L'uomo di Neanderthal? Troppo moderno!
Sembrerà impossibile a molti, ma è così: c’è chi teorizza di tornare all’età della pietra. Sono numerosi ed organizzati: sognano l’abolizione della civiltà, del progresso, della tecnica, ma anche dell’etica, della proprietà, della cultura, dello Stato. I più estremisti ritengono che sarebbe ancora troppo poco tornare al Neolitico: nella loro furia devastatrice teorizzano un ritorno al Paleolitico, dove l'uomo non coltivava i campi, ma era solo cacciatore e pescatore.
A proposito: vi ricordate la riforma (della scuola di) Berlinguer, quella per fortuna bloccata dalla Moratti? Prevedeva appunto di soffermarsi un tempo spropositatamente lungo sull’uomo “cacciatore e pescatore”.
Eh, sì! Quelli sì che erano dei bei tempi: non si faticava neanche un po’. E poi niente malattie. Niente liti, niente affanni. Promiscuità totale, vegetarianesimo puro, comunismo totale dei beni. Insomma un mondo perfetto! Un vero Paradiso in terra! Tutti i guasti di cui soffriamo infatti proverrebbero, secondo i neoprimitivisti, dalla civiltà. Basta distruggere la civiltà, ed ecco che, magia delle magie, l'uomo tornerà ad essere buono e pacifico, sano e rilassato, come era ai bei tempi del Paleolitico.
Stiamo scherzando? No: sono le teorie ad esempio di John Zerzan, leader degli anarchici di Eugene (nell’Oregon); si può leggere il suo Futuro primitivo, tr. it. Nautilus, Torino 2001. I neoprimitivisti poi sono sì pacifisti, ma, come tutti gli utopisti, sono disposti, ovviamente solo per qualche tempo, a un po’ di violenza, così, tanto per gradire. Mica infatti che si accontenterebbero di vivere in una loro limitata zona neoprimitiva. Eh, no! Tutto il mondo deve tornare primitivo, e in un sol colpo; altrimenti potrebbe capitare che qualcuno ci ripensi. Invece, zac! Una bella tagliatina alle teste dei riottosi et voilà: il mondo nuovo, anzi stravecchissimo, sarà servito.
Che cosa dimenticano questi signori, che hanno, detto tra parentesi, un bel seguito nel movimento anti-global, e non per nulla vogliono distruggere quanta più civiltà possono, cominciando dalle vetrine (sempre meglio di niente, no?!)?
A parte il fatto che vorremmo sapere chi glielo dice che nel Paleolitico tutto fosse così paradisiaco... Soprattutto dimenticano che il male nella storia dell’uomo è entrato per il peccato originale, per la ribellione dell’uomo al suo Creatore; e il male è dentro il cuore dell’uomo, di ogni uomo, e non verrà certo tolto ammazzando qualche milione di “reazionari”. Del resto ci hanno già provato. E si è visto con che risultati.
C’è di che riflettere, per coloro che, credenti, si sono scelti certi compagni di cammino…
Bertoldi