Ecco un mio caso.
Sono psicologo, e seguo pazienti attraverso una ONLUS che opera nel campo
della psiconcologia, e come livello di PNL sono appena un practicionner
(almeno credo dato che sto ancora aspettando l'attestato)..
L'ultimo paziente che ho seguito non era malato oncologico, ma aveva da poco
perso una persona cara a causa di una malattia oncologica per cui si è
venuto in terapia cercando un supporto per i familiari e un po' anche per
lui, anche se lui non ne ha bisogno.
Per la cronaca, i familiari hanno abbandonato al terapia e solo lui è
rimasto.
La difficoltà incontrata con questo paziente è proprio la PNL, nel senso che
il paziente ha frequentato diversi corsi di PNL per cui era preparato a
cercare di prendere il controllo delle sedute, ma putroppo per lui, si è
trovato un novellino fresco fresco di corso per cui tra miei tentivi di
applicare la tecnica e una particolare attenzione ai vari segnali, ha
trovato un terreno molto difficile e la battaglia è stata dura!
Perchè dico che il problema è la PNL?
Questo paziente è un manager ed ha frequentato diversi corsi di PNL
orientati a manager.
E qui sta il grosso danno: essendo stato istruito a fare visualizzazioni
positive, a vedere sempre il lato positivo delle cose, ad avere obiettivi
positivi, ad autoesaltarsi e gloriarsi dei propri successi, cosa farci del
parente 45enne stroncato da un tumore nell'arco di 6 mesi (ovviamente
manager di successo come lui e in piena scalata al successo)?
Come riuscire a dare una valenza positiva o visualizzare cose positive di
fronte alla fulminea morte, tutt'altro che dolce, del parente?
Come gestire il fatto di trovarsi di fronte alla vita (con annessi e
connessi), e di colpo PUFF!!!, il niente e solo problemi, e pure pesanti.
Per rendere meglio l'idea, stiamo parlando di una persona che ha passato
almeno 5 sedute di terapia con gli occhi gonfi di pianto, ma dicendo sempre
che andava tutto bene, che era tutto a posto; l'unica volta che è scoppiato
in lacrime è stato durante il colloquio preliminare con una psicologa. Poi,
di fronte al maschio, ha solo trattenuto il pianto, ma stava lì lì per
scoppiare.
Il lavoro comunque alla fine è andato bene, dato che le successive 3 sedute
il paziente ha iniziato ad ammettere che forse qualcosa su cui lavorare
c'era e che, forse, tutto rose e fiori non era.
Il fatto che lui debba essere tutto perfettino lo porta a non entrare in
contatto con la rabbia devastante che si porta dentro, che lo spinge ad
essere aggressivo.
Ora abbiamo terminato il contratto terapeutico di 8 sedute, strategia
utilizzata dato che lui era in terapia solo per portare gli altri membri
della famiglia; eppure ha, durante l'ultima seduta, mi ha dato del "bravo
venditore" e che avrebbe ripreso le sedute dopo le feste.
Come sono riuscito a fargli accettare di avere degli aspetti negativi con
cui lavorare: con una metafora.
La BMW è un ottima macchina, ma se apriamo il motore ci sporchiamo con
dell'olio e se aspiriamo i gas di scarico, ci intossichiamo. Questio aspetti
non svalutano la BMW, semplicemente sono fisiologici, dato che l'olio fa
girare il motore e i gas di scarico evitano che esploda; basta creare
appositi sistemi di controllo dei rifiuti.
Dopo questa induzione il paziente ha iniziato ad entrare in contatto con le
se cose sporche ed ha iniziato a vederle; prima non poteva, dato che il
negativo non esiste..
Insomma, questo è uno degli aspetti negativi della PNL, che stimola le
persone a vedere tutto positivo e quando si ritrovano di fronte ad un evento
negativo o non lo vedono oppure si nascondono finchè diventa tanto grande
che è ormai ingestibile...