Ciao a tutti, proprio ora ho finito di vedere Vanilla Sky. Mi avevate
consigliato bene, è davvero un ottimo film. Verso la metà (non avendo letto
nessuna anticipazione) mi stavo un pò perdendo (colpa dei numerosi cambi tra
Giulie e Sophia, e dei continui sogni nei sogni del protagonista), tuttavia la
fine riesce a rispondere a tutte le domande che avevo in sospeso. Purtroppo
l'ipotesi presentata dal film è impossibile (come diceva Roberto), dal momento
che ogni attività neuro-chimica (e non solo), durante il processo crionico, è
ferma, quindi è impossibile che si crei una situazione onirica o di attività
celebrale (necessaria per sognare).
Certo è che il film mi ha fatto molto riflettere anche sulla questione di realtà
virtuale, e della contrapposizione tra quest'ultima e la vita reale. Sono fresco
fresco di film quindi devo rifletterci con calma, ma sul fatto che in futuro
preferirò vivere una vita reale e ritagliarmi qualche spazio di vita virtuale
(come oggi ritaglo dei momenti di svago al computer) sono sicuro al 100%.
Nel film si prospetta anche la difficoltà di riallacciare i rapporti con un
mondo cambiato (dopo 150 anni), e questa questione sarebbe davvero importante da
trattare (nel film non è stato fatto sia per problemi di durata, sia perchè
penso il suo fine non fosse quello), e se la memoria non mi ingfanna nessun film
l'ha mai considerata, limitandosi in genere ad accennare ai possibili problemi
che possano esserci.
Sono contento che tra i vari siti di recensione film, Vanilla Sky sia
considerato un film drammatico e non di fantascienza (per via dell'ibernazione
et similia), come ho sentito dire da alcuni. Riflessioni in merito?
Bruno
P.S. Carini i criostati dell brochure, mai quanto le due attrici :)
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