Cara Cinzia Olivieri,
rispondo alla tua lettera sugli Organi Collegiali
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L'associazione Treellle nel Quaderno N 5- giugno 2006 intitolato Per una
scuola autonoma responsabile, presentato a Roma il 4 luglio scorso alla
presenza del ministro Fioroni, pubblica un'indagine interessante sugli
Organi Collegiali ( i quaderni presentano l' attività di ricerca che l'
Associazione svolge su temi strategici legati alla scuola )
Nell'articolo introduttivo intitolato " Una confortevole assenza di
responsabilità " si afferma che
."Dopo trent'anni di vita gli OOCC non hanno perduto i loro maggiori difetti
originari" che di seguito vengono così elencati:
-pletorici .Gli OOCC sono infatti basati sul criterio della rappresentanza
di tutte le componenti della scuola, con prevalenza di quelle interne( che
formano la maggioranza) per cui sono anche autoreferenziali : escludono la
presenza di soggetti e interessi che in una scuola autonoma si rivelano
sempre più vitali e indispensabili al suo sviluppo, a cominciare dagli enti
locali e territoriali e , per alcuni istituti, dalle imprese
-pochi poteri .La loro sfera decisionale 'e assai ridotta , sono infatti più
orientati alla partecipazione che alla decisione . Inseriti in procedure
formali assai rigide funzionano più per ostacolare e impedire la
decisione di altri che per assumerne di proprie Inoltre il reticolo
degli organi sembra funzionare ad occultare le responsabilità invece che
a renderle chiare e pertinenti con gli obiettivi e i risultati attesi
dell'istituzione scolastica
-conflittuali. Gli organi come il consiglio di istituto e i collegio dei
docenti sono in conflitto l'uno con l'altro Basti pensare che - caso unico
in Europa-l'assemblea del personale docente elabora , valuta , approva il
piano dell'offerta formativa che viene poi adottato dal Consiglio di
Istituto; in tale maniera la qualità dell'offerta scolastica è imputata
ad un organo che non ha nessuna responsabilità
-burocratici.Costruiti sul modello culturale degli organi collegiali
amministrativi , non lasciano spazio alla flessibilità , all'informalità e
vengono subiti-anche dagli insegnanti-come adempimenti formali . Il
funzionamento di una scuola autonoma dovrebbe essere improntato a criteri
di collaborazione professionale, com e' il caso dei dipartimenti , delle
equipe, dei gruppi di progetto , ecc.
Data questa contraddizione le migliori scuole funzionano con una doppia
struttura organizzativa , una fatta di riti burocratici, l'altra
utilizzata per dare efficienza al lavoro e alle decisioni
-numerosi .Il loro numero e' decisamente elevato ( consiglio di classe ,
consiglio di istituto , comitato di valutazione, consiglio di disciplina e
relativo consiglio di garanzia , comitati vari , ecc.) come se il
legislatore avesse avuto la pretesa di ricoprire l'intero spazio dell'
organizzazione scolastica senza lasciare margini all'intelligenza
collettiva degli insegnanti e dei loro dirigenti, i quali devono operare ai
margini di questo affollato modello , ritagliando con fatica tempi e gli
spazi utili ad un lavoro efficace
L'articolo conclude questa prima parte ribadendo che gli organi collegiali
si configurano quindi come un antidoto all'assunzione di decisioni da parte
dei singoli cui offrono in cambio una confortevole assenza di responsabilità
Considerazioni personali:
Condivido in generale le affermazioni dell'Associazione TreELLLe anche se mi
risulta strana la definizione che gli OOCC siano numerosi , perche' di fatto
i consigli con i genitori si concretizzano solo nel Consiglio di Istituto e
nel Consiglio di classe/ interclasse
Ritornando su di essi riprendo alcune osservazioni fin qui espresse:
Consiglio di istituto:
il numero dei consiglieri potrebbe essere definito in autonomia da ogni
singola scuola tra un numero minimo e un numero massimo definito a livello
ministeriale
Avere pochi consiglieri permette una scambio di opinione piu' veloce e
maggiore attività dei partecipanti (che si sentono piu' rappresentativi e
più responsabili del loro ruolo) non solo per la consultazione ma per un'
azione fattiva anche in sede preparatoria all'incontro collegiale
Riguardo la parità numerica tra docenti e genitori, ritengo che essa sia
essenziale per non far sentire minoritaria e rinunciataria una parte sia dei
genitori che degli insegnanti
Eventualmente si potrebbe dare ai dirigenti didattici e al dirigente
