LA STAMPA Del 6/8/2002 Sezione: Esteri Pag. 9)
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| IN UNA LOCALITA´ TURISTICA A NORDEST DI ISLAMABAD |
| Gli islamici uccidono sei cristiani in Pakistan |
| Quattro uomini armati, forse legati a Al Qaeda, fanno irruzione in una scuola |
ISLAMABAD
E´di almeno sei vittime il bilancio dell´attacco terroristico compiuto ieri contro una scuola cristiana nel Pakistan settentrionale. L'azione, finora non rivendicata, sarebbe opera, secondo le prime indagini, di un gruppo integralista islamico legato ad Al Qaida. Intorno a mezzogiorno quattro uomini armati di fucile hanno fatto irruzione nel cortile della Murree Christian School, a Murree, una località turistica sulle montagne a nordest della capitale Islamabad, già meta di vacanze per ufficiali e funzionari coloniali ai tempi dell´Impero britannico. Secondo la testimonianza del sindaco della città, Khurseed Abbassi, dopo aver aver sparato all'impazzata sulle vittime, gli aggressori sono riusciti a dileguarsi, probabilmente a bordo delle stesse motociclette con cui erano arrivati. La polizia pachistana sta perlustrando i fitti boschi circostanti, dove gli attentatori potrebbero avere trovato rifugio.La pronta reazione delle guardie del servizio di sicurezza e del personale della scuola, che impiega sia musulmani che cristiani, non è valsa a scongiurare la strage: sei persone sono state colpite a morte, altre quattro ferite; ma è un bilancio forse destinato a salire. La Murree Christian School è frequentata da circa 450 studenti, per un terzo figli di diplomatici occidentali in servizio in Pakistan. Secondo la direzione della scuola, tuttavia, tra le vittime non ci sarebbero studenti e professori stranieri. Questo è il terzo attacco contro la minoranza cristiana del Pakistan da quando, dopo l´11 settembre, il presidente Pervez Musharraf aveva scelto di aderire alla coalizione internazionale contro il terrorismo. Il 28 ottobre 2001 una chiesa cristiana era stata attaccata da guerriglieri integralisti a Bahawalpur, nella provincia del Punjab: diciotto le vittime fra i fedeli, tutti pachistani. Nel marzo scorso cinque persone, tra cui la moglie e la figlia di un diplomatico americano, erano state uccise in un attentato a una chiesa di Islamabad. Un bilancio a cui si devono aggiungere gli attentati diretti contro la presenza straniera nel Paese. L´ 8 maggio scorso un kamikaze aveva fatto esplodere un´autobomba contro il pulmino che portava ai cantieri navali di Karachi i tecnici del ministero della Difesa francese, impegnati nello sviluppo di sottomarini costruiti in Pakistan: 14 i morti, incluso l'attentatore; il 14 giugno un'altra autobomba guidata da un attentatore suicida era scoppiata di fronte al consolato americano di Karachi, evacuato dopo il peggiorare della crisi indo pakistana. Dodici le vittime quella volta, tutte pakistane. E risale al 7 luglio, infine, l´arresto, a Karachi, dei vertici del gruppo estremista pachistano vicino ai Taleban, l'Harkat-ul Mujahidin al Aalami. Mohammad Imran, il suo vice, il responsabile dell'ala militare, Mohammad Hanif, e Mohammad Daniyal, sarebbero i mandanti dell'attentato contro il Consolato Usa ma anche gli organizzatori di un tentativo di assassinare il presidente pakistano Perwez Musharraf, il 26 aprile scorso. e. st. |
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