Per una risposta consiglio di dare un'occhiata in libreria all'ultimo
libro di Veronesi e Giorello dedicato a testamento biologico,
accanimento terapeutico, eutanasia e dintorni.
Vi si parla di un diritto del paziente terminale di morire, ma anche,
e questo è più interessante, di un dovere dell'essere umano di morire.
Questo perché il quadro concettuale nel quale si inserisce il
pensiero degli scienziati è l'evoluzionismo darwiniano, nel quale
l'estinzione dell'essere qualche tempo dopo aver adempiuto
all'obbligo riproduttivo è un dogma. Altrimenti come potrebbero
evolversi le specie ?
--- In crionica-ibernazione@yahoogroups.com, Roberto
<roberto.butinar@...> ha scritto:
>
> Alcune domande...
> *) perché non vi sono adesioni neppure dal mondo della scienza? es.
se Piero
> Angela, oppure la Levi Montalcini, oppure la Margherita Hack, oppure
> Stephen Hawking, aderissero alla ALCOR il messaggio sposterebbe
sicuramente
> il dibattito su un piano ben più allargato all'intera popolazione.
>
> Dovremmo capire qual è l'ostacolo "vero" e solo in questo modo
potremmo
> immaginare delle azioni per invertire questa tendenza.
> Ho il sospetto che il discorso economico (il costo delle
operazioni, e anche
> il fatto che la cosa sia facilmente accessibile solo da USA e UK)
non sia il
> vero problema. Altrimenti, appunto, (i ricchi sul nostro pianeta non
> mancano) avremmo in ogni caso una buona quota della popolazione
mondiale
> iscritta al programma. Ma ci deve essere anche poca convinzione nel
mondo
> scientifico, altrimenti almeno i c.d. "scienziati benestanti" (e ce
ne sono)
> avrebbero aderito in massa... non lo fanno forse per questioni
etiche o
> religiose?
>
> Da dove partire per invertire questa tendenza?
> Voi cosa ne pensate?
>
> Roberto.
>
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
>