CORRIERE DELLA SERA>>> Panebianco
| Due preoccupazioni vere, una falsa TRE QUESTIONI DI DEMOCRAZIA di ANGELO PANEBIANCO La prima preoccupazione, corretta, riguarda la posizione personale del premier, il conflitto di interessi e il controllo sui media televisivi (le due cose non coincidono, anche se vengono spesso confuse). E’ evidente che, tenuto anche conto del «niente» prodotto al riguardo dal centrosinistra in cinque anni di governo, bisogna ora spingere, in condizioni più difficili, perché si arrivi a soluzioni serie ed efficaci: un compromesso decoroso sul conflitto di interessi, e l’avvio del superamento del duopolio televisivo tramite la privatizzazione della Rai. La seconda preoccupazione, altrettanto corretta, riguarda l’assenza di regole istituzionali adeguate al funzionamento di una democrazia maggioritaria. Come ha giustamente osservato Andrea Manzella, il passaggio al maggioritario non è stato accompagnato dall’adozione di nuove regole del gioco a tutela delle minoranze. Anche in questo campo, purtroppo, i cinque anni di centrosinistra non hanno prodotto nulla. Ciò non toglie che l’esigenza resti. Solo che, per riscrivere le regole della democrazia, occorrerebbe proprio quel clima di corretto rapporto fra maggioranza e opposizione che la sinistra apocalittica vede come il fumo negli occhi. L’ultima preoccupazione, invece, è illegittima, rivelatrice di pulsioni autoritarie, non democratiche. E’ il tentativo di negare legittimità alla volontà del centrodestra di fare una «politica di destra» in coerenza col suo mandato elettorale. E’ un fatto che la sinistra apocalittica tratta come aspetti dell’«emergenza democratica» anche il tentativo del governo di riformare lo statuto dei lavoratori (un «attacco ai diritti fondamentali»), di fare una politica più restrittiva in materia di immigrazione, di riformare la giustizia, di passare a un sistema pubblico/privato nel campo dell’istruzione. E’ un fatto che ciascuna delle scelte del governo di centrodestra in tutte queste materie può essere legittimamente criticata, ma è altrettanto certo che il governo ha il pieno diritto di farle. E saranno gli elettori a giudicarne i risultati. A meno di sostenere (e proprio questo sembrano dire molti esponenti della sinistra apocalittica) che una «politica di destra» non possa avere diritto di cittadinanza in una democrazia, che l’unica politica che non provochi emergenze democratiche sia, in sostanza, quella che piace alla sinistra. La sinistra apocalittica finge di non accorgersi che quando sostiene ciò sta negando la stessa ragion d’essere della democrazia e dell’alternanza democratica. Ciò detto, Berlusconi deve assolutamente risolvere il suo problema personale. Come dimostra il caso della legge sul falso in bilancio: qualunque governo di centrodestra, probabilmente, avrebbe riformato quella legge così come richiesto dalle imprese (diverso è invece il caso imbarazzante delle rogatorie), ma il fatto che alla testa di quel governo ci fosse lui ha fatto scorrere fiumi di veleno. Alle pulsioni antidemocratiche della sinistra apocalittica non c’è rimedio. Il contenimento dei veleni, invece, è onere di Berlusconi. |