richiami inascoltati a un popolo dalla dura cervice
Stanno capitando, in questi ultimi anni, delle cose davvero brutte: dall’epidemia di AIDS alla mucca pazza e ad altre alterazioni gravi degli alimenti che mangiamo, dalle varie, gravi catastrofi naturali, che si stanno susseguendo con intensità e frequenza ben maggiori che nel passato, fino a venire alla tragedia delle Twins Towers, con la possibilità, tuttora aperta, che il mondo viva una nuova guerra mondiale, magari in forma diversa dalle due precedenti.
Eppure quanti, tra i credenti, anche cristiani, leggono questi fatti come segni? Il solo parlarne fa sorridere molti, e già immagino il sorrisino di compassione che si sarà dipinto sulle labbra di molti lettori…
Quanti si sono chiesti se tutte queste vicende negative non siano un segno con cui Dio richiama a sé una umanità “smemorata”, cioè priva di memoria, della memoria della Sua esistenza, della Sua realtà? Eppure: Lourdes, Fatima, Medjugorie: richiami. Richiami forti ed espliciti. Se l’umanità non cambierà rotta… E infatti, puntualmente, gli avvertimenti della Madre di Dio si sono avverati, come ha riconosciuto autorevolmente il papa a Fatima durante il Giubileo. Il fatto è che siamo ormai convinti che il mondo e la storia siano separati da Dio, siano autonomi, per cui pensiamo, sbagliando, che ciò che accade accada (solo) per necessità causali “interne”, e non (anche) come manifestazione della sapiente provvidenza del Creatore. Mentre tutta la storia narrata nell’Antico e nel Nuovo Testamento è storia sacra: non “Dio da una parte” e “la realtà dall’altra”, come due compartimenti stagni, ma la realtà come segno di Dio. Dio che è Bontà e Misericordia infinite, ma che esprime tale bontà misericordiosa anche con richiami duri e dolorosi: “tutti quelli che amo li rimprovero” (Ap, 3, 19).
Invece, niente. Anche molti sacerdoti e vescovi non aiutano più a leggere i fatti come segni: chi, ad esempio, ha pensato a leggere i recenti disastrosi eventi meteorologici come dei segni? Chi ha pensato a far pregare, mendicando la clemenza di Dio, giustamente adirato? Molti pensano sia roba del passato, roba medioevale.
L’Apocalisse dice che nei tempi ultimi “gli uomini” si morderanno “la lingua per il dolore”, bestemmiando “il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni” (Ap, 16, 10-11). Noi invece, non bestemmiamo neanche: facciamo finta di non cogliere il valore di avvertimento che la realtà contiene e riduciamo il Cristianesimo a una vaga etica (individualista o collettivista a seconda che ci piaccia, rispettivamente, la destra o la sinistra), invece di accoglierlo come una realtà, come la realtà, la Realtà che sola puà fare da chiave interpretativa adeguata della carne e del sangue della realtà.
Bertoldi