g) la chiesa non dovrebbe avere nulla in contrario, gli animali non hanno
l'anima.
---------- Forwarded message ----------
From: Roberto <roberto.butinar@...>
Date: Oct 27, 2007 8:20 PM
Subject: Re: [crionica-ibernazione] Pet-cryopreservation, riflessioni
To: crionica-ibernazione@yahoogroups.com
Aggiungo due ulteriori elementi a favore, oltre a quelli gia' elencati, che
rendeno secondo me molto piu' semplice proporre la pet-cryo rispetto alla
human-cryo:
e) in generale, proprio per il fatto che siamo carnivori, abituati a
lavorare sugli animali e a trattarli come cavie da sperimentazione, in
generale il tutto ha molto meno il sapore "macabro" che comunque aleggia
attono alla human-cryo. Nella peggiore delle ipotesi, insomma, stiamo per
mettere su una clinica che fa sperimentazione sugli animali, con l'intento
pero' di salvarli e non di utilizzarli come cavie.
f) Inoltre sugli animali abbiamo gia' dei casi di cryo di successo
(es.SafarCenter for Resuscitation Research, qui un elenco di articoli
interessanti
sul tema: http://www.safar.pitt.edu/recentpubs.html).
On 10/27/07, Roberto <roberto.butinar@...> wrote:
>
> Fabrizio, a mio modesto parere la tua proposta e'... GENIALE.
>
> MI sembra pratica, fattibile senza problemi legali, sostenibile come
> investimento per chi volesse creare una struttura del genere (noi?),
> ragionevole in termini di costo e di implicazioni altre (per i clienti), da
> essere ragionevolmente candidata a riscuotere un succeso decente anche in
> Italia.
> Mi sembra cioe' che la cosa potrebbe funzionare sia di per se', come
> "business" autonomo, sia come veicolo per promuovere il discorso in termini
> piu' generali.
>
> Alle obiezioni di Fabio ("gli ostacoli nell'accettare l'idea della
> crionica sono gli stessi sia che si tratti di
> esseri umani o animali, quindi non vedo quali vantaggi porterebbe
> un'iniziativa del genere".) rispondo:
> a) costo decisamente inferiore (barriera economica)
> b) impedimenti legali annullati (non c'e' una legge che vieta l'eutanasia
> per gli animali, quindi posso addirittura congelare il mio cane senza
> aspettare che muoia)
> c) minori complicazioni etico/religiose: se decido di congelare il mio
> cane e per questa cosa spendo 10mila euro, non avro' bisogno di
> giustificarmi verso la comunita', non mi sentiro' in colpa verso gli eredi.
> d) il crio-entusiasta puo' disporre (mentre e' vivo) a un costo
> accettabile, della vita di un animale che gli appartiene molto piu'
> facilmente che non della sua o di altre persone, la cui volonta' potrebbe
> andare in direzione diversa
>
>
> E sono talmente convinto che la cosa in questi termini potrebbe funzionare
> che rilancio l'invito agli altri (fabio e tutti gli altri in lista). E'
> ragionevole buttare giu' un business plan, raccogliere investimenti e
> mettere su la prima societa' crionica per animali domestici?
>
> Io ci sono.
> Roberto.
>
>
> On 10/25/07, homo.cogitans < homo.cogitans@...> wrote:
> >
> > Ciao a tutti,
> > Ho letto l'articolo sulla Hilton segnalato da Fabio, e qualche
> > commento popolare a seguire, dai toni ahimé più che prevedibili...
> > Certo, è sempre pubblicità, anche se c'è il rischio che la massa
> > associ erroneamente questa pratica a uno di quegli snobismi estremi
> > riservati per definizione ai soli "vip", e impari a vederlo come una
> > di quelle tante "trasgressioni", che invece non si perdonano ai "non-
> > vip"... o più semplicemente, come un lusso economicamente
> > accessibile solo a questi; e già tanto risente la Crionica, di
> > questo trito luogo comune...! Fa invece riflettere, che costei abbia
> > optato per il ben meno dispendioso "Cryonics Institute", soluzione
> > pressoché alla portata di tutti... se solo ce ne fosse uno anche qui
> > in Italia/Europa.
> >
> > Ma immagino che la prospettiva di ibernare i cani possa esser
> > percepita da molti come l'aspetto più grottesco dell'intera
> > faccenda, suscitando ilarità o indignazione; entrambe però fuori
> > luogo, a mio parere, ed anzi il fatto diviene spunto di riflessione.
> >
> > Preciso che in realtà anch'io stavo da tempo pensando di
> > criopreservare il mio cane, e non certo per "snobismo" ma
> > riconoscendo uno status "senziente" e quindi affettivo a questi
> > Mammiferi, che più d'ogni altra specie risultano emozionalmente e
> > perfino semioticamente "compatibili" con l'Uomo, meritando così di
> > seguirlo finché si può.
> > (condivido almeno in parte lo "specismo" razionale di Fabio, e
> > benché vegetariano ben comprendo la dura necessità di quella
> > sperimentazione, senza la quale mai vi saranno progressi; ma il mio
> > specismo è "multidimensionale", non radicato alla
> > dicotomia "Umano/vs Non-Umano; e nell'ambito dell' "Umano" medesimo,
> > ben più stridente e drammatica è la dicotomia tra le inconsapevoli
> > masse "deathist", basso QI, e quei pochi Umani, davvero "razionali"
> > che vorrebbero invece disperatamente sottrarsi all'Oblio e alla
> > tanato-necro-filia delle prime!)
> >
> > Ma indipendentemente dalle mie personali convinzioni e
> > motivazioni "affettive", vorrei far notare che se si introducesse in
> > questo Paese, dapprima anche solo su piccola o piccolissima scala,
> > la pratica della "pet-cryopreservation, ciò potrebbe eventualmente
> > aiutare a "rompere il ghiaccio" -tanto per restare in tema- in vista
> > di una futura, speriamo non troppo, accettazione della Crionica
> > umana.
> > Non soltanto gli ostacoli di carattere legale/etico/burocratico
> > sarebbero assai meno gravativi, ma anche l'investimento iniziale
> > potrebbe essere molto più modesto e accessibile: non sarà la
> > soluzione ideale costituita dal LN2, ma già un "super-refrigeratore"
> > elettrico che raggiunge comunque i -150C° può essere acquistato,
> > leggevo lo scorso anno su Transtopia,
> > http://www.transtopia.org/plastination.html -->, per circa 16,000
> > dollari, non più di una normalissima automobile... e offrirebbe 20-
> > 40 posti almeno, dipendenti dalla taglia degli animali (o molte
> > più "neuro-preservazioni"); la temperatura giace comunque al di
> > sotto di un'importante transizione di fase, collocata se non sbaglio
> > attorno ai -140C°.
> > Certo anche questo richiederebbe un minimo di organizzazione, di
> > assistenza veterinaria anche finalizzata alla somministrazione
> > dei "crioprotettivi" ...ma si sostiene da più parti che una
> > nanotecnologia avanzata potrebbe comunque riparare ai danni
> > grossolani e relativamente macroscopici indotti dallo "straight-
> > freezing", sarebbe perciò sempre meglio che niente. E molto per
> > cominciare.
> > Spero che ci siano commenti, suggerimenti e proposte,
> > ciao,
> > fabrizio
> >
> >
> >
>
>
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