Interessantissimo articolo fabrizio, lo salvo subito e appena torno a casa lo
leggo; tempo fa lessi il caso della rana sylvatica, animale che va in letargo
portando la sua temperatura a 8 gradi per poi risvegliarsi alla fine del letargo
(se la sua temperatura diminuisse non riuscirebbe piu' a risvegliarsi); i
cristalli di ghiaccio possono fermarsi nel sangue e nella linfa, ma non nelle
cellule dove provocherebbero danni irreversibili. L'antigelo della rana è il
glucosio che abbassa il punto di congelamento. Benchè anche in questo caso
abbiamo un esempio reale e concreto di "ibernazione" non ci sono molti studi a
riguardo, per portare questa cosa anche sull'uomo (moriremmo di diabete :));
purtroppo dobbiamo tener conto che il nostro campo e' ancora "inesplorato" e
quindi in genere vengono percorse e studiate solo alcune delle innumerevoli vie;
riguardo la tua domanda (indurre i neuroni a un tale processo di
"auto-disidratazione", senza che ciò comporti danni o denaturazione delle
proteine) sarebbe una manna dal cielo se ciò fosse possibile, o se almeno la
cosa venisse studiata.
Per il momento salvo la pagina cosi da leggere meglio la cosa, grazie per il
link.
Bruno
To: crionica-ibernazione@yahoogroups.com
From: homo.cogitans@...
Date: Sat, 5 Apr 2008 14:09:05 +0000
Subject: [crionica-ibernazione] Dry-preservation, e Chemio-preservation,
fabrizio
Ciao a tutti,
Scusatemi per la non assidua frequentazione negli ultimi tempi! Solo
ora sto vedendo le proposte interessanti che si sono accumulate
nell'ultimo mese, grazie soprattutto a Orso Bruno e Roberto;
Un mese fa Longevity Meme ha postato un'interessante proposta
di "chemio-preservazione", analoga alla cryopreservazione anche se
stranamente mai esplorata a fondo nella sua fattibilità. Riflettendo
sulle analogie fra i vari trattamenti, ho postato a commentare una
mia "proposta" -con molti punti interrogativi, ancora senza risposta-
sulla fattibilità, a mio parere ancor più "realistica", di una "dry-
preservation", che si verifica spontaneamente in varii organismi,
anche "Eucarioti" come noi (perciò con cellule di pari complessità,
dotate di nucleo ecc...) Mi chiedevo se si potessero indurre i
neuroni a un tale processo di "auto-disidratazione", senza che ciò
comporti danni o denaturazione delle proteine (che potrebbero avere
un ruolo nel codificare i ricordi); trovo assurdo che non ci siano
stati studii e ricerche in questo campo, che potrebbe oltretutto
fornire immediati risultati "pratici" (come raccolti agricoli
resistenti a periodiche siccità) ...
Questo è il link, http://www.fightaging.org/archives/001427.php
Ciao
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