amministrativo la facoltà di esprimere un' opinione senza diritto di voto in
caso fosse necessaria una votazione
Comunque l' eventuale disparità numerica non costituisce un danno grave
perchè essendoci un verbale qualsiasi voce di dissenso viene riportata e il
consiglio deve comunque prendere atto del parere di tutti
Consigli di classe
nei consigli di classe e interclasse i genitori hanno sempre avuto un
numero di rappresentanti quasi dimezzato rispetto ai docenti ma questo
fatto non e' stata la causa determinante per il successo o meno degli
incontri (tanto e' vero che gli incontri continuano ad esistere dopo trenta
anni dalla Legge delega ); forse perche' le riunioni hanno scopo
informativo e progettuale , per cui di rado sia arriva ad una decisione
tramite votazione
Comunque secondo la mia esperienza le riunioni di interclasse sono l'
aspetto più deficitario degli OOCC almeno per quanto riguarda la scuola
primaria e ripeto non per disparità numerica ( o per lo meno non solo per
la disparità numerica) ma per gli scopi delle riunioni prevalentemente
tesi ad informare le famiglie sugli avvenimenti legati all'offerta
formativa ( visite didattiche, calendario scolastico, progetti, consegna
schede..)
Trovo più stimolante l'assemblea di classe con tutti i genitori , anche se e
' utile la nomina di un paio di rappresentanti che possono fornire alla
scuola eventuali istanze
Infine un argomento che ritorna spesso e' quello della formazione dei
genitori. Lasciando aperta la partecipazione ad eventuali iniziative di
incontri sui temi educativi , una vera e propria formazione dovrebbe essere
svolta da altri ministri e non da quello dell' istruzione,quale ad esempio
il ministero delle pari opportunità o quello welfare, perche' la formazione
dei genitori (anche per partecipare alla vita della scuola) riguarda in
generale le pari opportunità date ad alcuni aspetti della società civile
La scuola ha l'obbligo di informare , progettare e realizzare anche
iniziative comuni ma la formazione spetta ad altri enti non alla scuola
marisa bracaloni
----- Original Message -----
From: "Cinzia Olivieri" <cinflemi@...>
To: <comprensivi-edscuola@yahoogroups.com>
Sent: Friday, July 28, 2006 11:27 AM
Subject: Re: [comprensivi-edscuola] Verticale che passione NL. Comitati
genitori e coordinamento genitori da Cinzia Olivieri
Ringrazio Marisa Bracaloni per lo spazio dedicato alla questione e per il
suo invito ad un approfondimento. Sicuramente un'opportunità da non perdere.
Le chiedo scusa per il ritardo nel mio intervento dovuto al fatto che sono
in vacanza e mi connetto col notebook con qualche problema attraverso il
telefonino UMTS, e mi scuso anche a nome degli altri che magari sono
anch'essi in vacanza.
Entro pertanto direttamente nel merito del problema:
Consiglio di Istituto. E' sicuramente auspicabile che nei comprensivi
vengano rappresentati i tre ordini di scuola considerando altresì che la
possibilità di soddisfare appieno questa esigenza dipende anche dalla
struttura dell'istituto. Vi incide fortemente il numero delle classi e dei
plessi e condivido le osservazioni di Giovanni Viviani circa l'opportunità
di lasciare un certo margine di autonomia al CdI nel fissare dei criteri
numerici, soprattutto in presenza di realtà organizzative complesse ove
potrebbe essere necessario soddisfare non solo dei principi di parità ma
anche di proporzionalità, e la previsione di soli 3 genitori (e docenti per
lo stesso motivo) potrebbe risultare poco rappresentativa. Penso non solo ai
comprensivi che si distribuiscono su vari plessi con conseguenti
caratteristiche ed esigenze diverse ma anche ad una diversa distribuzione
numerica delle classi per i tre ordini di scuola. Per esempio nel mio
comprensivo nello scorso anno scolastico
abbiamo avuto 5 classi di scuola dell'infanzia 9 della scuola primaria e 26
di secondaria di primo grado. Tuttavia per una questione di maggiore
partecipazione da parte dei genitori della primaria in CdI il risultato
elettorale ha premiato questi ultimi in un rapporto di 6 a 2. Forse una
possibile soluzione sarebbe imporre la formazione nella fase pre elettorale
di liste diverse dei candidati per i tre ordini di scuola. Tuttavia nel
nostro caso sia per il limitato numero di candidati che per evitare il
rapido esaurirsi delle liste si è optato per un solo listone unitario e
credo che il prossimo anno si riconfermerà questo criterio.
