Grazie Roberto per il tuo entusiasmo, e grazie anche a Fabio, per
le tue critiche e osservazioni, anch'esse motivate e sempre
necessarie! I successivi commenti di Roberto interpretano e
approfondiscono molto bene tutto quello che intendevo comunicare.
Certo, chi non confida nella Crionica (o non la conosce affatto, e
temo siano molti di più!), così come non si preoccuperebbe di
criopreservare se stesso, tantomeno criopreserverebbe il proprio
cane...
C'è anche da considerare la non-linearità razionale delle scelte
umane, a cagione di cui, anche ciò che si presenta e si offre come
un indubbio "beneficio", e dimostra di esserlo, stenta assai prima
di essere accettato e apprezzato come merita; se così non fosse, non
assisteremmo a tanta e ostinata opposizione "deathist" nei confronti
della prospettiva di progressi biomedici d'avanguardia, o d'altre
tecnologie... Per me -come sicuramente per voi- certi "nessi"
saranno lineari e immediati, ma per gran parte della gente
l'accettazione del "Nuovo" avviene solo attraverso percorsi
imprevedibili, indiretti e tortuosi; il "misoneismo" -che è poi solo
uno dei volti della Necrofilia- fa preferire la Consuetudine, come
il paradosso del "pensare-senza-pensarci" all'oltraggiosa rovina di
un cadavere trattato secondo la "cara Tradizione", che non optare
per una soluzione nuova, che quell'orrore sia intanto capace di
scongiurarlo, se non altro... E così, si finisce assurdamente per
cogliere il "macabro" nella criopreservazione, anziché nelle sue
tristi alternative; quando ciò che davvero qui si aborre,
inconsapevolmente, è solo la "rottura della consuetudine", che
finisce per prevalere su tutto il resto.
Anche per questo, un simile approccio alla crionica, "laterale",
indiretto, potrebbe forse rivelarsi utile (con tutte le incognite
del caso); ci sono persone "morbosamente" attaccate ai loro cani,
che ne hanno ottenuta l'imbalsamazione, conservandoli magari come
macabri e inutili "soprammobili" da camera; dubito però fortemente
che avrebbero desiderato di far lo stesso nei confronti di un
congiunto, e non solo per gli ovvii ostacoli legali. Insomma, anche
provandone affetto, per un cane ci si sentirebbe meno vincolati
all'ossequio di una qualche "Tradizione", e forse più liberi di
assecondare tendenze più inespresse e profonde, più spontanee e,
incidentalmente, anche più "razionali". Con le sue ben diverse
implicazioni rispetto all'imbalsamazione, la pet.cryonics potrebbe
poi indurre gli umani interessati a prenderla in considerazione
anche per se stessi... Gli aspetti da definire sono ancora molti,
come le disparate obiezioni e le critiche di tipo "irrazionale", che
anche trattandosi di animali non mancherebbero comunque...bisogna
cercare di prevederle ed essere pronti ad obiettarle, ma potrebbe
valerne la pena. Come precedette l'Uomo nello Spazio, o per migliaia
di anni sui sentieri selvaggi, che il Cane non possa precederlo e
preparargli la via anche verso questa nuova Conquista?
Ciao,
fabrizio
--- In crionica-ibernazione@yahoogroups.com, Roberto
<roberto.butinar@...> ha scritto:
>
> g) la chiesa non dovrebbe avere nulla in contrario, gli animali
non hanno
> l'anima.
>
> ---------- Forwarded message ----------
> From: Roberto <roberto.butinar@...>
> Date: Oct 27, 2007 8:20 PM
> Subject: Re: [crionica-ibernazione] Pet-cryopreservation,
riflessioni
> To: crionica-ibernazione@yahoogroups.com
>
>
> Aggiungo due ulteriori elementi a favore, oltre a quelli gia'
elencati, che
> rendeno secondo me molto piu' semplice proporre la pet-cryo
rispetto alla
> human-cryo:
>
> e) in generale, proprio per il fatto che siamo carnivori, abituati
a
> lavorare sugli animali e a trattarli come cavie da
sperimentazione, in
> generale il tutto ha molto meno il sapore "macabro" che comunque
aleggia
> attono alla human-cryo. Nella peggiore delle ipotesi, insomma,
stiamo per
> mettere su una clinica che fa sperimentazione sugli animali, con
l'intento
> pero' di salvarli e non di utilizzarli come cavie.
>
> f) Inoltre sugli animali abbiamo gia' dei casi di cryo di successo
> (es.SafarCenter for Resuscitation Research, qui un elenco di
articoli
> interessanti
> sul tema: http://www.safar.pitt.edu/recentpubs.html).
>
> On 10/27/07, Roberto <roberto.butinar@...> wrote:
> >
> > Fabrizio, a mio modesto parere la tua proposta e'... GENIALE.
> >
> > MI sembra pratica, fattibile senza problemi legali, sostenibile
come
> > investimento per chi volesse creare una struttura del genere
(noi?),
> > ragionevole in termini di costo e di implicazioni altre (per i
clienti), da
> > essere ragionevolmente candidata a riscuotere un succeso decente
anche in
> > Italia.
> > Mi sembra cioe' che la cosa potrebbe funzionare sia di per se',
come
> > "business" autonomo, sia come veicolo per promuovere il discorso
in termini
> > piu' generali.
