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Date: Wed, 25 Sep 2002 07:20:48 +0200
Subject: Tutti i frutti del crocifisso
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LA STAMPA
Tutti i frutti del crocifisso
Circa la penosa diatriba sul crocefisso nelle scuole (che secondo Michele Serra
offende gli scolari ebrei e immigrati), mi si consenta di ricordare che da quel
povero Cristo ignudo in croce discende la civiltà non solo italica ma europea e
occidentale, con una morale di vita del tutto nuova nella storia umana e
sopratutto con la cultura e l'arte a cui tuttora abbeveriamo il nostro spirito.
San Francesco fu il primo a dare dignità letteraria al linguaggio «volgare» col
suo Cantico delle creature, assieme a Fra Jacopone da Todi col suo Stabat Mater
(grazie ai quali, detto en passant, noi oggi parliamo italiano). Non avremmo un
Giotto, un Michelangelo con tutti i grandi pittori e scultori che riempiono di
Crocefissi, Presepi, Madonne col Bambino e Madonne piangenti le chiese e i musei
di tutto il mondo, non un Dante, un Manzoni e altri mille che ne riempiono le
biblioteche. Niente grandi cattedrali, non Notre Dame di Parigi, Santa Sofia di
Costantinopoli, San Marco di Venezia, San Paolo di Londra, quelle di Gand,
Liegi, Magonza, Strasburgo, Reims, Orleans né il Duomo di Milano, di Orvieto, di
Spoleto, niente San Pietro col suo spendido colonnato, niente Cappella Sistina,
non Palestrina che s'ispirò a Jacopone, né Gluck, Haendel, Haydn, non il divino
Bach, né le grandi Missae di Mozart, Cherubini, Beethoven, Verdi, ove
l'ispirazione musicale ha toccato le vette più alte. Come si farà a spiegare
tutto questo agli scolari senza partire da quel Cristo in croce e dalla stalla
in cui era venuto al mondo?
Laura Bergagna, Lanzo
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Bertoldi <postmaster@...>
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LA STAMPA Tutti i frutti del crocifisso
Circa la penosa diatriba sul crocefisso nelle scuole (che secondo Michele Serra offende gli scolari ebrei e immigrati), mi si consenta di ricordare che da quel povero Cristo ignudo in croce discende la civiltà non solo italica ma europea e occidentale, con una morale di vita del tutto nuova nella storia umana e sopratutto con la cultura e l'arte a cui tuttora abbeveriamo il nostro spirito. San Francesco fu il primo a dare dignità letteraria al linguaggio «volgare» col suo Cantico delle creature, assieme a Fra Jacopone da Todi col suo Stabat Mater (grazie ai quali, detto en passant, noi oggi parliamo italiano). Non avremmo un Giotto, un Michelangelo con tutti i grandi pittori e scultori che riempiono di Crocefissi, Presepi, Madonne col Bambino e Madonne piangenti le chiese e i musei di tutto il mondo, non un Dante, un Manzoni e altri mille che ne riempiono le biblioteche. Niente grandi cattedrali, non Notre Dame di Parigi, Santa Sofia di Costantinopoli, San Marco di Venezia, San Paolo di Londra, quelle di Gand, Liegi, Magonza, Strasburgo, Reims, Orleans né il Duomo di Milano, di Orvieto, di Spoleto, niente San Pietro col suo spendido colonnato, niente Cappella Sistina, non Palestrina che s'ispirò a Jacopone, né Gluck, Haendel, Haydn, non il divino Bach, né le grandi Missae di Mozart, Cherubini, Beethoven, Verdi, ove l'ispirazione musicale ha toccato le vette più alte. Come si farà a spiegare tutto questo agli scolari senza partire da quel Cristo in croce e dalla stalla in cui era venuto al mondo?
Laura Bergagna, Lanzo
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