Qualcuno d'altra parte ha anche rilevato che prevedere la parità numerica
dei genitori solo rispetto alla componente docente finisce col penalizzare i
primi in quanto la presenza del DS (che non si può considerare "super
partes") e del DSGA o (comunque del personale ATA) sbilancerebbe il "peso"
all'interno di tali organismi a favore dell'"apparato" istituzionale.
Bisogna tener presente che occorrerebbe distinguere all'interno di un
organismo collegiale le responsabilità elettive da quelle amministrative
(quali sono quelle del DS e del DSGA) come espresso dall'art. 16 del DPR
275/99. Qui la mia visione è frutto di esperienza strettamente personale.
Sono convinta che il CdI in quanto espressione di democrazia e collegialità
non debba prevedere opposti schieramenti. Credo fortemente nella
condivisione degli strumenti e nella possibilità e necessità di una
collaborazione con il corpo docente. Ho instaurato ottimi rapporti con i
docenti del mio istituto e capita di precedere
la riunione scambiandoci reciproche considerazioni quindi raramente si sono
verificate ipotesi di nette contrapposizioni. L'unica volta che è accaduto è
dipeso proprio dalla impossibilità di condividere certe scelte ma
l'esperienza maturata credo ci aiuterà a non ripetere l'errore. Comunque in
quanto organismo collegiale democratico e misto ritengo debbano essere
soddisfatti tutti i criteri già citati di proporzionalità e
rappresentatività.
Trovo molto interessante la proposta di Marisa riguardo all'opportunità di
introdurre dei compensi per retribuire le presenze dei genitori in CdI.
Funzionerebbe da sicuro incentivo, anche con l'inevitabile rischio di
possibili strumentalizzazioni che ritengo trascurabile rispetto ai vantaggi.
Spetterà poi all'elettorato attivo esercitare maggiore oculatezza nella
scelta.
Condivido che la previsione di permessi retribuiti comporta implicazioni
di altro tipo intervenendo anche in materia di rapporti di lavoro
subordinato. Tuttavia credo sia una questione da tener in debito conto
laddove si voglia anche puntare verso una qualificazione della
rappresentanza. Non esprimo un giudizio di valore ma rappresenta un dato
accertato che all'interno soprattutto dei consigli di classe e di
interclasse circa l'80 % della rappresentanza è femminile e tra queste una
percentuale forse superiore al 50% è costituita da non lavoratrici che hanno
maggiori possibilità organizzative. Le percentuali variano parzialmente
all'interno dei CdI. La disponibilità di tempo non può costituire la ragione
determinante nella scelta di un candidato. Una modifica dell'elettorato
passivo sono certa avrebbe ripercussioni positive anche sul funzionamento
dei consigli di classe e d'interclasse che oggi credo siano quelli che
manifestano maggiori problemi (tanto che sono
documentati diversi progetti di riforma che li vedono esclusi). Invece a
maggior ragione bisognerebbe favorire la condivisione progettuale col
corpo docente ed è per questo che sto cercando di proporre nell'ambito della
mia scuola percorsi misti di formazione docenti - genitori, così come
indicato da Giovanni Viviani.
Comitati genitori: credo sia uno strumento di rappresentanza che vada
favorito e tutelato ma di cui vanno superati indubbiamente i limiti.
Sicuramente la sua efficacia dipende dalla consapevolezza e capacità dei
rappresentanti che vi fanno parte nel dare un senso positivo e propositivo
alla propria attività. Attualmente sappiamo che sono penalizzati dalla
mancanza di una norma ad hoc che li disciplini e li tuteli il che lascia
anche ampio margine di autonomia nell'interpretazione del vago testo
normativo. Sicuramente la loro fattività sarebbe favorita da un maggiore
collegamento con l'assemblea e dalla realizzazione di un ampio ed efficace
coordinamento che assicuri anche la opportunità di scambio di buone
pratiche.