> >
> > Alle obiezioni di Fabio ("gli ostacoli nell'accettare l'idea
della
> > crionica sono gli stessi sia che si tratti di
> > esseri umani o animali, quindi non vedo quali vantaggi porterebbe
> > un'iniziativa del genere".) rispondo:
> > a) costo decisamente inferiore (barriera economica)
> > b) impedimenti legali annullati (non c'e' una legge che vieta
l'eutanasia
> > per gli animali, quindi posso addirittura congelare il mio cane
senza
> > aspettare che muoia)
> > c) minori complicazioni etico/religiose: se decido di congelare
il mio
> > cane e per questa cosa spendo 10mila euro, non avro' bisogno di
> > giustificarmi verso la comunita', non mi sentiro' in colpa verso
gli eredi.
> > d) il crio-entusiasta puo' disporre (mentre e' vivo) a un costo
> > accettabile, della vita di un animale che gli appartiene molto
piu'
> > facilmente che non della sua o di altre persone, la cui volonta'
potrebbe
> > andare in direzione diversa
> >
> >
> > E sono talmente convinto che la cosa in questi termini potrebbe
funzionare
> > che rilancio l'invito agli altri (fabio e tutti gli altri in
lista). E'
> > ragionevole buttare giu' un business plan, raccogliere
investimenti e
> > mettere su la prima societa' crionica per animali domestici?
> >
> > Io ci sono.
> > Roberto.
> >
> >
> > On 10/25/07, homo.cogitans < homo.cogitans@...> wrote:
> > >
> > > Ciao a tutti,
> > > Ho letto l'articolo sulla Hilton segnalato da Fabio, e qualche
> > > commento popolare a seguire, dai toni ahimé più che
prevedibili...
> > > Certo, è sempre pubblicità, anche se c'è il rischio che la
massa
> > > associ erroneamente questa pratica a uno di quegli snobismi
estremi
> > > riservati per definizione ai soli "vip", e impari a vederlo
come una
> > > di quelle tante "trasgressioni", che invece non si perdonano
ai "non-
> > > vip"... o più semplicemente, come un lusso economicamente
> > > accessibile solo a questi; e già tanto risente la Crionica, di
> > > questo trito luogo comune...! Fa invece riflettere, che costei
abbia
> > > optato per il ben meno dispendioso "Cryonics Institute",
soluzione
> > > pressoché alla portata di tutti... se solo ce ne fosse uno
anche qui
> > > in Italia/Europa.
> > >
> > > Ma immagino che la prospettiva di ibernare i cani possa esser
> > > percepita da molti come l'aspetto più grottesco dell'intera
> > > faccenda, suscitando ilarità o indignazione; entrambe però
fuori
> > > luogo, a mio parere, ed anzi il fatto diviene spunto di
riflessione.
> > >
> > > Preciso che in realtà anch'io stavo da tempo pensando di
> > > criopreservare il mio cane, e non certo per "snobismo" ma
> > > riconoscendo uno status "senziente" e quindi affettivo a questi
> > > Mammiferi, che più d'ogni altra specie risultano
emozionalmente e
> > > perfino semioticamente "compatibili" con l'Uomo, meritando
così di
> > > seguirlo finché si può.
> > > (condivido almeno in parte lo "specismo" razionale di Fabio, e
> > > benché vegetariano ben comprendo la dura necessità di quella
> > > sperimentazione, senza la quale mai vi saranno progressi; ma
il mio
> > > specismo è "multidimensionale", non radicato alla
> > > dicotomia "Umano/vs Non-Umano; e nell'ambito dell' "Umano"
medesimo,
> > > ben più stridente e drammatica è la dicotomia tra le
inconsapevoli
> > > masse "deathist", basso QI, e quei pochi Umani,
davvero "razionali"
> > > che vorrebbero invece disperatamente sottrarsi all'Oblio e alla
> > > tanato-necro-filia delle prime!)
> > >
> > > Ma indipendentemente dalle mie personali convinzioni e
> > > motivazioni "affettive", vorrei far notare che se si
introducesse in
> > > questo Paese, dapprima anche solo su piccola o piccolissima
scala,
> > > la pratica della "pet-cryopreservation, ciò potrebbe
eventualmente
> > > aiutare a "rompere il ghiaccio" -tanto per restare in tema- in
vista
> > > di una futura, speriamo non troppo, accettazione della Crionica
> > > umana.
> > > Non soltanto gli ostacoli di carattere legale/etico/burocratico
> > > sarebbero assai meno gravativi, ma anche l'investimento
iniziale
> > > potrebbe essere molto più modesto e accessibile: non sarà la
> > > soluzione ideale costituita dal LN2, ma già un "super-
refrigeratore"
> > > elettrico che raggiunge comunque i -150C° può essere
acquistato,
> > > leggevo lo scorso anno su Transtopia,
> > > http://www.transtopia.org/plastination.html -->, per circa
16,000
> > > dollari, non più di una normalissima automobile... e
offrirebbe 20-
> > > 40 posti almeno, dipendenti dalla taglia degli animali (o molte
> > > più "neuro-preservazioni"); la temperatura giace comunque al di
> > > sotto di un'importante transizione di fase, collocata se non
sbaglio
> > > attorno ai -140C°.
> > > Certo anche questo richiederebbe un minimo di organizzazione,
di
> > > assistenza veterinaria anche finalizzata alla somministrazione
> > > dei "crioprotettivi" ...ma si sostiene da più parti che una
> > > nanotecnologia avanzata potrebbe comunque riparare ai danni
> > > grossolani e relativamente macroscopici indotti
dallo "straight-
> > > freezing", sarebbe perciò sempre meglio che niente. E molto per
> > > cominciare.
> > > Spero che ci siano commenti, suggerimenti e proposte,
> > > ciao,
> > > fabrizio
> > >
> > >
> > >
> >
> >
>
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> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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