Personalmente, non avendo animali da compagnia, devo sforzarmi un po' per
capire le motivazioni di chi criopreserva il proprio cane, etc, ma non per
questo sono contrario alla pratica. Il CI offre questa opzione - non so se
lo faccia anche Alcor.
Ad ogni modo, quello che vorrei far notare e' che, secondo me, gli ostacoli
nell'accettare l'idea della crionica sono gli stessi sia che si tratti di
esseri umani o animali, quindi non vedo quali vantaggi porterebbe
un'iniziativa del genere. Non frainterdermi, non sto dicendo di essere
contrario in principio ad un'iniziativa del genere, ma mi chiedo solo quanto
segue: se una persona non prende il considerazione la crionica per se e per
i propri cari e' perche' pensa che non abbia probabilita' di successo
(immagino). Perche' quindi dovrebbe prendere in considerazione qualcosa che
"non funziona" per il proprio cane?
Ciao,
Fabio
On 10/25/07, homo.cogitans <homo.cogitans@...> wrote:
>
> Ciao a tutti,
> Ho letto l'articolo sulla Hilton segnalato da Fabio, e qualche
> commento popolare a seguire, dai toni ahimé più che prevedibili...
> Certo, è sempre pubblicità, anche se c'è il rischio che la massa
> associ erroneamente questa pratica a uno di quegli snobismi estremi
> riservati per definizione ai soli "vip", e impari a vederlo come una
> di quelle tante "trasgressioni", che invece non si perdonano ai "non-
> vip"... o più semplicemente, come un lusso economicamente
> accessibile solo a questi; e già tanto risente la Crionica, di
> questo trito luogo comune...! Fa invece riflettere, che costei abbia
> optato per il ben meno dispendioso "Cryonics Institute", soluzione
> pressoché alla portata di tutti... se solo ce ne fosse uno anche qui
> in Italia/Europa.
>
> Ma immagino che la prospettiva di ibernare i cani possa esser
> percepita da molti come l'aspetto più grottesco dell'intera
> faccenda, suscitando ilarità o indignazione; entrambe però fuori
> luogo, a mio parere, ed anzi il fatto diviene spunto di riflessione.
>
> Preciso che in realtà anch'io stavo da tempo pensando di
> criopreservare il mio cane, e non certo per "snobismo" ma
> riconoscendo uno status "senziente" e quindi affettivo a questi
> Mammiferi, che più d'ogni altra specie risultano emozionalmente e
> perfino semioticamente "compatibili" con l'Uomo, meritando così di
> seguirlo finché si può.
> (condivido almeno in parte lo "specismo" razionale di Fabio, e
> benché vegetariano ben comprendo la dura necessità di quella
> sperimentazione, senza la quale mai vi saranno progressi; ma il mio
> specismo è "multidimensionale", non radicato alla
> dicotomia "Umano/vs Non-Umano; e nell'ambito dell' "Umano" medesimo,
> ben più stridente e drammatica è la dicotomia tra le inconsapevoli
> masse "deathist", basso QI, e quei pochi Umani, davvero "razionali"
> che vorrebbero invece disperatamente sottrarsi all'Oblio e alla
> tanato-necro-filia delle prime!)
>
> Ma indipendentemente dalle mie personali convinzioni e
> motivazioni "affettive", vorrei far notare che se si introducesse in
> questo Paese, dapprima anche solo su piccola o piccolissima scala,
> la pratica della "pet-cryopreservation, ciò potrebbe eventualmente
> aiutare a "rompere il ghiaccio" -tanto per restare in tema- in vista
> di una futura, speriamo non troppo, accettazione della Crionica
> umana.
> Non soltanto gli ostacoli di carattere legale/etico/burocratico
> sarebbero assai meno gravativi, ma anche l'investimento iniziale
> potrebbe essere molto più modesto e accessibile: non sarà la
> soluzione ideale costituita dal LN2, ma già un "super-refrigeratore"
> elettrico che raggiunge comunque i -150C° può essere acquistato,
> leggevo lo scorso anno su Transtopia,
> http://www.transtopia.org/plastination.html -->, per circa 16,000
> dollari, non più di una normalissima automobile... e offrirebbe 20-
> 40 posti almeno, dipendenti dalla taglia degli animali (o molte
> più "neuro-preservazioni"); la temperatura giace comunque al di
> sotto di un'importante transizione di fase, collocata se non sbaglio
> attorno ai -140C°.
> Certo anche questo richiederebbe un minimo di organizzazione, di
> assistenza veterinaria anche finalizzata alla somministrazione
> dei "crioprotettivi" ...ma si sostiene da più parti che una
> nanotecnologia avanzata potrebbe comunque riparare ai danni
> grossolani e relativamente macroscopici indotti dallo "straight-
> freezing", sarebbe perciò sempre meglio che niente. E molto per
> cominciare.
> Spero che ci siano commenti, suggerimenti e proposte,
> ciao,
> fabrizio
>
>
>
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