E’ legittimo che la CGIL scuola raccolga firme contro la legge delega, anche se non è una grande dimostrazione di democrazia che lo faccia sventolando motivi senza fondamento.
Non è vero
che nella scuola non vi sia stata discussione sulla riforma, è vero piuttosto che la CGIL non ha voluto discutere.
Non è vero
che la legge delega impedisca la partecipazione del mondo della scuola e del paese al cambiamento della scuola, anzi è solo accelerando i processi di riforma che famiglie, studenti e insegnanti potranno diventare protagonisti reali del cambiamento e non rimanere in ostaggio di discussioni puramente formali
Non è vero
che la legge delega tolga il diritto all’istruzione e alla formazione, anzi è fondata proprio su questi diritti e li garantisce
Non è vero
che la legge delega sottometta la scuola alle leggi del mercato, facendo diventare il sapere una merce, è vero invece che si sottrae la scuola alle leggi del mercato in quanto ciò da cui viene a dipendere sono principi quali la libertà, la crescita della persona, la formazione del senso critico, l’innalzamento della cultura.
Non è vero
che rendere obbligatorio l’ultimo anno della scuola d’infanzia garantisca a tutti i bambini una scuola di qualità, anzi si interferirebbe gravemente sulla libertà di scelta della famiglia, che invece la legge delega garantisce
Non è vero
che sia stato tolto l’obbligo scolastico, è solo stato ridefinito come “diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età”
Non è vero
che la possibilità di scelta tra sistema dei licei e quello dell’istruzione e della formazione professionale sia troppo precoce, anzi è posta nel momento giusto, il problema è un altro, quello di mettere tutti gli studenti nelle condizioni di esercitare liberamente la loro scelta
Non è vero
che si valorizzino i lavoratori della scuola considerandoli una risorsa, lo si fa se li si considera soggetti liberi e creativi, come la legge delega intende fare.
Non è vero
che la legge delega sia contro organi collegiali riformati e democratici, per il semplice motivo che non ne tratta, perché non sono oggetto di questo intervento legislativo.
Dispiace che al posto di confrontarsi criticamente con i contenuti effettivi della legge delega un sindacato come la CGIL preferisca una campagna di discredito basata su elementi inesistenti.
Altri sono i problemi che questa legge delega implica e affrontarli sarà decisivo per il futuro della scuola: si tratta dei curricoli e della nuova professionalità docente, da cui dipenderà la riforma della scuola.
E’ auspicabile che la CGIL, passato questo momento di sbornia rivendicativa, voglia confrontarsi sulle questioni importanti della riforma della scuola.
Grazie per l’attenzione
Gianni Mereghetti
Abbiategrasso( Mi)