPPRESSI in diretta continuità con un evento che due anni fa ha
coinvolto e sensibilizzato complessivamente quindicimila persone in varie
regioni del paese.
L’iniziativa ha come titolo “LA PACE NELLE NOSTRE MANI: NON SOLO UTOPIA”. Si
tratta di una preziosa occasione per la promozione della Pace a partire dalle
proposte di esperienze e testimoni provenienti dal Sud del mondo.

La carovana, composta da P. Alex Zanotelli, don Ciotti e due voci dal Sudafrica
e dal Brasile tocca dieci città italiane; nella serata di domenica 8 Settembre
alle ore 20,30 è a Milano, presso l’auditorium del PIME, in via Mosè Bianchi.

Si vuole rilanciare con più forza l’impegno per la pace, e come missionari
sentiamo la necessità e l’urgenza di annunciare un Vangelo di pace, giustizia e
riconciliazione,confermando il desiderio di tanti a costruire un mondo diverso.

La carovana trova ad attenderla in ogni città gruppi, associazioni e comunità
capaci di proporre a loro volta percorsi ed esperienze di pace. I testimoni
dalle periferie del mondo ci aiuteranno a capire in che modo riconciliazione e
perdono, difesa dei diritti umani e non violenza possono rivitalizzare dal
basso società dilaniate dall’odio e dalle divisioni. Dal Sud del mondo, dunque,
ci arriveranno proposte costruttive.
Esponenti della Chiesa italiana ci parleranno del nesso legalità giustizia
pace.

L’evento è occasione di confronto, e le realtà di emarginazione, povertà,
disagio, situazioni drammatiche e imprevedibili che si vivono nella nostra città
e periferia, ci sfidano e interpellano la sensibilità di tutti ad un impegno
concreto per dare risposte adeguate.
Allo stesso tempo ci chiama in causa a sentirci responsabili di tutte le
situazioni di povertà, ingiustizia e guerra presenti soprattutto in tanti
paesi del Sud del mondo.

Contiamo di esserci in tanti, convinti che
“la pace non ha molto da spartire con la vita pacifica; è una conquista che
richiede lotta, sofferenza e tenacia” (don Tonino Bello).
P. Fernando. P. Stefano e Sr. Bruna
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Mer 4 Set 2002 8:37 am

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Gianluca Luraschi
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4 Set 2002
8:38 am
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