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Comunicato stampa |
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E’ stato vigliaccamente e freddamente ammazzato un uomo, un padre di famiglia, un professore, per la sua collaborazione alla revisione delle leggi sul lavoro. Vogliamo innanzitutto essere vicini alla moglie e ai figli con la preghiera a Cristo, l’unico che può redimere il loro infinito dolore, l’unico che può dare speranza a una morte che partecipa della Sua, per noi. Proprio la ricerca della speranza ci costringe a invocare un cambiamento di vita e di mentalità. Non si può pensare di avere la verità in tasca, di servirsene invece che servirla, di usarla come un’arma contro gli altri. La presunzione di essere portatori di bene, contro tutto e contro tutti, è il cancro della società e il principio di una violenza autodistruttiva. Bin Laden è vicino più di quanto si pensi; l’esperienza del terrorismo non è di altri, ma nostra, come se incubassimo la negazione di noi stessi. Noi proponiamo invece di seguire l’esempio di chi – come Marco Biagi – ha lavorato e lavora affinché, come ha detto oggi il Papa, “si affermi nella cara Nazione italiana un clima di intesa fra le parti sociali, per una pacifica soluzione dei problemi in atto”. l’ufficio stampa Milano, 20 marzo 2002. |