Inoltre, qualora si riuscisse a convertire l'attenzione parlamentare sugli
OO.CC., non posso che guardare con estremo favore la proposta di istituire
anche per i genitori come già previsto per gli studenti lo strumento della
Consulta. Potrebbe costituire tra l'altro un primo ma efficace passo verso
la realizzazione di un reale collegamento tra i presidenti dei consigli di
circolo e di istituto, quanto meno in un certo ambito territoriale, che
attualmente manca, così come segnalato anche da Giancarlo Cerini nel
convegno di Roma 2004
http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/convegno_scuola_organi_collegial.htm.
Accolgo con piacere il suggerimento di Silvio Minetti e mi piacerebbe
molto riuscire a concretizzarlo. E' una prospettiva sicuramente allettante
quella di poter sottoporre delle proposte al sottosegretario in materia di
OO.CC. Letizia De Torre.
Se indubbiamente la questione della riforma degli OO.CC. tocca più
direttamente i genitori che incontrano anche per mancanza di adeguata
formazione maggiori difficoltà nell'esercizio delle loro prerogative, esso
coinvolge comunque tutte le le componenti che rappresentano ed esprimono
questa collegialità. E' indubbio che da un migliore funzionamento di questo
strumento di democrazia se ne avvantaggerebbe l'intera macchina
organizzativa scolastica. Ed è per questo che sarebbe importante condividere
anche delle proposte in merito attivando magari (azzardo un'ipotesi) la
costituzione i un gruppo di lavoro misto.
Non si può non condividere infine l'opinione di Marisa che ogni questione
relativa ai comprensivi vada affrontata, analizzata e risolta in verticale.
Ringrazio nuovamente Marisa Bracaloni ed auguro a tutti Buone Vacanze
auspicando una ripresa della discussione dopo la pausa estiva.
Cinzia Olivieri
http://www.apritiscuola.it/genitori/inrete/campania/napoli/
marisa bracaloni <marisabracaloni@...> ha scritto: Ringrazio
Angela Fedeli per questa importante precisazione : infatti i
numerosi gruppi di lavoro e commissioni consentono di gestire tanti aspetti
dell'offerta formativa. In un comprensivo sono gruppi in verticale formati
da docenti dei vari ordini di scuola che hanno il compito di formulare
proposte , elaborare progetti didattici , realizzare momenti di
coordinamento anche col territorio.
Questi gruppi consentono di realizzare un modello di decisionalità diffusa
, oltre ad essere funzionali alla vita scolastica (si occupano di registri
, schede di valutazione,accoglienza...) svolgono attività di
ricerca -azione, cioe' cercano anche nuove modalità di operare in alcuni
settori e avanzare delle proposte innovative da discutere nel collegio
Sul discorso degli organi collegiali a cui partecipano i genitori sono
stupita del silenzio dei genitori iscritti a questo gruppo, anche perche'
dai messaggi ricevuti in posta e dalle telefonate private mi era sembrato
di capire che fossero interessati a discutere degli organi collegiali,
prospettando la neccesità di un cambiamento o comunque nuove proposte
derivate dalla realtà molto diversa dagli anni settanta Evidentemente non
ho capito la richiesta , ma mi sembrava che un sereno e sincero scambio di
opinioni sugli organi collegiali fosse molto utile, e questa era l'occasione
buona .
Non c'e' stata risposta. Pazienza.
Vorrei aggiungere sempre sull'argomento scuola famiglia che la prima
collaborazione nasce quotidiamente dallla partecipazione della famiglia a
far si' che il bambino frequenti regolarmente la scuola, che arrivi
puntuale, che abbia il corredo scolastico, che riporti gli avvisi firmati,
che abbia cura delle prove di verifica eccetera
In questi giorni il Ministro Fioroni ha ribadito che la battaglia più
importante, la " madre di tutte le battaglie" e' quella contro la
dispersione scolastica , ebbene credo di poter affermare che il primo
strumento x combattere la dispersione nasce da un buon rapporto tra scuola e
famiglia, dalla presenza forte della famiglia, dal modello,dal rispetto
reciproco
Rispetto e collaborazione non solo sul piano dell'istruzione ma anche sul
piano educativo( e' di stamani la notizia dei diari trash)
http://www.edscuola.com/stampa.html
Notizia che si commenta da sola...
Detto questo e'arrivato anche per me il momento delle vacanze. Vado via con
quella leggerezza come puo' essere concessa da questa calura, da questi
atroci venti di guerra, dalle manifestazioni, dai sittin.. Nonostante tutto
questo vado via
Vi leggerò al mio ritorno
Un abbraccio
marisa