----- Original Message -----From: MarcoSent: Thursday, January 03, 2002 4:29 PMSubject: GiudizioSono un giovane studente liceale, amante di filosofia. Sono stato spinto a scrivervi dal modo in cui avete curato la sezione di storia della filosofia. La parte che reca il titolo GIUDIZIO (ad ogni analisi di ogni filosofo) è, mio parere abominevole. Lo stimolo alla critica è fondamentale per una riflessione filosofica propria e spero che l'intento che vi siate posti sia questo. Vi posso umilmente consigliare che non si instrada un giudizio personale dando il PROPRIO giudizio bensì indicando le piste di lettura e approfondimento e individuando le problematiche che costituiscono fonte di dibattito.
Quindi oltre a pensare che "dare giudizi su una filosofia" si sbagliato a priori, poiché, saprete meglio di me, che ogni teoria (anche la più primitiva) fa parte di un percorso storico fondamentale per la costituzione del nostro universo socio-culturale, penso che i vostri GIUDIZI ignorando la realtà storica precedente e contemporanea al filosofo, ignorando quindi la tradizione filosofica precedente, porta a conclusioni del tutto semplicistiche e fuori luogo. Inoltre sembra chiaro che analizzare tutte le filosofie con questo metodo di indagine, certamente errato e sicuramente incentrato sul "modello giudaico-cristiano" di analizzare, richiama molto a quello che viene denominato oscurantismo medievale: il vostro "esaminare" le teorie filosofiche richiama molto all'opera di Fulgenzio (VI sec. d.C.) in cui nell'Expositio vergilianae continentiae individua nel racconto delle peregrinazioni e delle lotte di Enea un significato morale, la vicenda dell'anima che, attraverso prove e ostacoli, approda alla salvezza. Il procedimento, mi converrete è anacronistico e forzato, quanto il vostro che desta una mancanza di profondità storica (e questo non è il MIO giudizio sul Medioevo bensì è opinione di tutti coloro che hanno la dignità professionale di chiamarsi storici).
(...)
Vedete la mia lettera come un umile consiglio a fare meglio e a diffondere ciò che è e non ciò che voi crediate che sia. Spero che mi saprete rispondere a questo indirizzo.
Marco