Grazie Bruno per l'interesse!
Nel frattempo, ho accertato che -come già sospettavo-
la "denaturazione" non causa in sé stessa una "perdita
d'informazione", nel senso che non interferisce con la "Struttura
Primaria" di una proteina (cioè con la specifica sequenza di
aminoacidi che la contraddistingue), soltanto si verifica
la "fusione" della catena, con alterazione della sua struttura
tridimensionale, e quindi della sua "funzionalità"; è un po' come se
un nastro registrato si fosse ingarbugliato e magari "incollato" in
alcune parti, sì da renderne impossibile la "lettura", ma senza
cancellare le preziose informazioni impressevi; perciò -anche se
ancora non vedo risposte al mio post-, si può supporre che una
Chimica avanzata, magari a livelli nanotecnologici,
possa "sciogliere" e rendere di nuovo "leggibile" il nastro
proteico...
E' una vecchia teoria, -oggi molto criticata o dismessa, ma non so
quanto a ragione- che le "informazioni" relative all'apprendimento
possano essere codificate nei neuroni come specifiche sequenze di
RNA, eventualmente trascritte poi in sequenze "proteiche", e la mia
opinione è che in effetti le reti sinaptiche potrebbero avere più
che altro un ruolo nell'apprendimento di "schemi e sequenze
comportamentali" e di abitudini -cosa che richiede in effetti un
tempo più lungo, per consolidarsi-, che non nel "memorizzare"
istantaneamente singole nozioni; perciò si dovrebbe capire se le
proteine sono de-denaturabili. Poi, come accennavo, è possibile che
questi organismi "disidratabili" possiedano geni (e relativi enzimi)
che "proteggono" le proteine tissutali ed enzimatiche dalla
denaturazione stessa, ciò che semplificherebbe e di molto l'intera
questione! Bisognerebbe idntificare ed isolare questi enzimi, -se ci
sono- scoprire come agiscono, e provarne l'efficacia su singoli
neuroni in coltura, dapprima, su porzioni di tessuto nervoso, poi.
Quel che è certo è che i Tardigradi, "animaletti" della polvere
capaci di disidratarsi e "rivivere", hanno un -sia pure rudimentale-
Sistema Nervoso, e non credo che questo vada distrutto e sia
ricostruito ex novo al seguito delle loro biostasi!
Sono però sorpreso del generale "disinteresse" verso questi
fenomeni, che la Scienza stessa sembra limitarsi a considerare come
delle "curiosità"! Da appassionato studioso e cultore botanico,
ottenni e seminai vari anni fa proprio il Myrothamnus
flabellifolius, arbusto sudafricano auto-essiccante localmente noto
come "Resurrection Plant": debbo anche dire che non notai nulla
di "miracoloso", anzi le minuscole pianticelle neonate, su un
terriccio da semina drenatissimo per evitare letali ristagni idrici,
morirono precocissimamente proprio per eccessiva disidratazione
(dovuta alla mia parsimonia nell'annaffiarle); si "seccarono",
semplicemente, e nessuna successiva idratazione valse
a "resuscitarle". Forse, è una proprietà che si sviluppa solo nella
pianta "adulta", i geni responsabili potrebbero essere
ancora "inespressi" nella plantula germinante...? E' piuttosto
inconcepibile, che nessun "Orto Botanico" in italia coltivi o si sia
mai interessato a questa pianta, ignorata a suo tempo anche quando
personalmente ne proprosi la coltura; per non parlare poi dei
successivi approfondimenti fisiologici e biochimici, indispensabili
per capire e -forse- rendere utilizzabile il fenomeno.
Ciao,
fabrizio
--- In crionica-ibernazione@yahoogroups.com, "Mr. Brown"
<mr.brown88@...> ha scritto:
>
> Interessantissimo articolo fabrizio, lo salvo subito e appena
torno a casa lo leggo; tempo fa lessi il caso della rana sylvatica,
animale che va in letargo portando la sua temperatura a 8 gradi per
poi risvegliarsi alla fine del letargo (se la sua temperatura
diminuisse non riuscirebbe piu' a risvegliarsi); i cristalli di
ghiaccio possono fermarsi nel sangue e nella linfa, ma non nelle
cellule dove provocherebbero danni irreversibili. L'antigelo della
rana è il glucosio che abbassa il punto di congelamento. Benchè
anche in questo caso abbiamo un esempio reale e concreto
di "ibernazione" non ci sono molti studi a riguardo, per portare
questa cosa anche sull'uomo (moriremmo di diabete :)); purtroppo
dobbiamo tener conto che il nostro campo e' ancora "inesplorato" e
quindi in genere vengono percorse e studiate solo alcune delle
innumerevoli vie; riguardo la tua domanda (indurre i neuroni a un
tale processo di "auto-disidratazione", senza che ciò comporti danni
o denaturazione delle proteine) sarebbe una manna dal cielo se ciò
fosse possibile, o se almeno la cosa venisse studiata.
> Per il momento salvo la pagina cosi da leggere meglio la cosa,
grazie per il link.
> Bruno
>
>
>
> To: crionica-ibernazione@yahoogroups.com
> From: homo.cogitans@...
> Date: Sat, 5 Apr 2008 14:09:05 +0000
> Subject: [crionica-ibernazione] Dry-preservation, e Chemio-
preservation, fabrizio
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> Ciao a tutti,
>
> Scusatemi per la non assidua frequentazione negli ultimi tempi!
Solo
>
> ora sto vedendo le proposte interessanti che si sono accumulate
>
> nell'ultimo mese, grazie soprattutto a Orso Bruno e Roberto;
>
>
>
> Un mese fa Longevity Meme ha postato un'interessante proposta
>
> di "chemio-preservazione", analoga alla cryopreservazione anche se
>
> stranamente mai esplorata a fondo nella sua fattibilità.
Riflettendo
>
> sulle analogie fra i vari trattamenti, ho postato a commentare una
>
> mia "proposta" -con molti punti interrogativi, ancora senza
risposta-
>
> sulla fattibilità, a mio parere ancor più "realistica", di
una "dry-
>
> preservation", che si verifica spontaneamente in varii organismi,
>
> anche "Eucarioti" come noi (perciò con cellule di pari
complessità,
>
> dotate di nucleo ecc...) Mi chiedevo se si potessero indurre i
>
> neuroni a un tale processo di "auto-disidratazione", senza che ciò
>
> comporti danni o denaturazione delle proteine (che potrebbero
avere
>
> un ruolo nel codificare i ricordi); trovo assurdo che non ci siano
>
> stati studii e ricerche in questo campo, che potrebbe oltretutto
>
> fornire immediati risultati "pratici" (come raccolti agricoli
>
> resistenti a periodiche siccità) ...
>
> Questo è il link, http://www.fightaging.org/archives/001427.php
>
> Ciao
>
>
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