Caro Daniele
provo a risponderle.
> Mi ha fatto rimanere abbastanza sconcertato la sua risposta. Non riesco a
> capire il senso che ha essa con quanto io ho scritto.
Era solo per dire che il banco di prova delle teorie è la realtà. E nella
realtà dei fatti non esistono, per esempio, opere caritative messe in atto
da chi è panteista. E ben a ragione: chi lo è, è anestetizzato al male,
proprio e altrui (vede il male come una necessità). Dunque non si mobilita,
per esempio, per alleviare la sofferenza. E secondo me questo dimostra la
sua disumanità, dunque la sua falsità.
> Ad esempio non mi stavo affatto alludendo al satanismo (come ho scritto)!
Meglio così, se è così.
> Dal momento che comunicare in questa maniera mi risulta arduo, non posso
far
> altro che invitarla, se il problema le sta a cuore, a leggere un buon
libro.
> "Conversazioni con Dio" di Neale Donald Walsch (Sperling & Kupfer Editori)
Vorrei anch'io consiglliarle un libro: Il Senso religioso, di Luigi
Giussani, ed. BUR. E' ottimo per capire la posizione di chi crede in Dio,
nel vero Dio. Vorrei di cuore consigliarlo come un testo davvero molto utile
e scritto in modo chiaro e gradevole.
Buon Anno
Bertoldi