Caro Jacopo
è evidente che non siamo d'accordo :-)
Io credo che il contenuto vero della libertà sia rapporto con l'Eterno, che solo può sottrarre la persona (il cui valore infinito poggia appunto sull'essere non un grumo di materia, qualitativamente identico a fango, al nulla: perché la morte inghiotte questo breve passaggio che chiamiamo vita) al condizionamento tirannico e capriccioso di un mondo, che sarebbe assurdo se non avesse un Senso.
Credo che tutta la differenza stia nel riconoscere o meno questo, che è un dato di ragione. Eppure questo dato di ragione io non lo riconoscerei se non fosse per un fatto, che eccede ogni progettabilità razionale.
Questo Fatto è un incontro gratuito, che può essere però mendicato a Colui che ci ha creati e non è lontano da noi. E' più bello e più giusto stare con Lui, che vuole il nostro bene.
In bocca al lupo per l'esame
Bertoldi
-----Messaggio Originale-----Da: Angelo RibelleData invio: sabato 18 giugno 2005 13.32Oggetto: CRITICASalveScusate la mia critica esplicita e senza mezzi termini ma ritengo che voi abbiate fatto un lavoro tutt'altro che assertivo.Il vostro punto di vista, condivisibile o meno, è a mio parere fin troppo marcato in quella che dovrebbe essere un una scheda illustrativa " mi riferisco in particolare a quella dedicata a ROUSSEAU, MARX e il COMUNISMO".E' inaccettabile definire Rousseau un totalitarista, e altrettanto inaccettabile trovare un legame così saldo come voi affermate tra il pensiero di Marx e le applicazioni del comunismo attuate in unione sovietica.In questo paese vi è libertà di credo, di pensiero, di espressione, di associazione ecc. Voi affermate che questi valori sono scemati durante il comunismo sovietico, nulla di più vero, ma non è nel vostro diritto condannare per la stessa causa un grande pensatore come Rousseau, e tantomeno Marx.Se poi vogliamo ragionare quadrimensionalmente e spostarci in quell'epoca potremo costatare facilmente che la privazione dei diritti sovrelencati è da attribuirsi al sistema sociale e religioso del tempo.Non mi sembra, in fine, che il processo di sviluppo pedagogico trattato nell'Emilio sia portante ad un sistema umanitario privo di libertà, inquanto si basa proprio sulla crescita e la formazione dell'infante priva di impostazioni mentali derivanti da elementi alienanti.Se non siete d'accordo con il mio parere vi prego di rispondermi, affinche ci sia quello scambio di idee e quella libertà che tanto affermate di essere portavoce.Qualche informazione su di me:Sono uno studente liceale prossimo al frequentare la facoltà di filosofia, educato sulle basi dell'Emilio, agnostico e anarchico.Il potere che mi ha dato quest'«educazione», di cui vado fiero, è quello di non avere valori incorruttibili, di essere in perenne cambiamento e, nonostante io abbia le Mie verità, di essere un relativista, il che mi permette di osservare il mondo senza paraocchi e stereotipi. se non è questo un uomo libero e se non è questo un sistema che lascia il «libero arbitrio» all'essere umano, allora non so quale lo potrebbe essere.Distinti salutiJacopo (MI)