Hai perfettamente ragione roberto sul fatto che molti di coloro che hanno
sottoscritto un contratto di crionica qui in Europa (ma a volta anche negli
stessi Sttes) probabilmente faranno parte di quei poorcases di cui stiamo
parlando. Come si sa è già molto ma molto difficile eseguire il processo di
ibernazione in modo ottimale se ci si trova nelle vicinanze delle varie sedi
della Alcor o del CI, figuriamoci qui (e parlo specificatamente dell'Italia)
dove l'argomento non sembra essere conosciuto (molti infermieri non sanno cosa
sia, mio padre, medico e nato vedendo Star Trek di continuo, con una mente
scientifica abbastanza aperta la reputava sino a poco tempo fa ancora
fantascienza), dove non c'è una rete di supporto ma solo alcuni interessati alla
crionica sparsi per "lo Stivale", dove c'è la Chiesa e le leggi sicuramente non
a nostro favore: le possibilità di divenire un poorcase sono altissime, anche se
al momento della "morte" si è in ospedale. Piu volte ho gettato l'idea di
creare, se non un associazione con un centro, almeno una fitta rete di contatti
tra noi interessati alla questione, cosi da poter ricevere (qualora dovesse
succdere il peggio ad uno di noi) aiuto non solo dalla famiglia, ma da tutti
coloro che dopo un pò si troveranno nella sua condizione, ma ho avuto scarsi
risultati, se non l'adesione di una-due persone. L'unica opzione valida (per non
avere "gettato" i soldi) è trasferirsi nei pressi dei "due centri", e attendere
li, il che non è molto diverso dall'attendere in ospedale di passar a "miglior
vita", tuttavia spesso si muore per circostanze imprevedibili, e quando invece
si muore in ospedale parte del cervello è già lesionato da malattie
degenerative.
Con questo non voglio assolutamente scoraggiare nessuno, io stesso ho un
contratto, ma solo presentare la realtà com'è qui in Italia, e spiegare che, non
avendo una sede che cerchi di diffondere l'idea alla massa (come succede con la
Alcor e il CI nei propri paesi), se vogliamo spianarci un pò la strada dobbiamo
e possiamo farlo solo noi.
Bruno
To: crionica-ibernazione@...: regazzoni_roberto@...:
Fri, 27 Jun 2008 10:53:04 +0000Subject: [crionica-ibernazione] Ogg: 90esimo
paziente del CI
Dai post sul 90° paziente del Crionics Institute, mi sembra emerga confermato
che tra gli europei interessati alla crionica c'è una grave sottovalutazione del
rischio di finire con l'essere un giorno uno dei tanti "poor cases". Per chi
fosse interessato, ecco un altro spunto di riflessione, questa volta la fonte è
Ben Best, che riporta la sua esperienza sulla qualità delle sospensioni
crioniche in una situazione che pure dovremmo considerare ideale, quella
americana: > "(…) 5-6% die without being frozen at all. Another 20% are
autopsied. > 5-6% die so suddenly that they experience long periods of ischemia,
> even though they are not autopsied. 20-30% experience organic brain > damage
due to Alzheimer's Disease, AIDS, brain cancer, etc. And > another 20%
experience long periods of pre-mortem shock during a slow > dying process."
CryoCare Report # 9 (October 1996). Non per caso Tim Gibson, dell'emergency
response team di Alcor UK, mi dice che "I personally have every intention of
relocating to Scottsdale for my retirement". Una riflessione può essere
opportuna.Ciao--- In crionica-ibernazione@yahoogroups.com, estropico
<estropico@...> ha scritto:>> On Mon, Jun 23, 2008 at 4:30 PM, roberto
regazzoni> <regazzoni_roberto@...> wrote:> > > Il caso rientra in quelli che
Alcor chiama "poor cases".> > http://www.alcor.org/problems.html> > Senza
dubbio, ma almeno pare che il periodo di "warm ischemia" non sia> stato troppo
lungo (non che "qualche settimana" passata in ghiaccio> secco sia l'ideale...)
Se e quando il nostro amico inglese sara'> reanimato, sarei sorpreso se non
soffrisse come minimo di una parziale> amnesia...> > Il fatto che sia un ovvio
poor case, btw, significa che dovra'> aspettare piu' a lungo di chi sia stato
criopreservato in condizioni> ideali e che dovra' aspettare l'arrivo di
tecnologie piu' avanzate.> > Includo, qui sotto, il testo sui "poor cases"
linkato da Roberto.> > Ciao,> Fabio> > High Incidence of Poor Cases> > In more
than 50 percent of cryonics cases legal death occurs before> Alcor standby
personnel can be deployed, and is often followed by> hours of warm ischemia.
This downtime may cause severe cellular> damage.> > The threat of autopsy, in
which the brain is routinely dissected, is> an even greater danger. Any person
who suffers legal death under> unexpected circumstances, especially involving
accidents or foul play,> is liable to be autopsied. Alcor strongly urges members
living in> California, Maryland, New Jersey, New York, and Ohio to sign
Religious> Objection to Autopsy forms.> > Sometimes cryonicists perish under
circumstances resulting in complete> destruction or disappearance of their
remains. Cryonicists have been> lost at sea, suffered misadventures abroad, or
even disappeared> without a trace. Two members of cryonics organizations were
lost in> the 2001 collapse of the World Trade Center towers. One was a>
policeman performing rescue operations.> > Cryonics is not a panacea or a "cure"
for death. The cryonics ideal of> immediate cooling and cardiopulmonary support
following cardiac arrest> cannot be achieved in the majority of cases. We have
good reasons to> believe that molecular records of memory persist in the brain
even> after hours of clinical death, but only future physicians using> medical
technology which we do not yet possess will be able to> determine, finally,
whether such a person is really still "there.">
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